Ernie: cosa sono e come distinguerle

erniaCon il termine ernia si indica la fuoriuscita di un viscere dalla cavità che normalmente lo contiene. Con il termine viscere si intende, invece, ogni organo contenuto in una delle cavità presenti in un organismo. Nell’uomo le cavità sono tre e in particolare quella cerebrale, quella addominale e quella toracica. Di solito sono soggetti a ernia solo gli organi mobili o quelli colpiti da particolari partologie. Le ernie si distunguono in due macro categorie: ernie interne, quando lo spostamento avviene solo all’interno dell’organismo, e ernie esterne, quando, invece, diventano evidenti, perché i visceri convolti, passando attraverso una parete si dirigono vero l’esterno. Le ernie esterne sono di solito quelle addominali.

Con l’ndebolimento progressivo delle pareti muscolari e fasciali, capita che un viscere si faccia strada creando un’ernia evidente. Questo tipo di ernia, quella addominale, è la più frequente e alcuni studi stimano che circa il 6% della popolazione globale ne sia colpito. Le ernie addominali sono di diversi tipi, ma soprattutto si dividono in ernie congenite ed ernie acquisite: le prime di solito sono dovute e un blocco  dello sviluppo della parete addominale durante l’epoca embrionale e sono presenti, ovviamente, fin dalla nascita. Le seconde, invece, si sviluppano a causa di fattori diversi quali per esempio: gravidanze multiple, stipsi, lesioni traumatiche in sede addominale, obesità, alterazioni della avità addominale… L’arnia addominale più diffusa, che si trova nell’80% circa dei casi, è quella inguinale.

Un’altra ernia molto diffusa, che causa spesso, dolori prolungati alla schiena è l’ernia del disco, altrimenti conosciuta come discale. Quando si riscontrano questi sintomi è importante affidarsi a validi professionisti. Nella città di Verona ad esempio opera il Dottor Cesare Patton, specialista nel trattamento di mal di schiena ed ernia a Verona, oltre che essere un qualificato fisioterapista ed osteopata. Questa si verifica lungo la colonna vertebrale, quando, per via dell’usura o degenerazione dei dischi intervertebrali, che tendono quindi a lesionarsi o a rompersi, provocando dolore o irritazione di uno o più nervi spinali.

Le cause dell’ernia del disco non sono sempre definite, difficilmente si tratta di eventi traumatici, ma più spesso si tratta di un processo che si protrae nel tempo. Ovviamente sono stati individuati, però, alcuni fattori di rischio, tra cui si evidenziano: -il peso: il sovrappeso stressa i dischi intervertebrali, causandone il consuno -il fumo: il tabacco diminuisce l’ossigeno nel sangue e quindi i tessuti sono privati  di nutrienti vitali -l’età: con il passare del tempo i dischi corrono sempre maggiormante il rischio di ususrarsi e danneggiarsi -l’altezza: chi è molto alto può essere più soggetto a ernie del disco -il lavoro: le persone che si occupano di lavori pesanti e che stirano la colonna vertebrale, sono più soggetti a questa patologia.