Acqua frizzante? Alleata per la pulizia del viso


foto da chedonna.it

Ce l’hanno ripetuto fino allo sfinimento medici, dietologi e nutrizionisti: bere tanta acqua (da 1,5 a 2 litri al giorno) fa bene. Serve ad eliminare le tossine prodotte dal sistema digerente e dalla circolazione, aiutando fegato e reni a scartare le scorie.

Quello che non tutti sanno, invece, è che l’acqua – in particolare quella frizzante -, è anche una valida alleata per la cura della pelle. Non soltanto quando la beviamo. Ce lo insegnano dalla Corea – un paese da sempre particolarmente attento alla skincare – dove è comunemente utilizzata per la cura del viso.

L’acqua gassata abbonda di elementi che riequilibrano la produzione di sebo, idratando e aumentando la tonicità della pelle del viso. In particolare, l’anidride carbonica presente nelle bollicine serve a liberare i pori ed eliminare batteri e impurità.

La pelle trattata con acqua frizzante è più ossigenata – e quindi più pulita – rispetto a quella solitamente lavata con acqua corrente, che al contrario contiene più calcare. Appare più liscia, luminosa e tonica anche perché le bollicine stimolano la circolazione del sangue nel viso.

Come usare l’acqua frizzante per la cura del viso?

Molto semplice, soprattutto perché si adatta bene a tutti i tipi di pelle.

Chi ha la pelle particolarmente grassa, farebbe bene a immergere il viso per una ventina di secondi in una ciotola piena di acqua frizzante, ripetendo questa facile mossa per tre volte alla settimana. Chi invece ha la pelle normale, solo una volta ogni sette giorni. Un buon risultato si ottiene anche strofinando delicatamente sul viso un batuffolo di cotone imbevuto di acqua gassata.

I benefici sono tanti e si potranno misurare dopo poco tempo. Il tutto senza particolari sforzi, visto che 1) questo particolare trattamento richiede poco tempo e poco impegno, e 2) l’acqua gassata, grazie agli erogatori acqua frizzante e ai moderni depuratori, si può reperire in tutta comodità dal rubinetto di casa, senza dover acquistare al supermercato i pesanti cestelli.

Cinque rimedi naturali contro le mosche

Con l’arrivo dell’estate e il caldo afoso le mosche diventano in un vero e proprio disturbo, in particolare nelle ore notturne. Fortuna esistono dei rimedi naturali che vi permetteranno di allontanare le mosche dalla vostra abitazione. Scegliere rimedi naturali significa salvaguardare la propria casa e tutti coloro che la abitano, soprattutto i bambini, eliminando una volta per tutte gli insetticidi spray e altri prodotti nocivi per la salate.

Scopriamo alcuni rimedi naturali, che non soltanto sono assolutamente sicuri per la salute, ma risultano essere persino molto efficaci.

Olio essenziale di eucalipto

Procurarsi un bruciaessenze e dell’olio essenziale di eucalipto. L’odore di eucalipto è molto gradevole per noi umani, ma per gli insetti, in particolare zanzare e mosche è decisamente sgradito; vi aiuterà a tenere a distanza gli sgraditi insetti. Come si prepara? Nella ciotola del brucia essenze dobbiamo aggiungere circa 5 gocce di olio essenziale di eucalipto e diluirlo con 4 cucchiai d’acqua. Si consiglia di usare il preparato nelle ore serali quando le mosche non maggiormente presenti.

Chiodi di garofano e limone L’odore del chiodo di garofano è, come quello dell’eucalipto, poco sopportato dalle mosche, soprattutto se mescolato a quello del limone. Preparare la miscela è molto semplice: mettere nelle stanze dove le mosche danno fastidio, delle ciotoline con spicchi di limone inserendo nella buccia dei chiodi di garofano.

Pepe

Il pepe è un ottimo odore contro le mosche. Ci sono due opzioni: posizionare il pepe in delle ciotole e posizionarlo nelle stanze, oppure mettere delle piante di pepe nero su balconi, terrazze e davanzali della casa.

Basilico

La pianta del pepe non è l’unica capace di tenere lontano le mosche, anche il basilico è decisamente un ottimo repellente. Di solito mosche entrano dalla finestra della cucina perché attirate dall’odore degli alimenti. Posizionare una pianta di basilico sul davanzale della finestra della cucina significa, quindi, respingere le mosche con ogni sicurezza.

Trappole fai da te

Prendete un barattolo di vetro, riempitelo con acqua, sapone liquido e aceto di miele. L’odore dell’aceto di miele attirerà le mosche che rimarranno intrappolate nel barattolo. Questa trappola fai da te è davvero semplice da preparare e molto efficace.

Tali rimedi sono da considerare efficaci soltanto nel caso ci troviamo davanti un numero limitato di mosche e non una vera e propria infestazione. Per un’infestazione di mosche è sempre bene rivolgersi a specialisti e aziende esperte che aiutino a disinfestare l’ambiente in modo sicuro ed efficace.

Come ottenere ricci perfetti con un arricciacapelli professionale

I capelli costituiscono la cornice del viso, per questo averli sempre in ordine e in piega rappresenta un vero tocco in più. I ricci, ad esempio, diventano un modo di acconciare i capelli per ravvivare il look e dare nuovo movimento alle chiome. Per ottenere dei ricci perfetti si può utilizzare un unico metodo che permetta di mantenerli a lungo in piega e sempre vaporosi: l’arricciacapelli.

Come usare un arricciacapelli: i consigli di base

Molte donne hanno l’errata convinzione che l’arricciacapelli vada utilizzato subito dopo il lavaggio dei capelli; in realtà, in questo modo si riesce ad ottenere una piega di scarsa durata, perché il capello è troppo pulito e tenderà a ritornare alla sua forma originale. L’arricciacapelli, dunque, va utilizzato il giorno dopo lo shampoo, momento in cui i capelli sono ancora puliti ma non così tanto da non mantenersi in piega.

Altrettanto importante sarà preparare ogni singola ciocca allo styling con una mousse specifica per onde e ricci, soprattutto se si vogliono delle onde molto fitte e strette; in alternativa, si potrà anche sfruttare un definitore di ricci, nel caso in cui si volessero invece delle onde più morbide ed elastiche. Entrambi i prodotti vanno applicati dopo aver inumidito le ciocche, in modo da ricreare una sorta di guaina che migliora la deformabilità dei capelli.

Altro dettaglio fondamentale è che l’arricciacapelli deve essere utilizzato solo ed esclusivamente su capelli asciutti e non su quelli bagnati, pena un risultato di ricci mal riusciti e il rischio di bruciare la propria chioma. Poiché il passaggio dello styling prevede che i capelli vengano inumiditi, dopo aver applicato i prodotti sarà bene asciugarli con il phon prima di procedere all’acconciatura con l’arricciacapelli. A questo punto si potrà finalmente iniziare a creare le onde, scegliendo il diametro giusto dell’arricciacapelli: maggiore sarà il diametro dell’asta riscaldata, più larghe saranno le onde.

Inoltre, si potrà anche scegliere se arricciare tutta la lunghezza del capello o solo la porzione che va da metà lunghezza fino alle punte. Per un risultato più estremo, fitto e quasi afro, dovrà essere scelto un arricciacapelli da diametro molto stretto ed eseguire l’arricciatura su tutta la lunghezza, fino alla radice. Nel caso, invece, in cui si desideri un riccio morbido ed elastico, l’arricciacapelli dovrà avere un diametro medio e potrà essere eseguita un’arricciatura da metà capello in poi.

Arricciacapelli: ricci perfetti sui capelli lunghi

Nonostante potrebbe essere superfluo fare una distinzione tra capelli lunghi e medio-corti, in realtà l’arricciatura deve essere proporzionata e ben eseguita a seconda della lunghezza della chioma.

Durante l’arricciatura, infatti, l’arricciacapelli tende a riscaldarsi parecchio anche quando è professionale e mantiene una temperatura costante. Per questo motivo, il tempo di posa del capello sull’asta riscaldata deve essere relativamente breve, ma fatta uniformemente.

Se il capello è molto lungo, andando ad arrotolare la ciocca tutta sullo stesso punto dell’arricciacapelli si rischia di surriscaldare eccessivamente la parte sottostante e, allo stesso tempo, di non far raggiungere la temperatura efficace a modellare la parte sovrastante.

Per questo motivo sarebbe opportuno eseguire l’arricciatura su una stessa ciocca lunga in due momenti diversi: una prima sulla parte più alta della lunghezza e una seconda sulla parte finale della ciocca, facendo attenzione a creare continuità dell’onda.

Infine, è molto importante che la ciocca venga arrotolata sull’asta dell’arricciacapelli in modo che ogni parte del capello sia a contatto con quest’ultima e non avvolta su se stessa, creando un movimento a spirale che dall’alto scende verso il basso.

Il verso dell’onda può essere scelto a piacimento, anche se solitamente il riccio lo si crea a partire dall’esterno verso l’interno, in modo da dare un andamento più bello esteticamente e capace di aprire il viso.

Per salvaguardare la salute dei capelli, soprattutto se si utilizza spesso l’arricciacapelli per ottenere un look vivace o romantico, è importante sceglierne uno di qualità come quelli del brand Gama Professional, ovvero che abbia la funzione di mantenimento costante della temperatura e un’asta del diametro adeguato alla lunghezza dei capelli.

Ricci perfetti sui capelli medio-corti con l’arricciacapelli giusto

Al contrario dei capelli lunghi, i capelli medio-corti richiedono attenzioni diverse e forse diametralmente opposte per ottenere dei ricci perfetti con l’arricciacapelli.

Per una lunghezza che non supera le spalle, sarà necessario un arricciacapelli dal diametro adeguato: un diametro troppo largo, infatti, renderà difficile fare dei ricci perfetti su capelli corti o medio-corti, perché si riusciranno a fare poche spirali.

La scelta dell’arricciacapelli, dunque, dovrebbe orientarsi su quelli che hanno un’asta dal diametro medio-stretto, meglio se con l’asta che si apre a becco. Quest’ultima, infatti, aiuterà a mantenere ferma la ciocca relativamente corta, senza il rischio di surriscaldare le dita che mantengono in posa i capelli.

Come per i capelli lunghi, anche nel caso dei capelli medio-corti è necessario creare una piccola spirale che non faccia arrotolare su se stessa la ciocca, in modo da riscaldare i capelli uniformemente e dare una piega perfetta.

Poiché i capelli corti rischiano di diventare troppo vaporosi con l’arricciatura, si potrà optare per dei ricci morbidi solo sulle punte o dalla metà della lunghezza dei capelli in giù. In alternativa, qualora si desideri un look intenso e vivace, l’arricciacapelli può essere utilizzato sin dalla radice, sapendo che così si otterrà un accorciamento ulteriore della lunghezza del capello e un volume davvero notevole.

L’arricciacapelli per capelli abbastanza corti può essere utilizzato anche solo per dare un leggero movimento alla chioma, senza fissare troppo l’onda: basterà ridurre il tempo di posa della ciocca sull’asta riscaldata e arrotolare le ciocche con morbidezza. Alla fine, si potranno aprire i capelli con l’aiuto delle mani, ottenendo così un grazioso aspetto mosso e spettinato, meno definito ma molto chic e di grande impatto estetico. Il risultato sarà un look giovane, vivace e sbarazzino.

Vacanze sottocosto grazie alla patente nautica entro le 12 miglia

Vuoi fare una vacanze sottocosto grazie alla patente nautica entro le 12 miglia? Ovviamente si può. Chiunque possiede un’imbarcazione può ovviamente organizzare una vacanza in mare, avendo con sé la possibilità di guidare un’imbarcazione entro le dodici miglia. Bisogna avere moltissime accortezze per poter organizzare una vacanza in mare: oltre ad avere un mezzo ben sistemato e sempre pronto alle emergenze, dobbiamo avere la patente nautica entro le 12 miglia. La vacanza a basso costo è dunque un ottimo modo per ammirare il mare e le bellezze, organizzando una bellissima uscita in barca con i propri amici o con il proprio partner. Un’escursione in un paesaggio nascosto, in una scogliera poco praticata. Sono tante le soluzioni, come ad esempio un bel pranzo di pesce al largo, anche su una piccola imbarcazione. Bisogna però essere a conoscenza di ogni piccolo particolare e bisogna conseguire la patente nautica entro 12 miglia.

L’esame per ottenere la patente nautica entro 12 miglia

Per conseguire la patente nautica entro 12 miglia bisogna però sostenere un esame. Infatti la Motorizzazione mette a disposizione tutte le linee guida per poter conseguire la patente nautica e tutte le novità del caso. Ci sono due esami da svolgere per conseguirla: l’esame pratico e l’esame teorico. Si andrà a svolgere prima la teoria: l’esame teorico è diviso in due parti, una in cui si andranno a rispondere a delle domande l’altra in cui ci sarà una pratica dedicata al carteggio. Nella prima parte verranno poste ben venti domande in cui si dovranno avere delle conoscenze relative alla meteorologia, alla nave, alle parti fisiche, ad eventuali problemi ma soprattutto alla sicurezza e alle relative norme. Questo punto sarà fondamentale per poter passare l’esame: infatti bisogna sapere come comportarsi e quali procedure attuare in caso di pericolo. Nulla deve essere lasciato al caso e dunque bisogna considerare tutto, visto che dobbiamo anche relazionarci con altri soggetti presenti in mare.

La pratica del carteggio vedrà invece la lettura di una carta nautica. Bisognerà fare un esercizio sulla suddetta carta in modo tale da dimostrare alla seminatore di sapere a leggere e comprendere le indicazioni fornite. Per poter leggere la carta lo stesso esaminando dovrà portare con sè tutto il materiale utile per l’esercitazione: squadrette nautiche, compasso e altri materiali dovranno essere messi a disposizione dallo stesso richiedente. Solo in casi eccezionali questo materiale insieme alle carte nautiche verranno messe a disposizione dalla commissione esaminatrice. Nella parte pratica invece bisognerà dimostrare di saper avere la piena padronanza del mezzo. Chi vuole superare l’esame patente nautica entro 12 miglia dovrà dimostrare di avere la consapevolezza di come si guida un unità: manovre in alto mare ma anche saper guidare il mezzo a qualsiasi velocità consente consentita. Bisognerà anche dimostrare di saper guidare il mezzo in tutte le condizioni climatiche, ma soprattutto bisognerà dimostrare di avere le basi per poter operare in sicurezza o in caso di pericolo.

Per affrontare al meglio la pratica, chi vuole conseguire la patente nautica entro 12 miglia dovrà assolutamente avere la consapevolezza di come si guida un mezzo. esistono scuole nautiche in grado di poter insegnare i rudimenti di questa disciplina evitando così di arrivare impreparati al giorno dell’esame. In questo modo la vostra vacanza sottocosto sarà possibile: per divertirsi al meglio bisogna sempre avere il polso della situazione.

Il trapianto dei capelli per risolvere il problema della calvizie

Si parla spesso a sproposito del trapianto dei capelli, ignorando i progressi che le tecniche hanno saputo fare in questi ultimi anni. Questo lo si deve ad una costante ricerca che si prefigge lo scopo di ottimizzare l’intervento chirurgico al fine di essere il meno invasivo possibile e, soprattutto, i risultati che si acquisiscono sottoponendosi a questo trattamento.

Il trapianto, questo sconosciuto

Quando si pensa ad un trapianto vengono in mente scene cruente, anestesie totali, odore di disinfettante, bisturi e tante altre scene che possiamo vedere su qualche telefilm ambientato in un pronto soccorso.
Bene, il trapianto capelli che risolve il problema della calvizie al quale è possibile sottoporsi in un Centro Tricologico cesareragazzi.com è totalmente differente e, dopo aver specificato le tecniche, capirete la ragione.

Partiamo dal presupposto che non c’è una sola tecnica applicabile in qualsiasi caso ma, a seconda delle particolarità della calvizie presenti, può essere decisa qual è la più idonea per risolvere il problema.
Le tecniche usate per il trapianto dei capelli sono due: la F.U.T e la F.U.E. che vediamo nel dettaglio.
Il Follicular Unit Transplantation nota come F.U.T. è una tecnica che prevede il prelievo di strisce di cuoio capelluto che sono collocate nella parte occipitale che risulta essere una ideale area donatrice perché esente dalla caduta dei capelli. Le zone donatrici sono suturate in un modo per il quale la cicatrice che si forma è di circa 1-2 mm e che rispetta l’angolo di crescita dei capelli. Una volta prelevata la striscia di cuoio capelluto, questa viene manipolata esclusivamente da personale qualificato che attraverso dei stereo microscopi ottici, la suddividono in migliaia di unità follicolari da 1 a 4 bulbi. Contati ed allineati in base alla grandezza, gli innesti vengono passati al chirurgo che li trapianta all’interno delle microincisioni che sono state praticate nella zona interessata.

La Follicular Unit Extraction conosciuta come F.U.E. è un meno invasivo sistema per il rinfoltimento dei capelli dal momento che evita il prelievo di losanghe di cuoio capelluto dalla zona occipitale ma interessa quella parietale da dove vengono prelevati le unità follicolari.
Per sottoporsi alla F.U.E. è indispensabile rasare i capelli fino alla loro radice (tecnica questa non molto amata dal gentil sesso) e, attraverso uno speciale strumento di 0,8/0,9/1,0 mm. vengono estratti i follicoli senza dolore. E’ un processo che non consente un ampio numero di innesti anche se lascia dei puntini al posto delle cicatrici che sono i forellini originati dalla punta del microbisturi necessario per il prelievo dei follicoli.

I follicoli una volta prelevati vengono trapiantati nella zona interessata con degli appositi strumenti in modo indolore.
La F.U.E. è indicata in soggetti che presentano delle limitate zone dove l’alopecia ha provocato il diradamento, come le sopracciglia e le ciglia o anche i baffi. E’ adeguata anche per tutti coloro che hanno una deficitaria elasticità del cuoio capelluto per il quale l’escissione di una striscia di può rappresentare un problema.

Il piretro naturale contro le zanzare, un nuovo metodo di lotta

Combattere le zanzare è una battaglia dove, nella maggior parte dei casi, l’uomo ne esce sempre perdente e con diverse punture. Tra i prodotti in commercio per la difesa da questi insetti vi è una vasta gamma di insetticidi, da quelli validi a quelli meno efficaci, spesso con costi molto elevati. Inoltre, non tutti sono naturali o contengono principi attivi biocompatibili, anzi sono sintetizzati in laboratorio e piuttosto dannosi per l’ambiente e per la salute umana. Un aiuto per la lotta alle zanzare proviene dal piretro.

Il piretro è un insetticida di origine vegetale estratto dai fiori del Tanacetum cinerariifolium, o piretro della Dalmazia, una pianta che annovera tra le sue parentele il tarassaco, l’arnica o la comune lattuga. La proprietà insetticida presenti nel fiore sono in grado di danneggiare il sistema nervoso degli insetti e, se utilizzati correttamente, possono eliminare le zanzare definitivamente dal proprio giardino. Un sistema antizanzare da esterno che impiega il piretro è quello brevettato da iZanz, un’azienda che da molti anni lavora nel settore offrendo una soluzione sicura e valida a lungo termine.

Il piretro fu scoperto nell’800 per caso e da allora viene utilizzato nella lotta contro gli insetti in modo naturale. L’azione antiparassitaria avviene unicamente per contatto: infatti, deve depositarsi sull’insetto, in particolare la zanzara, affinché si possa ottenere il risultato sperato. Tendenzialmente viene nebulizzato mescolato all’acqua, la stessa modalità impiegata dall’azienda iZanz nel sistema antizanzare da giardino. La caratteristica principale del principio è la bassa tossicità per l’uomo e per i mammiferi, perfetto quindi per uno spazio esterno dove giocano i bambini o dove tenere i cani. Il piretro, infatti, data la sua compatibilità con l’ambiente, è ammesso ed utilizzato nell’agricoltura biologica, la sua particolare composizione lo rende altamente fotosensibile, cioè si degrada con la luce solare senza lasciare residui sulle piante. Per questo motivo è sicuro il suo impiego nei giardini delle abitazioni e in qualsiasi spazio esterno.

Se fosse distribuito sul tavolo o su un gazebo, non ci sarebbero pericoli per l’uomo in quando la sua durata non si prolunga per più di un paio d’ore. Ecco perché il piretro è un buon modo per dire stop alle zanzare senza alcun rischio per la salute. L’azienda italiana iZanz ha scelto il piretro per la creazione di un efficace sistema antizanzare da esterno proprio per le qualità di questo prodotto e per i notevoli vantaggi che il suo utilizzo apporta ai giardini ed ai patii in tutta sicurezza. Il piretro, infatti, è un insetticida sicuro ed affidabile ed il metodo brevettato permette la sua distribuzione ottenendo i massimi risultati.

Le zanzare amano i luoghi umidi, possibilmente all’ombra come una siepe o le foglie sul terreno, inoltre volano in due momenti precisi della giornata: all’alba e al tramonto. In queste due fasi, le più fresche e meno soleggiate, iniziano a cacciare compiendo brevi voli rasenti al suolo. Conoscendo la modalità di spostamento della zanzara e la potenzialità insetticida del piretro, iZanz ha realizzato un sistema di nebulizzatori da collocare lungo il perimetro della proprietà che distribuiscono per circa 2 minuti al giorno questo prodotto. Le zanzare, attraversando la nebulizzazione di acqua e piretro o poggiandosi sui vegetali bagnati, muoiono prima di poter pungere nuovamente. Tale sistema è utile sia nell’eliminazione degli insetti sia nella prevenzione poiché il piretro funge da deterrente impedendo l’accesso alle zanzare che provengono dalle zone limitrofe.

L’efficacia è così elevata che l’effetto insetticida è in grado di bonificare anche i giardini circostanti, partecipando quindi al contenimento delle zanzare dell’area circostante. I benefici di questo prodotto naturale non si limitano a questi insetti in quanto il piretro ha la proprietà di allontanare anche le mosche e, decisamente più pericolosi, vespe e calabroni. Pur potendo essere nocivo anche per gli insetti definiti buoni come le api, le farfalle o le formiche, il momento in cui viene distribuito il prodotto e l’altezza a cui viene nebulizzato colpisce principalmente le zanzare lasciando indisturbata la restante fauna del giardino. Il piretro, quindi, non solo è un prodotto naturale che iZanz impiega per dire basta alle zanzare in giardino, ma è anche un metodo innovativo per eliminare gli insetti indesiderati senza usare pesticidi definitivamente.

I trattamenti contro la cellulite

La bellezza del corpo femminile ma anche di quello maschile è spesso messa a dura prova dalla comparsa della temibile ritenzione idrica, che causa la presenza della pelle a buccia d’ arancia. La cellulite è un’inestetismo che sembra non risparmiare proprio nessuno, giovani, adulti, magri, grassi, donne e uomini possono essere all’improvviso colpiti da questo terribile nemico. Combattere la cellulite è possibile, ma bisogna mettere in pratica delle sane abitudini alimentari e di vita e recarsi in un centro dimagrimento Roma accreditato, come il Salone delle follie, che si avvale della presenza di personale qualificato e professionale, in grado di suggerirvi la soluzione migliore per voi.

Sveliamo i segreti

Le tecniche per contrastare l’insorgenza e curare la cellulite sono in continua evoluzione. Riuscire a sconfiggere o comunque rendere la vita difficile a questo inestetismo è possibile, di seguito sono illustrati alcuni tra i rimedi più moderni per mettere ko questo terribile nemico della bellezza.

  • La radiofrequenza è un trattamento che deve essere eseguito in più sedute e ovviamente solamente in strutture specializzate. La radiofrequenza prevede l’utilizzo di uno specifico macchinario che sfrutta le onde elettromagnetiche per creare calore all’interno dei tessuti. Questa tecnica offre un duplice vantaggio a chi ci si sottopone, è in grado infatti di migliorare e stimolare la naturale produzione di collagene e bruciare i grassi. Grazie a questa tecnica è possibile eliminare la cellulite e modellare la zona trattata. Il costo di questo genere di trattamento è variabile e dipende soprattutto dalla zona da trattare e dal tipo di cellulite presente.
  • La endemorlogie è conosciuta anche con il nome di lipomassage, durante questo trattamento la cute viene massaggiata con due manipoli, il Rollin In e il Rollin Up ed è possibile aumentare il metabolismo dei tessuti sottocutanei e la circolazione a livello linfatico. E’ il trattamento ideale per chi desidera contrastare una ritenzione idrica di recente comparsa, il suo costo è variabile ed è adatta soprattutto per coloro che praticano poca attività motoria. Il risultato finale dipende molto dalla costanza nel seguire contemporaneamente una dieta equilibrata.
  • La cavitazione estetica conosciuta anche con il nome di liposuzione non chirurgica è una tecnica che sfrutta il potere degli ultrasuoni e colpisce il grasso, favorendone il suo scioglimento ed espulsione tramite le urine. Dopo il trattamento la parte interessata deve essere sottoposta ad un massaggio linfodrenante.
  • La mesoterapia prevede l’iniezione sottocutanea di farmaci specifici che aiutano a riattivare la circolazione. E’ possibile utilizzare anche farmaci omeopatici.

Nuove Frontiere del Fitness – Training Club By Nike

È l’era di scoprire una forma tutta nuova di allenamento, un nuovo modo per curare il proprio corpo e tenersi in forma: è il Training Club.

Il Training Club non è un’associazione di sportivi, bensì un metodo di allenamento caratterizzato da esercizi vari e mai uguali. L’idea è stata sviluppata dalla Nike in collaborazione con atleti professionisti (Serena Willams e Maria Sharapova) , pubblicando una propria App disponibili per iOs e Android contenente una serie esercizi predisposti proprio per il Nike Trainning Club.

Gli esercizi proposti da questo tipo di allenamento non sono assolutamente alla portata dei principianti che infatti potrebbero rischiare di incorrere in grave lesioni anche con il dovuto allenamento. Infatti questo training è costituito da balzi improvvisi e rapidi cambi di posizione durante i quali muscoli di gambe e braccia sono fortemente contratti e perfettamente controllati.

Questi intensi esercizi sono intervallati da diversi interval training, brevi pause di circa 30 secondi che aiutano il recupero fisico senza far rilassare eccessivamente i muscoli. In poche parole con questo metodo di allenamento il sistema cardiovascolare viene stimolato e prende un determinato ritmo di funzionamento, mentre attraverso le pause il cuore sopporta molto bene stress fisico a cui viene sottoposto.
Per far capire il livello di sforzo fisico a cui sono sottoposti i muscoli, portiamo di seguito un esempio pratico di uno specifico esercizio di Training Club.

Partendo dalla posizione squat, quindi gambe piegate e divaricate, ginocchia allineate con i piedi e glutei contratti si effettua un balzo “a rana” sopra lo step e se ne fa immediatamente un altro all’indietro per scendere. A questo punto dalla posizione eretta si appoggiano le mani sullo step e con un saltello all’indietro si fanno scendere le gambe atterrando con le punte dei piedi; le gambe sono rigide e ben tese e in perfetto allineamento con busto e testa. Con un altro salto in avanti si avvicinano i piedi allo step dove sono appoggiate le mani e a questo punto si torna in piedi. L’obiettivo di questa combinazione di movimenti è rafforzare la fascia addominale ponendo sotto sforzo anche braccia e gambe.

Ogni esercizio può essere personalizzato per durata ed intensità in base alla resistenza e capacità individuale di portare avanti l’esercizio. Ovviamente di primaria importanza è l’obiettivo che si vuole raggiugere: chi desidera dimagrire dovrà scaricare l’applicazione della Nike e seguire l’allenamento cardio specifico per bruciare calorie; coloro che invece hanno come obiettivo mettere massa seguiranno il training Club dedicato al potenziamento. Che dire, la Nike ha avuto un’idea di marketing assolutamente originale ed innovativa per far viaggiare il proprio brand e presentare l’abbigliamento tecnico da allenamento su gli atleti inseriti nei vari tutorial. Il vantaggio è avere a disposizione un allenamento integrato e completo da poter svolgere anche a casa propria e da poter personalizzare in base ad obiettivi e capacità.

Per evitare di incorrere in problematiche e traumi di vario genere consigliamo sempre e comunque di crearsi una base di preparazione fisica recandosi in palestra e avvalersi della preziosa guida di un personal trainer.

Articolo offerto da: http://www.officinesportive.it/

Bodybuilding natural: stop al doping

Esistono strade alternative al doping con le giuste strategie naturali

Un allenamento di bodybuilding natural, tale da dire stop al doping è davvero molto diverso rispetto a quello dei campioni dopati, o di chiunque usi steroidi anabolizzanti.

  • integratori bodybuilding
  • allenamento e dieta sono le basi del successo

Integratori bodybuilding

Una potente arma naturale, come alternativa al doping, il culturista naturale la trova senza dubbio nell’uso degli integratori, sotto forma di aminoacidi concentrati, erbe e sostanze naturali che sono in grado di stimolare l’anabolismo e favorire il recupero. Risulta anche possibile ottimizzare il dimagrimento e mantenere la massa magra in periodi di definizione muscolare con l’uso di diete ipocaloriche ed iper proteiche.

Ovviamente non è tutto così scontato, ed è necessario un oculato uso di queste sostanze, non tanto in ragione di una particolare azione dannosa, quanto inutile, e sprecare soldi non è mai piacevole e saggio. Ad esempio, fra le sostanze più usate nell’ambito del bodybuilding naturale, abbiamo la creatina, la glutammina e gli aminoacidi ramificati, noti anche come bcaa. Ebbene, senza volere entrare nel merito tecnicamente, perchè la questione è complessa,ma per fare alcuni esempi, la creatina dovrà essere assunta sulla base della effettiva massa magra presente nell’organismo. Voglio dire che un ragazzino che pesa 55 chili, non può assumere le dosi di un colosso di 100 chili dotato di masse muscolari molto più rilevanti. Inoltre la creatina necessita di veicolanti di varia natura, che ne migliorano l’assorbimento a livello dei tessuti muscolari.

La glutammina, in polvere o compresse, aiuta molto il recupero e potenzia il sistema immunitario sottoposto a forti stress dagli incessanti allenamenti in palestra, ma per essere efficace necessita di varie decine di grammi, e non uno o due. I bcaa hanno un ruolo come anti catabolici se assunti prima del work out, e come restaurazione dell’anabolismo quando assunti post alenamento, ed anche qui i dosaggi variano in base al peso corporeo ed anzianità di allenamento.

Allenamento e dieta sono le basi del successo

Ma attenzione, gli integratori di bodybuilding non sono e non possono in alcun modo sostituire il corretto allenamento che un bodybuilder naturale deve adottare, e tanto meno una corretta e sana alimentazione di base. Dovete capire che mentre i dopati possono allenarsi come vogliono, anche nel pieno caos tecnico ed improvvisazione, chi è davvero natural deve allenarsi in palestra in modo tale da evitare il sovrallenamento cronico, con sedute meno frequenti, ed una saggia e logica associazione dei gruppi muscolari durante le sedute.

Infine, mangiare a tavola in maniera sufficiente in termini di calorie e nutrienti, e con una qualità elevata dei cibi,evitando i cibi spazzatura. Inoltre i pasti devono sempre essere regolari, ovvero tre al giorno con l’aggiunta di spuntini proteici. In questo contesto, anche gli integratori avranno dunque un significato importante, e quindi, anche un culturista naturale potrà con orgoglio dire no al doping, no al rischio della salute e no alla illegalità.

Purificare l’acqua potabile per renderla perfetta per l’uso alimentare: l’acqua alcalina ionizzata

0000Da qualche anno è in atto una vera e propria campagna di sensibilizzazione sull’acqua dei rubinetti. L’acqua che sgorga dai nostri rubinetti viene infatti oggi sottoposta a test e controlli molto più intensi rispetto al passato ed è quindi possibile affermare che si tratta di acqua potabile e sicura. Incentivare il consumo dell’acqua del rubinetto è effettivamente importante: si rende infatti possibile per le famiglie risparmiare sull’acquisto dell’acqua in bottiglia, risparmio che è economico prima di tutto, ma che è sicuramente anche un modo per diventare più sostenibili e rispettare di più l’ambiente in cui viviamo evitando che le bottiglie in plastica invadano letteralmente il pianeta come invece purtroppo sta accadendo. Il problema però è che l’acqua del rubinetto, nonostante sia effettivamente potabile e controllata, non può essere considerata eccellente per la nostra salute.

Nell’acqua infatti sono presenti numerosi agenti inquinanti, scorie e metalli pesanti che vanno a gravare sul nostro organismo con il passare del tempo: la digestione si fa difficile, i reni lavorano in modo eccessivo, non si riesce a bruciare nel modo adeguato i grassi comportando condizioni di sovrappeso oppure di obesità. E se vi dicessimo che per ovviare a queste problematiche basterebbe installare in casa uno ionizzatore per l’acqua alcalina? Con uno strumento di questa tipologia diventa davvero possibile consumare l’acqua del rubinetto e vivere quindi in modo sostenibile e senza spese eccessive, contribuendo allo stesso tempo però ad una condizione di salute e di benessere a 360°.

Ma come funzionano questi ionizzatori? Attraverso un semplice processo di elettrolisi. Lo ionizzatore infatti possiede due diverse tipologie di elettrodi, quelli positivi e quelli negativi, divisi ovviamente in due diverse sezioni. Gli elettrodi positivi sono in grado di catturare tutti i minerali acidi presenti all’interno dell’acqua dei nostri rubinetti, scorie queste e impurità che devono assolutamente essere evitate: tra i più importanti e diffusi dobbiamo sicuramente ricordare il cloro e lo zolfo, ma anche l’azoto e il fosforo. Tutti gli altri minerali, meglio conosciuti come alcalini, sono attirati invece dagli elettrodi negativi: sono il calcio, il potassio, il sodio e il magnesio, famosi per le loro eccellenti proprietà salutari. Una speciale membrana dotata di fori molto piccoli separa le due zone dello ionizzatore e permette ai minerali alcalini di raggiungere il rubinetto di casa, lasciando invece indietro i minerali acidi, eliminandoli insomma del tutto. Da ricordare inoltre che i minerali alcalini sono legati alle molecole di ossigeno e che un’acqua ricca di ossigeno è molto più salutare di una che invece ne è povera.

L’acqua alcalina ionizzata, pura quindi e ossigenata in modo intenso, permette di ottenere una digestione migliore, di bruciare i grassi in modo più veloce, di far arrivare più ossigeno alle cellule del nostro organismo e di neutralizzare tutti gli acidi tossici presenti. I risultati ovviamente non sono visibili nell’immediato, ma possiamo assicurarvi che nel giro di poco è facile rendersi conto che il proprio stato di salute è migliorato nettamente.

Fino a qualche anno fa riuscire a scovare strumenti di questa tipologia era piuttosto difficile e i pochi disponibili in commercio aveva costi davvero eccessivi. Oggi per fortuna qualcosa è cambiato ed è possibile ottenere uno ionizzatore con un rapporto tra qualità e prezzo davvero ottimale: per ottenere l’acqua migliore per la salute di tutta la famiglia senza per questo dover necessariamente spendere un’esagerazione.