Nuovo trend denunciato dal Dott. Camillo D’Antonio: bisturi e… ufficio in 48 ore

logoUn trend denunciato dal Dott. Camillo D’Antonio, esperto in chirurgia estetica e ricostruttiva, arriva in Italia e fa parlare tanto anche tra i non addetti ai lavori.

La chirurgia estetica sbarca in ufficio, dopo aver bazzicato per anni solo ai piani alti, quelli occupati da amministratori delegati, calciatori, attori e attrici, cantanti e artisti. Ci arriva grazie agli ultimi ritrovati della tecnica, che oltre che ad abbattere i costi, riescono a offrire ai pazienti “normali” convalescenze più brevi, per presentarsi dal chirurgo il sabato e tornare in ufficio, senza problemi, il lunedì successivo.

Ne parliamo con il Dott. Camillo D’Antonio, qualche settimana fa ospite in Rai, che oltre che ad essere specialista in Chirurgia Plastica Estetica e Ricostruttiva, è esperto in quelle tecniche che possono essere utilizzate per ridurre anche del 90% i tempi di degenza.

Dott. D’Antonio, cosa è cambiato nella chirurgia estetica e cosa è cambiato nei pazienti? Cosa ha permesso questo matrimonio?

Per quanto attiene il campo della chirurgia plastica estetica, sono state sicuramente introdotte nuove tecniche che permettono al chirurgo di operare con metodologie meno invasive, utilizzando anestesie e farmaci anestetici più blandi e di conseguenza dando la possibilità al paziente di uscire dalla clinica in tempi brevi.

Come ho denunciato più volte, si tratta di una rivoluzione soprattutto per i pazienti, che nel caso in cui volessero sottoporsi a interventi di chirurgia estetica non devono più sobbarcarsi i costi, in genere piuttosto alti, di ospedalizzazioni lunghe.

Per quanto riguarda i pazienti invece, nel nostro paese si è finalmente avviato un processo che sta avvicinando, come già avvenuto negli altri paesi occidentali, anche le classi medie alla chirurgia estetica. Essere belli non è più un privilegio per manager e VIP, ma è un diritto per tutti.

Come cambia, in tutto questo, il ruolo del chirurgo plastico?

Il chirurgo plastico non cambia nel suo ruolo. E’ la guida negli incontri pre-operatori, dove deve indirizzare il paziente verso gli interventi più consoni per risolvere i problemi che lo hanno portato alla nostra osservazione e deve intervenire in sala operatoria con la massima perizia, applicando tecniche che garantiscano non solo il risultato ottimale, ma che gli permettano anche di ripresentarsi in società in breve tempo.

Si sbaglia chi crede che i chirurghi, data l’estensione del nuovo bacino di pazienti, siano diventati macchine che operano serialmente. Non si riparano auto, ma pazienti che sono tutti diversi nelle loro problematiche e nelle loro specificità.

E la classe media come vuole essere? Ha le stesse richieste dei VIP oppure presenta problematiche differenti?

Le differenze ci sono, soprattutto se paragoniamo chi si presenta in clinica per risolvere un singolo problema, con chi invece chiede ripetutamente l’intervento del chirurgo plastico. La classe media chiede in un rapporto maggiore interventi di chirurgia ricostruttiva e funzionale, dove l’obiettivo non è soltanto quello di restituire un bell’aspetto, ma anche quello di ripristinare una situazione di perfetta funzionalità delle parti del corpo oggetto di intervento.

C’è forse meno vanità, meno attenzione alla bellezza e più desiderio di tornare alla normalità.

Dott. D’Antonio, lei ha denunciato più volte il fenomeno, ma le chiediamo: possono davvero tutti permettersi un intervento di chirurgia estetica al giorno d’oggi?

I costi degli onorari si sono abbassati di molto, e questo non perché si vada a risparmiare su materiali e medicinali. E’ la tecnica medica ad aver fatto enormi passi in avanti. Se prima per un lifting c’era la necessità di seguire il paziente per le due settimane successive all’intervento, oggi in sole 48 ore si può tornare alla vita normale, abbattendo i costi enormi di ospedalizzazione e convalescenza.

Un grande aiuto viene dalla scienza anestetica, che oggi è in grado di utilizzare farmaci nuovi che hanno tempi di dimezzamento ridotti, e che quindi permettono al paziente di lasciare la clinica dopo periodi di osservazione davvero minimi.

Con la mia equipe ho introdotto ormai più di due decenni fa l’ipnosi clinica, che permette al paziente di essere accompagnato in uno stato di sedazione conscia, con ridotto utilizzo di farmaci anestetici, che ci permettono di mandare a casa il paziente anche lo stesso giorno dell’operazione.

La scienza non si ferma mai, e questo è a tutto vantaggio del paziente, che può ormai scegliere tra un ventaglio di interventi che garantiscono risultati più naturali e meno costosi rispetto al passato.