Ecosostenibilità: quando l’elettrodomestico si guasta, è sempre un caso o esiste l’obsolescenza programmata?

Negli ultimi anni circola un termine non ancora conosciuto dai più, ma che se fosse ben conosciuto potrebbe dare una visione un po’ diversa della società commerciale nella quale noi tutti viviamo.

Il termine è Obsolescenza Programmata; dietro questo termine all’apparenza altisonante c’è un concetto molto più semplice. Ovvero, sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo) che alcune ditte costruttrici di elettrodomestici creino appositamente i loro prodotti prevedendo, per così dire, un “tempo di rottura” programmato. Questo non riguarda solo gli elettrodomestici ma anche altri prodotti elettrici.

Ad alcuni sarà successo di incappare nella “coincidenza” (coincidenza?) di avere un elettrodomestico in garanzia, in genere per due anni, e poco dopo i due anni di garanzia “casualmente” si rompe.

Così si prende il telefono e si chiama il tecnico dell’assistenza per la riparazione… o lo si porta a riparare e la risposta quasi consueta è che “costa meno comperarne uno nuovo piuttosto che ripararlo”.

Pura coincidenza, sfortuna o magari qualcos’altro?logo

In base alle indagini di due esperti europei (tedeschi) sembrerebbe una mossa pianificata. Costoro hanno passato al vaglio un tot di prodotti comuni (più di 20), tra questi le stampanti a getto d’inchiostro, lavatrici, spazzolini da denti con batteria, e non solo prodotti elettrici ma anche prodotti d’abbigliamento come scarpe o giacconi ad uso invernale. Secondo questi due esperti , le aziende nella creazione dei loro articoli, userebbero materiali difettosi intenzionalmente, all’ovvio scopo di far comperare di più i clienti.

Questa affermazione potrebbe apparire scandalistica od offensiva, ma se guardiamo ai tempi consumistici e cinici in cui viviamo potrebbe essere un’affermazione non per forza campata per aria. Basti pensare alle volte in cui, andando per fare riparare un elettrodomestico con problemi o malfunzionamenti, ci si sente rispondere che non ci sono più i pezzi di ricambio, oppure bisogna farli arrivare dalla parte opposta del globo con tempistiche di arrivo indefinibili… o che questi pezzi costano quasi quanto l’elettrodomestico nuovo.

Ancora una volta sfortuna o coincidenza?

Purtroppo la risposta sicura al 100% a queste domande non è ancora disponibile.

Ad ogni modo, in alcuni paesi europei, stanno venendo intraprese azioni atte a tutelare consumatori contro questa pratica dannosa.

Sarà un caso anche questo? Noi consumatori speriamo vivamente di no!