Lo scompenso cardiaco coinvolge un milione di italiani: conosciamolo meglio

Lo scompenso cardiaco è una patologia caratterizzata da un elevato indice di mortalità: una malattia che si potrebbe definire complessa, e a cui è stata dedicata la prima edizione di “Heart failure 2030: cutting edge care of the failing heart”, congresso che si è svolto alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa nella primavera del 2018. Ma quali sono i tratti peculiari dello scompenso cardiaco? Quel che si può affermare con ragionevole certezza è che esso è destinato a una diffusione sempre più significativa, complice l’aumento della longevità della popolazione.

In Italia, soffrono di scompenso cardiaco 25 persone ogni 1.000, e la stessa proporzione è valida per il resto d’Europa: traducendo in freddi numeri, ciò vuol dire che solo nel Vecchio Continente la malattia riguarda 15 milioni di persone, dei quali 1 milione si trova nel nostro Paese. Come è facile intuire, a mano a mano che l’età aumenta si riscontra una crescita della prevalenza: tra i soggetti con meno di 60 anni, per esempio, lo scompenso cardiaco riguarda poco meno dell’1% della popolazione totale; una percentuale che sale al 2% pe la fascia di età compresa tra i 60 e i 70 anni, arrivando addirittura al 5% nella fascia tra i 70 e gli 80 anni e superando il 10% tra gli over 80.

Le cause dello scompenso cardiaco

Nella società occidentale, e quindi anche da noi, le patologie che sono alla base dello scompenso cardiaco in misura maggiore sono essenzialmente due, vale a dire le miocardiopatie e l’infarto acuto del miocardio. Come si vede, si tratta di malattie che interessano in maniera diretta le cellule del miocardio, le quali subiscono per questo motivo delle alterazioni sia a livello strutturale che dal punto di vista funzionale. Un ruolo di primo piano è anche quello della miocardite, che è un processo infettivo in genere di natura virale; non possono essere trascurati, in ogni caso, i processi patologici che interessano le valvole cardiache: nel caso in cui esse vengano trattate in maniera non adeguata, infatti, è probabile che si inneschi uno scompenso cardiaco.

Come si presenta lo scompenso cardiaco

Sentire l’affanno mentre si salgono le scale già dopo pochi gradini; avvertire il fiatone nel corso di una normale passeggiata; non essere più in grado di svolgere le attività che si svolgevano senza problemi sino a poco tempo prima; avere a che fare con caviglie e piedi gonfi. Sono tutti campanelli di allarme, sintomi che devono indurre una persona a rivolgersi nel più breve tempo possibile a un cardiologo. Dando un’occhiata alle informazioni presenti sul sito web cardioprev.com si può conoscere il problema più da vicino, ma ovviamente è imprescindibile una visita accurata.

Combattere lo scompenso cardiaco

Il quadro di segni clinici e sintomi che si è appena visto può essere sostenuto da un deficit della fase di rilasciamento del cuore: quella che viene definita come capacità di pompa. Intervenire sullo scompenso cardiaco vuol dire, tra l’altro, impedire che il paziente debba rinunciare alla propria vita quotidiana e alle proprie abitudini. Quando il cuore è soggetto a uno scompenso, esso non è più capace di garantire il necessario apporto di sangue di cui hanno bisogno i vari organi del corpo, anche per colpa della deficitaria funzione contrattile di pompa. Come spesso succede quando si parla di problemi cardiaci, in molti casi la patologia può non essere caratterizzata da sintomi facilmente riconoscibili, specialmente nel suo stadio precoce. Le evidenze cliniche, inoltre, in molti casi possono essere lievi o scambiate per sintomi di altro tipo: invece, è indispensabile identificarle subito.