Perché per dimagrire la bilancia non serve

bilanciaDire che per dimagrire non serve la bilancia potrebbe apparire una forzatura o un controsenso: eppure è proprio così. Non c’è bisogno, infatti, di questo strumento – ormai obsoleto – per monitorare e tenere sotto controllo la perdita di peso: attualmente, il punto di riferimento da tenere in considerazione è la bioimpedenziometria. In altre parole, tutto quello che serve è un esame bioimpedenziometrico, grazie al quale si può sapere con precisione quanti chili è necessario perdere per raggiungere il proprio peso forma. A quel punto, una volta individuato l’obiettivo da raggiungere, non c’è altro da fare che mettersi di impegno per provare a conseguirlo: il che vuol dire, semplicemente, cominciare a mangiare come si dovrebbe.

Per fare ciò, ci si può rivolgere a un dietologo a Cosenza, in grado di fornire tutti i suggerimenti e tutti i consigli utili allo scopo. Il primo passo per dimagrire senza fatica è, di sicuro, rappresentato dalla necessità di mettere da parte qualunque genere di dieta ipocalorica: non c’è niente di più sbagliato di un regime alimentare basato sull’introduzione di un numero limitato di calorie. Se si seguisse una strategia di questo tipo, infatti, nel giro di breve tempo si recupererebbero – con il ritorno a una alimentazione normale – tutti i chili persi. Insomma, tanta fatica sarebbe stata spesa per nulla. Il difetto delle diete ipocaloriche è proprio quello di garantire un calo ponderale eccessivamente veloce.

Non solo: un altro svantaggio che deriva dal ricorso a questo tipo di regime alimentare va individuato nel fatto che, con una dieta del genere, non si perde unicamente massa grassa, ma si verifica anche una contemporanea disidratazione, con conseguenze ben poco piacevoli dal punto di vista del metabolismo e, più in generale, sulla salute complessiva. Per evitare che una dieta determini una diminuzione del tono muscolare è essenziale, tra l’altro, abituarsi a una alimentazione integrale: bisognerebbe mettere da parte, per quanto possibile, i carboidrati raffinati, che rispetto a quelli integrali vengono assorbiti molto più velocemente e, di conseguenza, dopo che sono stati ingeriti provocano dei picchi glicemici non salutari, forieri di un incremento della secrezione di insulina.

Tra i nemici della perdita di peso ci sono proprio i picchi glicemici, che possono essere annoverati tra le dinamiche alimentari più diffuse e più pericolose tra tutte quelle che portano all’ingrassamento. In seguito al picco glicemico, infatti, subentra una condizione cosiddetta di ipoglicemia reattiva, per effetto della quale l’organismo ha ancora più appetito e quindi, pur avendo finito di mangiare da poco, ha ancora fame. Infine, vale la pena di precisare che per raggiungere il peso forma desiderato l’attività fisica è una condizione da cui non si può prescindere: anche una semplice passeggiata veloce al parco può rivelarsi benefica per la salute.