Flogosi: Il nuovo approccio della medicina

Cambia l’approccio della medicina alla flogosi, nome scientifico della più nota infiammazione, come ben evidenzia l’articolo dedicato proprio a questo tema dal portale AlMeglio.it.

Sono sempre più numerose, infatti, le ricerche che lasciano da parte la tendenza a trattare questa patologia come effetto di altre e la considerano, invece, una malattia a sé. Quella da cui, sempre più spesso, scaturiscono le altre. Flogosi, la parola all’esperto Con il termine flogosi si fa riferimento, utilizzando la giusta terminologia scientifica, a un’infiammazione.

Fino a oggi questo “effetto collaterale” era considerato proprio in questo modo e più che curato, spento con qualche anti-infiammatorio. Oggi, invece, stanno nascendo veri e propri dipartimenti dedicati a studiarla e curarla.

In una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Irccs Humanitas di Rozzano (MI) e docente dell’Humanitas University, ha dichiarato: “Patologie diverse fra loro come infarto, cancro, obesità, diabete, malattie neurodegenerative condividono meccanismi infiammatori.

Nell’obesità, per esempio, la sovrabbondanza di tessuto adiposo invia segnali che disorientano i macrofagi, cellule che di norma orchestrano le funzioni del grasso corporeo e che con l’eccesso di peso iniziano invece a produrre molecole pro-infiammatorie, che sono alla base delle conseguenze negative dei tanti chili di troppo, tumori compresi.

Si tratta di un’infiammazione “a combustione lenta”, di cui non è immediato riconoscere la presenza”. Attenzione al colesterolo I fattori che possono generare un’infiammazione possono essere diversi. tra i grandi nemici della salute c’è, senza dubbio, il colesterolo. Se troppo alto, infatti, il rischio di un’infiammazione generale dei vasi aumenta.

Indispensabile diventa condurre uno stile di vita sano, caratterizzato da attenzione all’attiva motoria e una dieta sana ed equilibrata. Anche i germi, come facilmente prevedibile, sono fattori capaci di generare diverse tipologie di infiammazioni.

Nella moderna società Occidentale, tra l’altro, come evidenzia Sandro Ardizzone, responsabile del reparto di gastroenterologia dell’Asst Fatebenefratelli di Milano, intervistato sempre dal Corriere della Sera: “In parte conta lo stile di vita occidentale che riduce il contatto con i germi durante l’infanzia non consentendo al sistema immunitario di svilupparsi e modulare le sue risposte in modo corretto, facilitando perciò la comparsa di reazioni infiammatorie esagerate o improprie; un ruolo lo gioca poi il microbiota, ovvero i germi che vivono nel nostro intestino.

In questo organo il contatto con elementi che arrivano dall’esterno è continuo e ciò provoca una reazione infiammatoria che di solito è controllata e localizzata; in alcune persone, per motivi non ancora chiari, la risposta diventa esagerata, cronica e quindi patologica”. Infiammazione e invecchiamento L’infiammazione, soprattutto quella intestinale, può diventare – se trascurata – cronica. Questo elemento, oltre a generare costantemente problemi, porta negli anziani anche all’aumento della mortalità in particolare, negli over 65 si registra una crescita della flogosi accompagnata a una più elevata mortalità.

Secondo i ricercatori della McMaster University la causa sarebbe da ricercare nel ruolo svolto dalla flora batterica intestinale.

L’esperimento condotto su alcuni topi, infatti, ha dimostrato che squilibri nella composizione del microbiota, quando si accompagnano all’avanzare dell’età, rendono l’intestino più permeabile, favorendo il progredire dell’infiammazione e minando la buona funzionalità del sistema immunitario. In questo modo l’organismo diventa più fragile e meno autoimmune.

Creme solari: tutto quello che dovete sapere

Quando si decide di trascorrere una vacanza al mare, ma non solo, anche quando si va in montagna, è importante proteggere la pelle dai dannosi raggi solari. Molti si lasciano travolgere dalla frenesia da tintarella, ma i danni che si rischiano vanno ben oltre gli eritemi e le scottature. Per questo motivo, è importante scegliere una crema solare indicata per la propria pelle. In questa breve guida capirai come scegliere la migliore crema solare più adatta alla tua pelle

Raggi solari e protezione

Le radiazioni solari possono essere di diverso tipo, ma quelle più pericolose per noi e la nostra pelle sono i raggi UVA e UVB. I primi sono quelli che penetrano in profondità, raggiungendo il derma, e fanno in modo che si sviluppi la melanina e quindi l’abbronzatura. Si tratta però di raggi che possono danneggiare la pelle, non nell’immediato, ma anche dopo anni. I raggi UVB invece sono quelli responsabili delle scottature e degli eritemi solari. I raggi UVB sono più pericolosi di quelli UVA, nonostante siano importanti anche per lo sviluppo di Vitamina D. Per proteggersi dai danni causati dai raggi solari è quindi importante utilizzare una crema solare, scegliendola in base alla capacità di offrire una schermo, più o meno potente, per la nostra pelle. Questa protezione è indicata dalla sigla SPF, ovvero Fattore di Protezione Solare.

Come capire qual è la SPF giusta per la propria pelle

La SPF indicata sulla confezione di una crema solare è un numero, che va da 6 a 50+ e fa riferimento alla capacità di un prodotto di schermare o bloccare i raggi del sole. Solitamente questi numeri vengono calcolati in base alla quantità di tempo necessaria per produrre una scottatura sulla pelle, senza filtro. Però bisogna comunque considerare che si tratta di numeri indicativi, che possono essere influenzati da vari fattori ambientali, come l’ora del giorno o la zona geografica. Quindi quando scegliete una crema solare individuate il SPF migliore per voi, in base alle vostre caratteristiche fisiche, e ricordatevi di “rinfrescare” spesso la pelle con la crema, una volta ogni ora. Non scegliete un SPF inferiore a 15, anche se avete una carnagione olivastra. Solitamente quello consigliato per chi si avvicina per la prima volta alla spiaggia è il 30. La protezione media, che assorbe circa il 97% dei raggi solari, è quella che va da 15 a 30. Il SPF 50+ è invece da preferire per i bambini, o le persone che hanno una pelle molto delicata.

Come si applica una crema solare

Una volta scelta la crema solare che preferite, agitate il contenitore e spalmatela su tutto il corpo. Indicativamente, lo strato non dovrebbe essere troppo sottile, perché si rischia di ridurre la capacità del filtro solare. Inoltre, ci sono alcune zone più delicate, ed esposte di altre. Su queste è importante rinnovare l’applicazione più volte, durante il tempo di esposizione. Queste zone più esposte, e sensibili, sono il naso, le orecchie e i piedi. Infine la crema solare va spalmata circa una mezz’ora prima dell’esposizione, sulla pelle ben asciutta. Speriamo che questo articolo vi possa essere utile per evitare scottature in spiaggia.

La casa ecologica: alla scoperta dei canvas quadri e della biancheria biologica

Sono sempre più numerose le persone che desiderano riuscire a creare una casa che sia quanto più ecologica possibile, una casa che in questo modo diventa sostenibile e amica dell’ambiente in cui viviamo, una casa che in questo modo diventa amica anche della nostra stessa salute. Sì, perché circondarsi di mobili e tessuti che sono naturali al cento per cento permette di non stare a contatto con sostanze potenzialmente dannose, aggressive, pericolose. Ormai tutti sanno quali sono i mobili che devono essere scelti per poter dare vita ad una casa di questo tipo: deve trattarsi infatti di mobili realizzati in materiali naturali al cento per cento come il legno e il bambù, che non siano stati trattati con alcuna sostanza chimica e i cui pezzi non siano stati attaccati con colle.

Anche le vernici, sia quelle utilizzate per i mobili e i complementi di arredo che quelle utilizzate per le pareti della casa, devono assolutamente essere atossiche ed ecologiche. Ma per quanto riguarda i tessuti? Forse non tutti lo sanno, ma oggi in commercio sono disponibili tessuti biologici al cento per cento: si tratta di tessuti naturali che non sono in possesso di fibre sintetiche e che non sono stati trattati anche in questo caso con sostanze chimiche. Si tratta di tessuti come il canvas o la tela, il cotone biologico, la iuta, perfetti per dare vita ad una biancheria per la casa davvero meravigliosa, ecologica, amica della pelle, amica dei bambini e dei nostri amici a quattro zampe, talmente tanto resistente che è impossibile che si rovini con il passare del tempo e che lavaggio dopo lavaggio riesce a restare sempre impeccabile.

Con alcuni di questi tessuti è possibile dare vita anche a complementi di arredo davvero meravigliosi. Prendiamo ad esempio i canvas quadri, perfetti per dare vita a delle pareti ecologiche, decorate in modo impeccabile, capaci di personalizzare l’ambiente e di raccontare qualcosa quindi di voi. I canvas quadri sono infatti delle tele canvas montate su un semplice telaio in legno. Si tratta del complemento di arredo perfetto per le case arredate in stile moderno perché questi quadri sono privi di cornice e riescono in questo modo a creare quel minimalismo che tutti coloro che amano lo stile moderno ricercano. Oggi poi ne sono disponibili delle versioni perfette per gli ambienti moderni come, ad esempio, i quadri in stile pop art, quelli astratti, quelli con meravigliose figure geometriche.

Per la scelta dei canvas quadri migliori per la vostra abitazione, vi consigliamo caldamente di navigare sul catalogo dell’e-commerce Duzzle. Questo shopping online è dedicato ai migliori pezzi di arredamento di design e qui troverete quindi delle tele semplicemente perfette per la vostra casa. Senza dimenticare poi che i prezzi su Duzzle sono davvero concorrenziali! Grazie ai canvas quadri, alla biancheria biologica, ai mobili ecologici e a tutti gli altri piccoli accorgimenti di cui vi abbiamo appena parlato, la vostra casa sarà davvero green e salutare, un luogo in cui sarà bello rifugiarsi dopo essere stati per molte ore nel traffico, nel caos cittadino, nell’inquinamento, una vera e propria oasi di pace e di relax. E dopotutto non è proprio questo che una casa dovrebbe essere?

Acqua frizzante? Alleata per la pulizia del viso


foto da chedonna.it

Ce l’hanno ripetuto fino allo sfinimento medici, dietologi e nutrizionisti: bere tanta acqua (da 1,5 a 2 litri al giorno) fa bene. Serve ad eliminare le tossine prodotte dal sistema digerente e dalla circolazione, aiutando fegato e reni a scartare le scorie.

Quello che non tutti sanno, invece, è che l’acqua – in particolare quella frizzante -, è anche una valida alleata per la cura della pelle. Non soltanto quando la beviamo. Ce lo insegnano dalla Corea – un paese da sempre particolarmente attento alla skincare – dove è comunemente utilizzata per la cura del viso.

L’acqua gassata abbonda di elementi che riequilibrano la produzione di sebo, idratando e aumentando la tonicità della pelle del viso. In particolare, l’anidride carbonica presente nelle bollicine serve a liberare i pori ed eliminare batteri e impurità.

La pelle trattata con acqua frizzante è più ossigenata – e quindi più pulita – rispetto a quella solitamente lavata con acqua corrente, che al contrario contiene più calcare. Appare più liscia, luminosa e tonica anche perché le bollicine stimolano la circolazione del sangue nel viso.

Come usare l’acqua frizzante per la cura del viso?

Molto semplice, soprattutto perché si adatta bene a tutti i tipi di pelle.

Chi ha la pelle particolarmente grassa, farebbe bene a immergere il viso per una ventina di secondi in una ciotola piena di acqua frizzante, ripetendo questa facile mossa per tre volte alla settimana. Chi invece ha la pelle normale, solo una volta ogni sette giorni. Un buon risultato si ottiene anche strofinando delicatamente sul viso un batuffolo di cotone imbevuto di acqua gassata.

I benefici sono tanti e si potranno misurare dopo poco tempo. Il tutto senza particolari sforzi, visto che 1) questo particolare trattamento richiede poco tempo e poco impegno, e 2) l’acqua gassata, grazie agli erogatori acqua frizzante e ai moderni depuratori, si può reperire in tutta comodità dal rubinetto di casa, senza dover acquistare al supermercato i pesanti cestelli.

Cinque rimedi naturali contro le mosche

Con l’arrivo dell’estate e il caldo afoso le mosche diventano in un vero e proprio disturbo, in particolare nelle ore notturne. Fortuna esistono dei rimedi naturali che vi permetteranno di allontanare le mosche dalla vostra abitazione. Scegliere rimedi naturali significa salvaguardare la propria casa e tutti coloro che la abitano, soprattutto i bambini, eliminando una volta per tutte gli insetticidi spray e altri prodotti nocivi per la salate.

Scopriamo alcuni rimedi naturali, che non soltanto sono assolutamente sicuri per la salute, ma risultano essere persino molto efficaci.

Olio essenziale di eucalipto

Procurarsi un bruciaessenze e dell’olio essenziale di eucalipto. L’odore di eucalipto è molto gradevole per noi umani, ma per gli insetti, in particolare zanzare e mosche è decisamente sgradito; vi aiuterà a tenere a distanza gli sgraditi insetti. Come si prepara? Nella ciotola del brucia essenze dobbiamo aggiungere circa 5 gocce di olio essenziale di eucalipto e diluirlo con 4 cucchiai d’acqua. Si consiglia di usare il preparato nelle ore serali quando le mosche non maggiormente presenti.

Chiodi di garofano e limone L’odore del chiodo di garofano è, come quello dell’eucalipto, poco sopportato dalle mosche, soprattutto se mescolato a quello del limone. Preparare la miscela è molto semplice: mettere nelle stanze dove le mosche danno fastidio, delle ciotoline con spicchi di limone inserendo nella buccia dei chiodi di garofano.

Pepe

Il pepe è un ottimo odore contro le mosche. Ci sono due opzioni: posizionare il pepe in delle ciotole e posizionarlo nelle stanze, oppure mettere delle piante di pepe nero su balconi, terrazze e davanzali della casa.

Basilico

La pianta del pepe non è l’unica capace di tenere lontano le mosche, anche il basilico è decisamente un ottimo repellente. Di solito mosche entrano dalla finestra della cucina perché attirate dall’odore degli alimenti. Posizionare una pianta di basilico sul davanzale della finestra della cucina significa, quindi, respingere le mosche con ogni sicurezza.

Trappole fai da te

Prendete un barattolo di vetro, riempitelo con acqua, sapone liquido e aceto di miele. L’odore dell’aceto di miele attirerà le mosche che rimarranno intrappolate nel barattolo. Questa trappola fai da te è davvero semplice da preparare e molto efficace.

Tali rimedi sono da considerare efficaci soltanto nel caso ci troviamo davanti un numero limitato di mosche e non una vera e propria infestazione. Per un’infestazione di mosche è sempre bene rivolgersi a specialisti e aziende esperte che aiutino a disinfestare l’ambiente in modo sicuro ed efficace.

Come ottenere ricci perfetti con un arricciacapelli professionale

I capelli costituiscono la cornice del viso, per questo averli sempre in ordine e in piega rappresenta un vero tocco in più. I ricci, ad esempio, diventano un modo di acconciare i capelli per ravvivare il look e dare nuovo movimento alle chiome. Per ottenere dei ricci perfetti si può utilizzare un unico metodo che permetta di mantenerli a lungo in piega e sempre vaporosi: l’arricciacapelli.

Come usare un arricciacapelli: i consigli di base

Molte donne hanno l’errata convinzione che l’arricciacapelli vada utilizzato subito dopo il lavaggio dei capelli; in realtà, in questo modo si riesce ad ottenere una piega di scarsa durata, perché il capello è troppo pulito e tenderà a ritornare alla sua forma originale. L’arricciacapelli, dunque, va utilizzato il giorno dopo lo shampoo, momento in cui i capelli sono ancora puliti ma non così tanto da non mantenersi in piega.

Altrettanto importante sarà preparare ogni singola ciocca allo styling con una mousse specifica per onde e ricci, soprattutto se si vogliono delle onde molto fitte e strette; in alternativa, si potrà anche sfruttare un definitore di ricci, nel caso in cui si volessero invece delle onde più morbide ed elastiche. Entrambi i prodotti vanno applicati dopo aver inumidito le ciocche, in modo da ricreare una sorta di guaina che migliora la deformabilità dei capelli.

Altro dettaglio fondamentale è che l’arricciacapelli deve essere utilizzato solo ed esclusivamente su capelli asciutti e non su quelli bagnati, pena un risultato di ricci mal riusciti e il rischio di bruciare la propria chioma. Poiché il passaggio dello styling prevede che i capelli vengano inumiditi, dopo aver applicato i prodotti sarà bene asciugarli con il phon prima di procedere all’acconciatura con l’arricciacapelli. A questo punto si potrà finalmente iniziare a creare le onde, scegliendo il diametro giusto dell’arricciacapelli: maggiore sarà il diametro dell’asta riscaldata, più larghe saranno le onde.

Inoltre, si potrà anche scegliere se arricciare tutta la lunghezza del capello o solo la porzione che va da metà lunghezza fino alle punte. Per un risultato più estremo, fitto e quasi afro, dovrà essere scelto un arricciacapelli da diametro molto stretto ed eseguire l’arricciatura su tutta la lunghezza, fino alla radice. Nel caso, invece, in cui si desideri un riccio morbido ed elastico, l’arricciacapelli dovrà avere un diametro medio e potrà essere eseguita un’arricciatura da metà capello in poi.

Arricciacapelli: ricci perfetti sui capelli lunghi

Nonostante potrebbe essere superfluo fare una distinzione tra capelli lunghi e medio-corti, in realtà l’arricciatura deve essere proporzionata e ben eseguita a seconda della lunghezza della chioma.

Durante l’arricciatura, infatti, l’arricciacapelli tende a riscaldarsi parecchio anche quando è professionale e mantiene una temperatura costante. Per questo motivo, il tempo di posa del capello sull’asta riscaldata deve essere relativamente breve, ma fatta uniformemente.

Se il capello è molto lungo, andando ad arrotolare la ciocca tutta sullo stesso punto dell’arricciacapelli si rischia di surriscaldare eccessivamente la parte sottostante e, allo stesso tempo, di non far raggiungere la temperatura efficace a modellare la parte sovrastante.

Per questo motivo sarebbe opportuno eseguire l’arricciatura su una stessa ciocca lunga in due momenti diversi: una prima sulla parte più alta della lunghezza e una seconda sulla parte finale della ciocca, facendo attenzione a creare continuità dell’onda.

Infine, è molto importante che la ciocca venga arrotolata sull’asta dell’arricciacapelli in modo che ogni parte del capello sia a contatto con quest’ultima e non avvolta su se stessa, creando un movimento a spirale che dall’alto scende verso il basso.

Il verso dell’onda può essere scelto a piacimento, anche se solitamente il riccio lo si crea a partire dall’esterno verso l’interno, in modo da dare un andamento più bello esteticamente e capace di aprire il viso.

Per salvaguardare la salute dei capelli, soprattutto se si utilizza spesso l’arricciacapelli per ottenere un look vivace o romantico, è importante sceglierne uno di qualità come quelli del brand Gama Professional, ovvero che abbia la funzione di mantenimento costante della temperatura e un’asta del diametro adeguato alla lunghezza dei capelli.

Ricci perfetti sui capelli medio-corti con l’arricciacapelli giusto

Al contrario dei capelli lunghi, i capelli medio-corti richiedono attenzioni diverse e forse diametralmente opposte per ottenere dei ricci perfetti con l’arricciacapelli.

Per una lunghezza che non supera le spalle, sarà necessario un arricciacapelli dal diametro adeguato: un diametro troppo largo, infatti, renderà difficile fare dei ricci perfetti su capelli corti o medio-corti, perché si riusciranno a fare poche spirali.

La scelta dell’arricciacapelli, dunque, dovrebbe orientarsi su quelli che hanno un’asta dal diametro medio-stretto, meglio se con l’asta che si apre a becco. Quest’ultima, infatti, aiuterà a mantenere ferma la ciocca relativamente corta, senza il rischio di surriscaldare le dita che mantengono in posa i capelli.

Come per i capelli lunghi, anche nel caso dei capelli medio-corti è necessario creare una piccola spirale che non faccia arrotolare su se stessa la ciocca, in modo da riscaldare i capelli uniformemente e dare una piega perfetta.

Poiché i capelli corti rischiano di diventare troppo vaporosi con l’arricciatura, si potrà optare per dei ricci morbidi solo sulle punte o dalla metà della lunghezza dei capelli in giù. In alternativa, qualora si desideri un look intenso e vivace, l’arricciacapelli può essere utilizzato sin dalla radice, sapendo che così si otterrà un accorciamento ulteriore della lunghezza del capello e un volume davvero notevole.

L’arricciacapelli per capelli abbastanza corti può essere utilizzato anche solo per dare un leggero movimento alla chioma, senza fissare troppo l’onda: basterà ridurre il tempo di posa della ciocca sull’asta riscaldata e arrotolare le ciocche con morbidezza. Alla fine, si potranno aprire i capelli con l’aiuto delle mani, ottenendo così un grazioso aspetto mosso e spettinato, meno definito ma molto chic e di grande impatto estetico. Il risultato sarà un look giovane, vivace e sbarazzino.

Vacanze sottocosto grazie alla patente nautica entro le 12 miglia

Vuoi fare una vacanze sottocosto grazie alla patente nautica entro le 12 miglia? Ovviamente si può. Chiunque possiede un’imbarcazione può ovviamente organizzare una vacanza in mare, avendo con sé la possibilità di guidare un’imbarcazione entro le dodici miglia. Bisogna avere moltissime accortezze per poter organizzare una vacanza in mare: oltre ad avere un mezzo ben sistemato e sempre pronto alle emergenze, dobbiamo avere la patente nautica entro le 12 miglia. La vacanza a basso costo è dunque un ottimo modo per ammirare il mare e le bellezze, organizzando una bellissima uscita in barca con i propri amici o con il proprio partner. Un’escursione in un paesaggio nascosto, in una scogliera poco praticata. Sono tante le soluzioni, come ad esempio un bel pranzo di pesce al largo, anche su una piccola imbarcazione. Bisogna però essere a conoscenza di ogni piccolo particolare e bisogna conseguire la patente nautica entro 12 miglia.

L’esame per ottenere la patente nautica entro 12 miglia

Per conseguire la patente nautica entro 12 miglia bisogna però sostenere un esame. Infatti la Motorizzazione mette a disposizione tutte le linee guida per poter conseguire la patente nautica e tutte le novità del caso. Ci sono due esami da svolgere per conseguirla: l’esame pratico e l’esame teorico. Si andrà a svolgere prima la teoria: l’esame teorico è diviso in due parti, una in cui si andranno a rispondere a delle domande l’altra in cui ci sarà una pratica dedicata al carteggio. Nella prima parte verranno poste ben venti domande in cui si dovranno avere delle conoscenze relative alla meteorologia, alla nave, alle parti fisiche, ad eventuali problemi ma soprattutto alla sicurezza e alle relative norme. Questo punto sarà fondamentale per poter passare l’esame: infatti bisogna sapere come comportarsi e quali procedure attuare in caso di pericolo. Nulla deve essere lasciato al caso e dunque bisogna considerare tutto, visto che dobbiamo anche relazionarci con altri soggetti presenti in mare.

La pratica del carteggio vedrà invece la lettura di una carta nautica. Bisognerà fare un esercizio sulla suddetta carta in modo tale da dimostrare alla seminatore di sapere a leggere e comprendere le indicazioni fornite. Per poter leggere la carta lo stesso esaminando dovrà portare con sè tutto il materiale utile per l’esercitazione: squadrette nautiche, compasso e altri materiali dovranno essere messi a disposizione dallo stesso richiedente. Solo in casi eccezionali questo materiale insieme alle carte nautiche verranno messe a disposizione dalla commissione esaminatrice. Nella parte pratica invece bisognerà dimostrare di saper avere la piena padronanza del mezzo. Chi vuole superare l’esame patente nautica entro 12 miglia dovrà dimostrare di avere la consapevolezza di come si guida un unità: manovre in alto mare ma anche saper guidare il mezzo a qualsiasi velocità consente consentita. Bisognerà anche dimostrare di saper guidare il mezzo in tutte le condizioni climatiche, ma soprattutto bisognerà dimostrare di avere le basi per poter operare in sicurezza o in caso di pericolo.

Per affrontare al meglio la pratica, chi vuole conseguire la patente nautica entro 12 miglia dovrà assolutamente avere la consapevolezza di come si guida un mezzo. esistono scuole nautiche in grado di poter insegnare i rudimenti di questa disciplina evitando così di arrivare impreparati al giorno dell’esame. In questo modo la vostra vacanza sottocosto sarà possibile: per divertirsi al meglio bisogna sempre avere il polso della situazione.

Il trapianto dei capelli per risolvere il problema della calvizie

Si parla spesso a sproposito del trapianto dei capelli, ignorando i progressi che le tecniche hanno saputo fare in questi ultimi anni. Questo lo si deve ad una costante ricerca che si prefigge lo scopo di ottimizzare l’intervento chirurgico al fine di essere il meno invasivo possibile e, soprattutto, i risultati che si acquisiscono sottoponendosi a questo trattamento.

Il trapianto, questo sconosciuto

Quando si pensa ad un trapianto vengono in mente scene cruente, anestesie totali, odore di disinfettante, bisturi e tante altre scene che possiamo vedere su qualche telefilm ambientato in un pronto soccorso.
Bene, il trapianto capelli che risolve il problema della calvizie al quale è possibile sottoporsi in un Centro Tricologico cesareragazzi.com è totalmente differente e, dopo aver specificato le tecniche, capirete la ragione.

Partiamo dal presupposto che non c’è una sola tecnica applicabile in qualsiasi caso ma, a seconda delle particolarità della calvizie presenti, può essere decisa qual è la più idonea per risolvere il problema.
Le tecniche usate per il trapianto dei capelli sono due: la F.U.T e la F.U.E. che vediamo nel dettaglio.
Il Follicular Unit Transplantation nota come F.U.T. è una tecnica che prevede il prelievo di strisce di cuoio capelluto che sono collocate nella parte occipitale che risulta essere una ideale area donatrice perché esente dalla caduta dei capelli. Le zone donatrici sono suturate in un modo per il quale la cicatrice che si forma è di circa 1-2 mm e che rispetta l’angolo di crescita dei capelli. Una volta prelevata la striscia di cuoio capelluto, questa viene manipolata esclusivamente da personale qualificato che attraverso dei stereo microscopi ottici, la suddividono in migliaia di unità follicolari da 1 a 4 bulbi. Contati ed allineati in base alla grandezza, gli innesti vengono passati al chirurgo che li trapianta all’interno delle microincisioni che sono state praticate nella zona interessata.

La Follicular Unit Extraction conosciuta come F.U.E. è un meno invasivo sistema per il rinfoltimento dei capelli dal momento che evita il prelievo di losanghe di cuoio capelluto dalla zona occipitale ma interessa quella parietale da dove vengono prelevati le unità follicolari.
Per sottoporsi alla F.U.E. è indispensabile rasare i capelli fino alla loro radice (tecnica questa non molto amata dal gentil sesso) e, attraverso uno speciale strumento di 0,8/0,9/1,0 mm. vengono estratti i follicoli senza dolore. E’ un processo che non consente un ampio numero di innesti anche se lascia dei puntini al posto delle cicatrici che sono i forellini originati dalla punta del microbisturi necessario per il prelievo dei follicoli.

I follicoli una volta prelevati vengono trapiantati nella zona interessata con degli appositi strumenti in modo indolore.
La F.U.E. è indicata in soggetti che presentano delle limitate zone dove l’alopecia ha provocato il diradamento, come le sopracciglia e le ciglia o anche i baffi. E’ adeguata anche per tutti coloro che hanno una deficitaria elasticità del cuoio capelluto per il quale l’escissione di una striscia di può rappresentare un problema.

Il piretro naturale contro le zanzare, un nuovo metodo di lotta

Combattere le zanzare è una battaglia dove, nella maggior parte dei casi, l’uomo ne esce sempre perdente e con diverse punture. Tra i prodotti in commercio per la difesa da questi insetti vi è una vasta gamma di insetticidi, da quelli validi a quelli meno efficaci, spesso con costi molto elevati. Inoltre, non tutti sono naturali o contengono principi attivi biocompatibili, anzi sono sintetizzati in laboratorio e piuttosto dannosi per l’ambiente e per la salute umana. Un aiuto per la lotta alle zanzare proviene dal piretro.

Il piretro è un insetticida di origine vegetale estratto dai fiori del Tanacetum cinerariifolium, o piretro della Dalmazia, una pianta che annovera tra le sue parentele il tarassaco, l’arnica o la comune lattuga. La proprietà insetticida presenti nel fiore sono in grado di danneggiare il sistema nervoso degli insetti e, se utilizzati correttamente, possono eliminare le zanzare definitivamente dal proprio giardino. Un sistema antizanzare da esterno che impiega il piretro è quello brevettato da iZanz, un’azienda che da molti anni lavora nel settore offrendo una soluzione sicura e valida a lungo termine.

Il piretro fu scoperto nell’800 per caso e da allora viene utilizzato nella lotta contro gli insetti in modo naturale. L’azione antiparassitaria avviene unicamente per contatto: infatti, deve depositarsi sull’insetto, in particolare la zanzara, affinché si possa ottenere il risultato sperato. Tendenzialmente viene nebulizzato mescolato all’acqua, la stessa modalità impiegata dall’azienda iZanz nel sistema antizanzare da giardino. La caratteristica principale del principio è la bassa tossicità per l’uomo e per i mammiferi, perfetto quindi per uno spazio esterno dove giocano i bambini o dove tenere i cani. Il piretro, infatti, data la sua compatibilità con l’ambiente, è ammesso ed utilizzato nell’agricoltura biologica, la sua particolare composizione lo rende altamente fotosensibile, cioè si degrada con la luce solare senza lasciare residui sulle piante. Per questo motivo è sicuro il suo impiego nei giardini delle abitazioni e in qualsiasi spazio esterno.

Se fosse distribuito sul tavolo o su un gazebo, non ci sarebbero pericoli per l’uomo in quando la sua durata non si prolunga per più di un paio d’ore. Ecco perché il piretro è un buon modo per dire stop alle zanzare senza alcun rischio per la salute. L’azienda italiana iZanz ha scelto il piretro per la creazione di un efficace sistema antizanzare da esterno proprio per le qualità di questo prodotto e per i notevoli vantaggi che il suo utilizzo apporta ai giardini ed ai patii in tutta sicurezza. Il piretro, infatti, è un insetticida sicuro ed affidabile ed il metodo brevettato permette la sua distribuzione ottenendo i massimi risultati.

Le zanzare amano i luoghi umidi, possibilmente all’ombra come una siepe o le foglie sul terreno, inoltre volano in due momenti precisi della giornata: all’alba e al tramonto. In queste due fasi, le più fresche e meno soleggiate, iniziano a cacciare compiendo brevi voli rasenti al suolo. Conoscendo la modalità di spostamento della zanzara e la potenzialità insetticida del piretro, iZanz ha realizzato un sistema di nebulizzatori da collocare lungo il perimetro della proprietà che distribuiscono per circa 2 minuti al giorno questo prodotto. Le zanzare, attraversando la nebulizzazione di acqua e piretro o poggiandosi sui vegetali bagnati, muoiono prima di poter pungere nuovamente. Tale sistema è utile sia nell’eliminazione degli insetti sia nella prevenzione poiché il piretro funge da deterrente impedendo l’accesso alle zanzare che provengono dalle zone limitrofe.

L’efficacia è così elevata che l’effetto insetticida è in grado di bonificare anche i giardini circostanti, partecipando quindi al contenimento delle zanzare dell’area circostante. I benefici di questo prodotto naturale non si limitano a questi insetti in quanto il piretro ha la proprietà di allontanare anche le mosche e, decisamente più pericolosi, vespe e calabroni. Pur potendo essere nocivo anche per gli insetti definiti buoni come le api, le farfalle o le formiche, il momento in cui viene distribuito il prodotto e l’altezza a cui viene nebulizzato colpisce principalmente le zanzare lasciando indisturbata la restante fauna del giardino. Il piretro, quindi, non solo è un prodotto naturale che iZanz impiega per dire basta alle zanzare in giardino, ma è anche un metodo innovativo per eliminare gli insetti indesiderati senza usare pesticidi definitivamente.

I trattamenti contro la cellulite

La bellezza del corpo femminile ma anche di quello maschile è spesso messa a dura prova dalla comparsa della temibile ritenzione idrica, che causa la presenza della pelle a buccia d’ arancia. La cellulite è un’inestetismo che sembra non risparmiare proprio nessuno, giovani, adulti, magri, grassi, donne e uomini possono essere all’improvviso colpiti da questo terribile nemico. Combattere la cellulite è possibile, ma bisogna mettere in pratica delle sane abitudini alimentari e di vita e recarsi in un centro dimagrimento Roma accreditato, come il Salone delle follie, che si avvale della presenza di personale qualificato e professionale, in grado di suggerirvi la soluzione migliore per voi.

Sveliamo i segreti

Le tecniche per contrastare l’insorgenza e curare la cellulite sono in continua evoluzione. Riuscire a sconfiggere o comunque rendere la vita difficile a questo inestetismo è possibile, di seguito sono illustrati alcuni tra i rimedi più moderni per mettere ko questo terribile nemico della bellezza.

  • La radiofrequenza è un trattamento che deve essere eseguito in più sedute e ovviamente solamente in strutture specializzate. La radiofrequenza prevede l’utilizzo di uno specifico macchinario che sfrutta le onde elettromagnetiche per creare calore all’interno dei tessuti. Questa tecnica offre un duplice vantaggio a chi ci si sottopone, è in grado infatti di migliorare e stimolare la naturale produzione di collagene e bruciare i grassi. Grazie a questa tecnica è possibile eliminare la cellulite e modellare la zona trattata. Il costo di questo genere di trattamento è variabile e dipende soprattutto dalla zona da trattare e dal tipo di cellulite presente.
  • La endemorlogie è conosciuta anche con il nome di lipomassage, durante questo trattamento la cute viene massaggiata con due manipoli, il Rollin In e il Rollin Up ed è possibile aumentare il metabolismo dei tessuti sottocutanei e la circolazione a livello linfatico. E’ il trattamento ideale per chi desidera contrastare una ritenzione idrica di recente comparsa, il suo costo è variabile ed è adatta soprattutto per coloro che praticano poca attività motoria. Il risultato finale dipende molto dalla costanza nel seguire contemporaneamente una dieta equilibrata.
  • La cavitazione estetica conosciuta anche con il nome di liposuzione non chirurgica è una tecnica che sfrutta il potere degli ultrasuoni e colpisce il grasso, favorendone il suo scioglimento ed espulsione tramite le urine. Dopo il trattamento la parte interessata deve essere sottoposta ad un massaggio linfodrenante.
  • La mesoterapia prevede l’iniezione sottocutanea di farmaci specifici che aiutano a riattivare la circolazione. E’ possibile utilizzare anche farmaci omeopatici.