Materassi Memory, per una sensazione di benessere dopo il riposo notturno

Riuscire a riposare nel modo adeguato, con un sonno profondo e ininterrotto, senza dolori e con una piacevole sensazione di benessere al mattino, è davvero molto importante. Solo in questo modo infatti è possibile vivere al meglio le proprie giornate, avendo a disposizione tutte le energie necessarie per affrontare gli impegni di lavoro, gli impegni familiari, lo sport, lo studio e ogni altra attività che vi piace poter intraprendere. Per riuscire ad ottenere tutto questo, i materassi Memory sono una soluzione semplicemente eccezionale.

Il memory foam è una schiuma viscoelastica che si modifica con il calore. Sdraiandosi su un materasso di questa tipologia è possibile sentirsi come avvolti in un abbraccio perchè il calore del corpo permette al materasso di modellarsi sulla base delle forme, della silhouette, del peso corporeo e ovviamente anche della posizione. In questo modo il corpo ottiene un sostegno naturale e semplicemente impeccabile e il peso viene distribuito omogeneamente, evitando l’insorgere di dolori e permettendo alla colonna vertebrale di non subire alcun danno. Non solo, ottenere un sostegno così eccezionale ed evitare pressioni eccessive nelle zone sensibili del corpo, permette anche di rendere migliore la microcircolazione del sangue, con ovvi benefici sulla salute.

Ma che cosa accade quando ci si alza dal letto? C’è la possibilità che a causa di questa caratteristica il materasso in memory foam si sformi? Assolutamente no. Il materasso infatti si trasforma con il calore del corpo, ma non appena vi alzate dal letto torna nella sua posizione originaria: si tratta quindi di un prodotto del tutto indeformabile, resistente quindi anche a lungo nel tempo.

Ci sentiamo in dovere di ricordare anche un’altra caratteristica, che ormai accomuna tutti i materassi in memory foam di nuova generazione. Sono realizzati infatti con una cellulazione aperta e con apposite tecnologie che permettono di ottenere una circolazione dell’aria impeccabile. In questo modo il materasso risulta ancora più resistente perché riesce a non rovinarsi neanche in ambienti molto umidi. Non solo, in questo modo si permette alla pelle del corpo di respirare: con una traspirazione così eccezionale si suda meno anche in estate, e il letto appare sempre davvero molto fresco e accogliente.

Oggi in commercio sono disponibili due diverse tipologie di materassi in memory foam: quelli cioè completamente realizzati con questa speciale schiuma e quelli invece che vedono la schiuma solo in superficie mentre al di sotto sono realizzati con molle insacchettate. Quest’ultima tipologia è molto economica ed è la scelta ideale nel caso di persone che hanno bisogno di un sostegno un po’ più rigido rispetto a quello che è possibile ottenere con il solo memory foam. Ci teniamo però a sottolineare che si tratta di materassi che durano un po’ meno a lungo nel tempo e che vi troverete a dover cambiare più volte quindi nel corso della vita, mentre quelli in memory sono praticamente eterni.

Che cosa state aspettando? Andate subito ad acquistare il vostro materasso in memory, acquisto che può essere fatto oggi anche online in pochi semplici click grazie agli e-commerce dedicati al riposo dove trovare anche reti e biancheria per il letto di altissima qualità.

Dentifrici: quale tipo scegliere?

Al giorno d’oggi, per avere denti sani ed un bel sorriso bisogna seguire una corretta igiene orale. Questa si riesce ad ottenere con una pulizia costante e quotidiana, abbinata all’uso di un dentifricio adatto alle proprie esigenze. Tuttavia, sono tantissimi i prodotti dentali, ed in particolare i dentifrici, disponibili sul mercato, sia nei supermercati che in farmacia. Con questa vasta e soprattutto varia offerta, risulta difficile effettuare una scelta appunto adatta alle problematiche e alle esigenze di ciascuno e soprattutto che dia benefici concreti. Andiamo ad effettuare comunque una panoramica della tipologia di dentifrici che si trovano in commercio e quali scegliere in base alle proprie esigenze, con i consigli dei professionisti di uno studio dentistico a Roma

Il prodotto specifico per ogni esigenza

Per coloro che soffrono di placca e desiderano combatterla, importante è acquistare un dentifricio contenente fluoro. Questo è un minerale che rafforza i denti, possiede un efficace azione antibatterica e previene anche il formarsi della carie. Tuttavia questo tipo di prodotto è sconsigliato per i bambini al di sotto dei sei anni, in quanto può provocare loro dei disturbi. Esistono naturalmente dentifrici specifici anti-placca, che contengono sostanze come iodio e cloruro di sodio, che aiutano a proteggere l’intero cavo orale e non solo i denti, grazie alla produzione di sostanze antibatteriche e protettive. Lo stesso discorso vale per i prodotti anti-tartaro, contenenti pirofosfati, i quali contrastano l’insorgenza del tartaro appunto, proteggendo i denti. Sul mercato, ma acquistabili solo in farmacia e dietro prescrizione medica, esistono anche dei dentifrici antisettici, che possiedono sostanze e principi attivi con azione diretta e disinfettante sui denti, in particolare clorexidina. Tuttavia, questo tipo di prodotto può essere utilizzato solo per un periodo di tempo limitato e per particolari problemi. Coloro che soffrono invece di macchie sui denti, dovute al fumo o ad altre cause, possono scegliere dentifrici sbiancanti, che contengono microsfere e sostanze detergenti, come carbonato di calcio e silicati, che favoriscono la rimozione di tali macchie. Tuttavia, anche in questo caso il loro uso non deve essere prolungato, a causa delle proprietà altamente abrasive di tali prodotti. Per quei soggetti che invece soffrono disensibilità dentale o gengivale ed in particolare al freddo, al caldo o agli acidi, sono in commercio dentifrici per gengive sensibili, che contengono sali di fluoro ed altre sostanze e che rinforzano lo smalto dei denti, creando una sorta di barriera sui loro punti più delicati e vulnerabili. Questo genere di prodotto può essere anche utilizzato direttamente sulla parte sensibile. Infine, nella scelta di un dentifricio incide anche il suo gusto. Ve ne sono di diversi, da quelli, più diffusi e gettonati, alla menta a quelli dal sapore particolare come alla cannella. Tuttavia, in questo caso, la scelta è altamente soggettiva e dipende dalle preferenze di coloro che lo dovranno utilizza

Come coltivare lo zafferano? La guida completa

Considerato da sempre come una delle spezie più preziose in assoluto, lo zafferano ha rappresentato per secoli un’importante fonte di ricchezza. Ancora oggi la spezia è richiesta in tutto il mondo perciò avviarne la coltivazione rappresenta un’occasione importante di guadagno. In passato la coltivazione dello zafferano era monopolio della stato, ma oggi le cose sono cambiate. Insomma tutti possono coltivarlo nel proprio orto, come provvederemo a spiegare prendendo spunto dalla guida di Affari Miei.

Coltivare zafferano, però, non è un’impresa da tutti anche se produrre una quantità sufficiente a cucinarsi un gustoso risotto giallo è alla portata da chiunque.

Lo zafferano è una particolare pianta che nasce da un bulbo, il crocussativus, con un fiore che risulta sterile, non producendo alcun tipo di seme. E’ il bulbo a rappresentare il punto di partenza della pianta con la nascita periodica di spate che formano, a sua volta, delle foglie filiformi di colore verde smeraldo. Il fiore che nasce ha un particolare colore viola, davvero suggestivo, in grado di rappresentare anche un originale decoro. Ed è proprio dal fiore che si ricava lo zafferano prendendo i tre filini degli stimmi.

Le caratteristiche climatiche dell’Italia si adattano alla coltivazione dello zafferano, da nord a sud. La pianta, infatti, non teme particolarmente il freddo, ma nemmeno la siccità. Anche gli sbalzi di temperatura sono innocui allo zafferano. E’ la luce, invece, ad essere necessaria per lo sviluppo della pianta grazie alla fotosintesi.

Per quanto riguarda il terreno, è importante tenere presente che lo zafferano necessita di un drenaggio costante dell’acqua. Il ristagno o la presenza di un suolo argilloso in grado di compattarsi facilmente trattenendo l’umido farebbe ammalare il bulbo in poco tempo. Il terreno deve essere, in ogni caso, sufficientemente fertile e ben curato.

Un terreno in leggera pendenza, ad esempio, è la soluzione ideale in quanto lascerebbe passare l’acqua con maggiore facilità. E’ indispensabile, inoltre, che il terreno sia lavorato sufficentemente ed in profondità in modo da prevenire marciumi in grado di mettere in pericolo la salute della pianta.

Le caratteristiche del bulbo di zafferano

Il bulbo di zafferano acquistato deve avere delle caratteristiche ben precise. Innanzitutto deve essere di buona qualità, ma soprattutto deve avere delle dimensioni ben specifiche. l diametro deve essere superiore ai due centimetri, ideale se sia oltre i tre. In genere un bulbo di diametro di tre ha un prezzo che varia tra i trenta ed i sessanta centesimi.

Una volta impiantato è necessario curare il terreno eliminando le erbacce. Un altro aspetto da tenere presente è l’irrigazione. La pianta non teme la siccità, anche se è necessario innaffiarla nei primi periodi di fioritura e nel mese in marzo quando comincia a moltiplicare i bulbi.

Per quanto riguarda la conservazione, invece, può essere sufficiente riporre la piantina in un vasetto di vetro. In queste condizioni la pianta rimane in buona salute anche per un intero anno.

La scelta del giusto Frullatore

La tecnologia si è evoluta notevolmente e ad oggi è possibile trovare sul mercato una serie di elettrodomestici in grado di facilitare il lavoro in cucina e semplificarti la vita. Il frullatore, ad esempio, è uno degli apparecchi migliori per sminuzzare e tritare frutta e verdura, e preparare piatti sfiziosi in pochissimo tempo.

Questo elettrodomestico sta avendo un notevole successo sul mercato per via delle caratteristiche innumerevoli che lo contraddistinguono, pratico e leggero e con un prezzo davvero alla portata di tutti. Per sfruttare al meglio le capacità del frullatore, è necessario conoscerne le funzioni e seguire le istruzioni per l’ uso con attenzione, prima di procedere all’acquisto di questo macchinario valutate diversi aspetti e leggete la nostra guida che può esservi di aiuto per individuare quello più adatto ai vostri bisogni.

Cosa è

Il frullatore è un piccolo elettrodomestico a forma di un cono, usato per frullare alimenti di ogni tipo e preparare il cibo ai vostri bimbi. Si tratta di un prodotto facile da usare che vi permetterà di risparmiare tempo prezioso. I tanti modelli disponibili si possono visitare su Amazon o sulla sezione Frullatori di Rotex. Un frullatore tradizionale è formato da:

  • una base solida, dove è posizionato il motore
  • una caraffa spaziosa per mettere gli ingredienti da frullare
  • lame in acciaio inox e intercambiabili, per preparare zuppe e creme o svolgere funzioni particolari come emulsionare il cibo e montare la panna
  • un pratico coperchio, per evitare che i frullati schizzino fuori dalla caraffa

Il frullatore con il motore di circa 600 watt e la capacità di circa di un litro e mezzo, è l’ideale per svolgere le operazioni più svariate, senza spendere troppo, meglio se provvisto di una pala e lame per tritare il ghiaccio. Come funziona Il funzionamento è abbastanza semplice: attivate il pulsante sul dispositivo, tenete premuto il coperchio e inserite gli alimenti da tagliare all’interno della caraffa. Nel giro di pochissimi minuti il vostro composto è pronto.

Il frullatore può avere due o tre velocità da utilizzare, a seconda delle necessità e va usato soltanto con il coperchio per offrire una maggiore sicurezza, la chiusura è a incastro e si parte da una velocità bassa, aumentando man mano a seconda di quello che state preparando. Con il vostro frullatore, potete preparare un minestrone o una purea di verdura, e magari un soffritto salutare con gli ingredienti da voi selezionati, ottimo per preparare un frappè dissetante o un buon frullato, da bere magari a colazione o metà mattinata.

I frullati sono ricchi di fibre e vitamine, utili per il funzionamento del nostro corpo, la soluzione ideale per assumere frutta e verdura che non consumiamo nel quotidiano, in maniera piacevole anche per i vostri bimbi. Tutti i modelli di frullatore, attualmente in commercio rispettano ormai standard elevati e sono in grado di soddisfare anche le richieste più difficili, esistono modelli basilari e altri più innovativi ottimi per frullare ogni tipo di ingrediente, anche i più duri e ottenere prestazioni migliori.

Spesso l’estetica o lo stile del frullatore ci porta a scegliere un modello piuttosto che un altro, è possibile trovare modelli più accessoriati e altri meno, ma questo non pregiudica affatto la qualità del loro operato, per cui la scelta finale è solo vostra e dipende soltanto dalle vostre necessità o bisogni del momento.

Flogosi: Il nuovo approccio della medicina

Cambia l’approccio della medicina alla flogosi, nome scientifico della più nota infiammazione, come ben evidenzia l’articolo dedicato proprio a questo tema dal portale AlMeglio.it.

Sono sempre più numerose, infatti, le ricerche che lasciano da parte la tendenza a trattare questa patologia come effetto di altre e la considerano, invece, una malattia a sé. Quella da cui, sempre più spesso, scaturiscono le altre. Flogosi, la parola all’esperto Con il termine flogosi si fa riferimento, utilizzando la giusta terminologia scientifica, a un’infiammazione.

Fino a oggi questo “effetto collaterale” era considerato proprio in questo modo e più che curato, spento con qualche anti-infiammatorio. Oggi, invece, stanno nascendo veri e propri dipartimenti dedicati a studiarla e curarla.

In una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Irccs Humanitas di Rozzano (MI) e docente dell’Humanitas University, ha dichiarato: “Patologie diverse fra loro come infarto, cancro, obesità, diabete, malattie neurodegenerative condividono meccanismi infiammatori.

Nell’obesità, per esempio, la sovrabbondanza di tessuto adiposo invia segnali che disorientano i macrofagi, cellule che di norma orchestrano le funzioni del grasso corporeo e che con l’eccesso di peso iniziano invece a produrre molecole pro-infiammatorie, che sono alla base delle conseguenze negative dei tanti chili di troppo, tumori compresi.

Si tratta di un’infiammazione “a combustione lenta”, di cui non è immediato riconoscere la presenza”. Attenzione al colesterolo I fattori che possono generare un’infiammazione possono essere diversi. tra i grandi nemici della salute c’è, senza dubbio, il colesterolo. Se troppo alto, infatti, il rischio di un’infiammazione generale dei vasi aumenta.

Indispensabile diventa condurre uno stile di vita sano, caratterizzato da attenzione all’attiva motoria e una dieta sana ed equilibrata. Anche i germi, come facilmente prevedibile, sono fattori capaci di generare diverse tipologie di infiammazioni.

Nella moderna società Occidentale, tra l’altro, come evidenzia Sandro Ardizzone, responsabile del reparto di gastroenterologia dell’Asst Fatebenefratelli di Milano, intervistato sempre dal Corriere della Sera: “In parte conta lo stile di vita occidentale che riduce il contatto con i germi durante l’infanzia non consentendo al sistema immunitario di svilupparsi e modulare le sue risposte in modo corretto, facilitando perciò la comparsa di reazioni infiammatorie esagerate o improprie; un ruolo lo gioca poi il microbiota, ovvero i germi che vivono nel nostro intestino.

In questo organo il contatto con elementi che arrivano dall’esterno è continuo e ciò provoca una reazione infiammatoria che di solito è controllata e localizzata; in alcune persone, per motivi non ancora chiari, la risposta diventa esagerata, cronica e quindi patologica”. Infiammazione e invecchiamento L’infiammazione, soprattutto quella intestinale, può diventare – se trascurata – cronica. Questo elemento, oltre a generare costantemente problemi, porta negli anziani anche all’aumento della mortalità in particolare, negli over 65 si registra una crescita della flogosi accompagnata a una più elevata mortalità.

Secondo i ricercatori della McMaster University la causa sarebbe da ricercare nel ruolo svolto dalla flora batterica intestinale.

L’esperimento condotto su alcuni topi, infatti, ha dimostrato che squilibri nella composizione del microbiota, quando si accompagnano all’avanzare dell’età, rendono l’intestino più permeabile, favorendo il progredire dell’infiammazione e minando la buona funzionalità del sistema immunitario. In questo modo l’organismo diventa più fragile e meno autoimmune.

Creme solari: tutto quello che dovete sapere

Quando si decide di trascorrere una vacanza al mare, ma non solo, anche quando si va in montagna, è importante proteggere la pelle dai dannosi raggi solari. Molti si lasciano travolgere dalla frenesia da tintarella, ma i danni che si rischiano vanno ben oltre gli eritemi e le scottature. Per questo motivo, è importante scegliere una crema solare indicata per la propria pelle. In questa breve guida capirai come scegliere la migliore crema solare più adatta alla tua pelle

Raggi solari e protezione

Le radiazioni solari possono essere di diverso tipo, ma quelle più pericolose per noi e la nostra pelle sono i raggi UVA e UVB. I primi sono quelli che penetrano in profondità, raggiungendo il derma, e fanno in modo che si sviluppi la melanina e quindi l’abbronzatura. Si tratta però di raggi che possono danneggiare la pelle, non nell’immediato, ma anche dopo anni. I raggi UVB invece sono quelli responsabili delle scottature e degli eritemi solari. I raggi UVB sono più pericolosi di quelli UVA, nonostante siano importanti anche per lo sviluppo di Vitamina D. Per proteggersi dai danni causati dai raggi solari è quindi importante utilizzare una crema solare, scegliendola in base alla capacità di offrire una schermo, più o meno potente, per la nostra pelle. Questa protezione è indicata dalla sigla SPF, ovvero Fattore di Protezione Solare.

Come capire qual è la SPF giusta per la propria pelle

La SPF indicata sulla confezione di una crema solare è un numero, che va da 6 a 50+ e fa riferimento alla capacità di un prodotto di schermare o bloccare i raggi del sole. Solitamente questi numeri vengono calcolati in base alla quantità di tempo necessaria per produrre una scottatura sulla pelle, senza filtro. Però bisogna comunque considerare che si tratta di numeri indicativi, che possono essere influenzati da vari fattori ambientali, come l’ora del giorno o la zona geografica. Quindi quando scegliete una crema solare individuate il SPF migliore per voi, in base alle vostre caratteristiche fisiche, e ricordatevi di “rinfrescare” spesso la pelle con la crema, una volta ogni ora. Non scegliete un SPF inferiore a 15, anche se avete una carnagione olivastra. Solitamente quello consigliato per chi si avvicina per la prima volta alla spiaggia è il 30. La protezione media, che assorbe circa il 97% dei raggi solari, è quella che va da 15 a 30. Il SPF 50+ è invece da preferire per i bambini, o le persone che hanno una pelle molto delicata.

Come si applica una crema solare

Una volta scelta la crema solare che preferite, agitate il contenitore e spalmatela su tutto il corpo. Indicativamente, lo strato non dovrebbe essere troppo sottile, perché si rischia di ridurre la capacità del filtro solare. Inoltre, ci sono alcune zone più delicate, ed esposte di altre. Su queste è importante rinnovare l’applicazione più volte, durante il tempo di esposizione. Queste zone più esposte, e sensibili, sono il naso, le orecchie e i piedi. Infine la crema solare va spalmata circa una mezz’ora prima dell’esposizione, sulla pelle ben asciutta. Speriamo che questo articolo vi possa essere utile per evitare scottature in spiaggia.

La casa ecologica: alla scoperta dei canvas quadri e della biancheria biologica

Sono sempre più numerose le persone che desiderano riuscire a creare una casa che sia quanto più ecologica possibile, una casa che in questo modo diventa sostenibile e amica dell’ambiente in cui viviamo, una casa che in questo modo diventa amica anche della nostra stessa salute. Sì, perché circondarsi di mobili e tessuti che sono naturali al cento per cento permette di non stare a contatto con sostanze potenzialmente dannose, aggressive, pericolose. Ormai tutti sanno quali sono i mobili che devono essere scelti per poter dare vita ad una casa di questo tipo: deve trattarsi infatti di mobili realizzati in materiali naturali al cento per cento come il legno e il bambù, che non siano stati trattati con alcuna sostanza chimica e i cui pezzi non siano stati attaccati con colle.

Anche le vernici, sia quelle utilizzate per i mobili e i complementi di arredo che quelle utilizzate per le pareti della casa, devono assolutamente essere atossiche ed ecologiche. Ma per quanto riguarda i tessuti? Forse non tutti lo sanno, ma oggi in commercio sono disponibili tessuti biologici al cento per cento: si tratta di tessuti naturali che non sono in possesso di fibre sintetiche e che non sono stati trattati anche in questo caso con sostanze chimiche. Si tratta di tessuti come il canvas o la tela, il cotone biologico, la iuta, perfetti per dare vita ad una biancheria per la casa davvero meravigliosa, ecologica, amica della pelle, amica dei bambini e dei nostri amici a quattro zampe, talmente tanto resistente che è impossibile che si rovini con il passare del tempo e che lavaggio dopo lavaggio riesce a restare sempre impeccabile.

Con alcuni di questi tessuti è possibile dare vita anche a complementi di arredo davvero meravigliosi. Prendiamo ad esempio i canvas quadri, perfetti per dare vita a delle pareti ecologiche, decorate in modo impeccabile, capaci di personalizzare l’ambiente e di raccontare qualcosa quindi di voi. I canvas quadri sono infatti delle tele canvas montate su un semplice telaio in legno. Si tratta del complemento di arredo perfetto per le case arredate in stile moderno perché questi quadri sono privi di cornice e riescono in questo modo a creare quel minimalismo che tutti coloro che amano lo stile moderno ricercano. Oggi poi ne sono disponibili delle versioni perfette per gli ambienti moderni come, ad esempio, i quadri in stile pop art, quelli astratti, quelli con meravigliose figure geometriche.

Per la scelta dei canvas quadri migliori per la vostra abitazione, vi consigliamo caldamente di navigare sul catalogo dell’e-commerce Duzzle. Questo shopping online è dedicato ai migliori pezzi di arredamento di design e qui troverete quindi delle tele semplicemente perfette per la vostra casa. Senza dimenticare poi che i prezzi su Duzzle sono davvero concorrenziali! Grazie ai canvas quadri, alla biancheria biologica, ai mobili ecologici e a tutti gli altri piccoli accorgimenti di cui vi abbiamo appena parlato, la vostra casa sarà davvero green e salutare, un luogo in cui sarà bello rifugiarsi dopo essere stati per molte ore nel traffico, nel caos cittadino, nell’inquinamento, una vera e propria oasi di pace e di relax. E dopotutto non è proprio questo che una casa dovrebbe essere?

Acqua frizzante? Alleata per la pulizia del viso


foto da chedonna.it

Ce l’hanno ripetuto fino allo sfinimento medici, dietologi e nutrizionisti: bere tanta acqua (da 1,5 a 2 litri al giorno) fa bene. Serve ad eliminare le tossine prodotte dal sistema digerente e dalla circolazione, aiutando fegato e reni a scartare le scorie.

Quello che non tutti sanno, invece, è che l’acqua – in particolare quella frizzante -, è anche una valida alleata per la cura della pelle. Non soltanto quando la beviamo. Ce lo insegnano dalla Corea – un paese da sempre particolarmente attento alla skincare – dove è comunemente utilizzata per la cura del viso.

L’acqua gassata abbonda di elementi che riequilibrano la produzione di sebo, idratando e aumentando la tonicità della pelle del viso. In particolare, l’anidride carbonica presente nelle bollicine serve a liberare i pori ed eliminare batteri e impurità.

La pelle trattata con acqua frizzante è più ossigenata – e quindi più pulita – rispetto a quella solitamente lavata con acqua corrente, che al contrario contiene più calcare. Appare più liscia, luminosa e tonica anche perché le bollicine stimolano la circolazione del sangue nel viso.

Come usare l’acqua frizzante per la cura del viso?

Molto semplice, soprattutto perché si adatta bene a tutti i tipi di pelle.

Chi ha la pelle particolarmente grassa, farebbe bene a immergere il viso per una ventina di secondi in una ciotola piena di acqua frizzante, ripetendo questa facile mossa per tre volte alla settimana. Chi invece ha la pelle normale, solo una volta ogni sette giorni. Un buon risultato si ottiene anche strofinando delicatamente sul viso un batuffolo di cotone imbevuto di acqua gassata.

I benefici sono tanti e si potranno misurare dopo poco tempo. Il tutto senza particolari sforzi, visto che 1) questo particolare trattamento richiede poco tempo e poco impegno, e 2) l’acqua gassata, grazie agli erogatori acqua frizzante e ai moderni depuratori, si può reperire in tutta comodità dal rubinetto di casa, senza dover acquistare al supermercato i pesanti cestelli.

Cinque rimedi naturali contro le mosche

Con l’arrivo dell’estate e il caldo afoso le mosche diventano in un vero e proprio disturbo, in particolare nelle ore notturne. Fortuna esistono dei rimedi naturali che vi permetteranno di allontanare le mosche dalla vostra abitazione. Scegliere rimedi naturali significa salvaguardare la propria casa e tutti coloro che la abitano, soprattutto i bambini, eliminando una volta per tutte gli insetticidi spray e altri prodotti nocivi per la salate.

Scopriamo alcuni rimedi naturali, che non soltanto sono assolutamente sicuri per la salute, ma risultano essere persino molto efficaci.

Olio essenziale di eucalipto

Procurarsi un bruciaessenze e dell’olio essenziale di eucalipto. L’odore di eucalipto è molto gradevole per noi umani, ma per gli insetti, in particolare zanzare e mosche è decisamente sgradito; vi aiuterà a tenere a distanza gli sgraditi insetti. Come si prepara? Nella ciotola del brucia essenze dobbiamo aggiungere circa 5 gocce di olio essenziale di eucalipto e diluirlo con 4 cucchiai d’acqua. Si consiglia di usare il preparato nelle ore serali quando le mosche non maggiormente presenti.

Chiodi di garofano e limone L’odore del chiodo di garofano è, come quello dell’eucalipto, poco sopportato dalle mosche, soprattutto se mescolato a quello del limone. Preparare la miscela è molto semplice: mettere nelle stanze dove le mosche danno fastidio, delle ciotoline con spicchi di limone inserendo nella buccia dei chiodi di garofano.

Pepe

Il pepe è un ottimo odore contro le mosche. Ci sono due opzioni: posizionare il pepe in delle ciotole e posizionarlo nelle stanze, oppure mettere delle piante di pepe nero su balconi, terrazze e davanzali della casa.

Basilico

La pianta del pepe non è l’unica capace di tenere lontano le mosche, anche il basilico è decisamente un ottimo repellente. Di solito mosche entrano dalla finestra della cucina perché attirate dall’odore degli alimenti. Posizionare una pianta di basilico sul davanzale della finestra della cucina significa, quindi, respingere le mosche con ogni sicurezza.

Trappole fai da te

Prendete un barattolo di vetro, riempitelo con acqua, sapone liquido e aceto di miele. L’odore dell’aceto di miele attirerà le mosche che rimarranno intrappolate nel barattolo. Questa trappola fai da te è davvero semplice da preparare e molto efficace.

Tali rimedi sono da considerare efficaci soltanto nel caso ci troviamo davanti un numero limitato di mosche e non una vera e propria infestazione. Per un’infestazione di mosche è sempre bene rivolgersi a specialisti e aziende esperte che aiutino a disinfestare l’ambiente in modo sicuro ed efficace.

Come ottenere ricci perfetti con un arricciacapelli professionale

I capelli costituiscono la cornice del viso, per questo averli sempre in ordine e in piega rappresenta un vero tocco in più. I ricci, ad esempio, diventano un modo di acconciare i capelli per ravvivare il look e dare nuovo movimento alle chiome. Per ottenere dei ricci perfetti si può utilizzare un unico metodo che permetta di mantenerli a lungo in piega e sempre vaporosi: l’arricciacapelli.

Come usare un arricciacapelli: i consigli di base

Molte donne hanno l’errata convinzione che l’arricciacapelli vada utilizzato subito dopo il lavaggio dei capelli; in realtà, in questo modo si riesce ad ottenere una piega di scarsa durata, perché il capello è troppo pulito e tenderà a ritornare alla sua forma originale. L’arricciacapelli, dunque, va utilizzato il giorno dopo lo shampoo, momento in cui i capelli sono ancora puliti ma non così tanto da non mantenersi in piega.

Altrettanto importante sarà preparare ogni singola ciocca allo styling con una mousse specifica per onde e ricci, soprattutto se si vogliono delle onde molto fitte e strette; in alternativa, si potrà anche sfruttare un definitore di ricci, nel caso in cui si volessero invece delle onde più morbide ed elastiche. Entrambi i prodotti vanno applicati dopo aver inumidito le ciocche, in modo da ricreare una sorta di guaina che migliora la deformabilità dei capelli.

Altro dettaglio fondamentale è che l’arricciacapelli deve essere utilizzato solo ed esclusivamente su capelli asciutti e non su quelli bagnati, pena un risultato di ricci mal riusciti e il rischio di bruciare la propria chioma. Poiché il passaggio dello styling prevede che i capelli vengano inumiditi, dopo aver applicato i prodotti sarà bene asciugarli con il phon prima di procedere all’acconciatura con l’arricciacapelli. A questo punto si potrà finalmente iniziare a creare le onde, scegliendo il diametro giusto dell’arricciacapelli: maggiore sarà il diametro dell’asta riscaldata, più larghe saranno le onde.

Inoltre, si potrà anche scegliere se arricciare tutta la lunghezza del capello o solo la porzione che va da metà lunghezza fino alle punte. Per un risultato più estremo, fitto e quasi afro, dovrà essere scelto un arricciacapelli da diametro molto stretto ed eseguire l’arricciatura su tutta la lunghezza, fino alla radice. Nel caso, invece, in cui si desideri un riccio morbido ed elastico, l’arricciacapelli dovrà avere un diametro medio e potrà essere eseguita un’arricciatura da metà capello in poi.

Arricciacapelli: ricci perfetti sui capelli lunghi

Nonostante potrebbe essere superfluo fare una distinzione tra capelli lunghi e medio-corti, in realtà l’arricciatura deve essere proporzionata e ben eseguita a seconda della lunghezza della chioma.

Durante l’arricciatura, infatti, l’arricciacapelli tende a riscaldarsi parecchio anche quando è professionale e mantiene una temperatura costante. Per questo motivo, il tempo di posa del capello sull’asta riscaldata deve essere relativamente breve, ma fatta uniformemente.

Se il capello è molto lungo, andando ad arrotolare la ciocca tutta sullo stesso punto dell’arricciacapelli si rischia di surriscaldare eccessivamente la parte sottostante e, allo stesso tempo, di non far raggiungere la temperatura efficace a modellare la parte sovrastante.

Per questo motivo sarebbe opportuno eseguire l’arricciatura su una stessa ciocca lunga in due momenti diversi: una prima sulla parte più alta della lunghezza e una seconda sulla parte finale della ciocca, facendo attenzione a creare continuità dell’onda.

Infine, è molto importante che la ciocca venga arrotolata sull’asta dell’arricciacapelli in modo che ogni parte del capello sia a contatto con quest’ultima e non avvolta su se stessa, creando un movimento a spirale che dall’alto scende verso il basso.

Il verso dell’onda può essere scelto a piacimento, anche se solitamente il riccio lo si crea a partire dall’esterno verso l’interno, in modo da dare un andamento più bello esteticamente e capace di aprire il viso.

Per salvaguardare la salute dei capelli, soprattutto se si utilizza spesso l’arricciacapelli per ottenere un look vivace o romantico, è importante sceglierne uno di qualità come quelli del brand Gama Professional, ovvero che abbia la funzione di mantenimento costante della temperatura e un’asta del diametro adeguato alla lunghezza dei capelli.

Ricci perfetti sui capelli medio-corti con l’arricciacapelli giusto

Al contrario dei capelli lunghi, i capelli medio-corti richiedono attenzioni diverse e forse diametralmente opposte per ottenere dei ricci perfetti con l’arricciacapelli.

Per una lunghezza che non supera le spalle, sarà necessario un arricciacapelli dal diametro adeguato: un diametro troppo largo, infatti, renderà difficile fare dei ricci perfetti su capelli corti o medio-corti, perché si riusciranno a fare poche spirali.

La scelta dell’arricciacapelli, dunque, dovrebbe orientarsi su quelli che hanno un’asta dal diametro medio-stretto, meglio se con l’asta che si apre a becco. Quest’ultima, infatti, aiuterà a mantenere ferma la ciocca relativamente corta, senza il rischio di surriscaldare le dita che mantengono in posa i capelli.

Come per i capelli lunghi, anche nel caso dei capelli medio-corti è necessario creare una piccola spirale che non faccia arrotolare su se stessa la ciocca, in modo da riscaldare i capelli uniformemente e dare una piega perfetta.

Poiché i capelli corti rischiano di diventare troppo vaporosi con l’arricciatura, si potrà optare per dei ricci morbidi solo sulle punte o dalla metà della lunghezza dei capelli in giù. In alternativa, qualora si desideri un look intenso e vivace, l’arricciacapelli può essere utilizzato sin dalla radice, sapendo che così si otterrà un accorciamento ulteriore della lunghezza del capello e un volume davvero notevole.

L’arricciacapelli per capelli abbastanza corti può essere utilizzato anche solo per dare un leggero movimento alla chioma, senza fissare troppo l’onda: basterà ridurre il tempo di posa della ciocca sull’asta riscaldata e arrotolare le ciocche con morbidezza. Alla fine, si potranno aprire i capelli con l’aiuto delle mani, ottenendo così un grazioso aspetto mosso e spettinato, meno definito ma molto chic e di grande impatto estetico. Il risultato sarà un look giovane, vivace e sbarazzino.