Come scoprire di essere incinta

logoMolte donne sentono di essere incinte già dal momento del concepimento, mentre altre hanno un ciclo mestruale così irregolare che anche un lungo ritardo non le preoccupa né fa loro pensare a una possibile gravidanza. Di solito, per la maggior parte delle donne, il primo segno di una gravidanza in corso è l’assenza di mestruazioni.

Cinque giorni di ritardo fanno in genere pensare inizialmente a un errore nei conti. Perfino chi ha l’abitudine di segnare la data sull’agenda qualche volta dubita di aver scritto la data giusta. Allora se ne sta a letto senza poter chiudere occhio, rifacendo mentalmente il calcolo, cercando riferimenti utili, come per esempio la visita di un parente o la conclusione di un lavoro. Passano altri tre giorni e si fa luce la realtà: la gravidanza. Naturalmente non è ancora certo se siete o no incinte. Quando conviene andare dal dottore e quando potrete finalmente esserne sicure?

QUANDO FARE LA DIAGNOSI

Sino a poco tempo fa si usava andare dal dottore dopo aver saltato due cicli. Oggi è invece possibile sapere se siete incinte senza aspettare la scadenza del secondo ciclo. È durante queste poche settimane, prima che la gravidanza sia confermata e quando l’embrione non supera la grossezza di una nocciola, che si formano la maggior parte degli organi del corpo e il cervello: quindi, prima saprete, più presto potrete prendervi cura di voi stesse e del vostro bambino.

Diagnosticare subito la gravidanza è molto importante soprattutto per chi assume medicinali. Dovrete infatti evitare di ingerire medicine che potrebbero in qualche modo danneggiare lo sviluppo del bambino. Inoltre, è utile saperlo subito anche per altre ragioni pratiche, per esempio se avete in programma un viaggio all’ estero oppure un trasloco.

Se volete interrompere la gravidanza è essenziale diagnosticarla precocemente: un’interruzione a otto settimane è di gran lunga più sicura e meno traumatizzante che non a dieci settimane.

COME FARE LA DIAGNOSI

La gravidanza può ora essere diagnosticata circa due settimane dopo il concepimento, il giorno stesso in cui avreste dovuto avere le mestruazioni, tuttavia si possono ottenere risultati più precisi aspettando almeno altri quattro giorni (il che può non essere facile, specialmente se vi sentite preoccupate o nervose). Quando una donna è incinta, l’embrione immette nella sua circolazione sanguigna un ormone, la gonadotropina corionica umana (HCG). Questo può essere individuato tramite un esame delle urine già sei giorni circa dopo il concepimento, ma il tasso di concentrazione aumenta rapidamente, raddoppiando ogni due o tre giorni fino a raggiungere l’apice circa 60 giorni dopo il concepimento, cioè 74 giorni dopo l’inizio dell’ultima mestruazione. La presenza di questo ormone viene individuata nell’urina o nel sangue attraverso un semplice esame di laboratorio.

A differenza dei test e diagnosi prenatale come villocentesi e amniocentesi, se preferite, potete eseguire il test a casa usando una delle apposite confezioni in vendita nelle farmacie (vedi oltre). Qualunque sia il metodo scelto, raccogliete la prima urina del mattino a digiuno e senza aver bevuto durante la notte, poiché è proprio in questo momento che l’urina contiene la concentrazione più alta dell’ormone della gravidanza.

Se fate il test di gravidanza da sole.

Esiste una serie di prodotti differenti sul mercato, ma tutti sono basati sullo stesso procedimento: versare una o due gocce di urina nel preparato chimico del test.

In caso di gravidanza, la presenza di gonadotropina nell’urina causerà reazioni diverse a seconda del prodotto: coagulazione, cambiamento di colore, ecc.

Sempre a seconda del preparato potete fare il test da uno a quattro giorni circa di distanza dalla mancata mestruazione; è necessario comunque sere certe della data esatta di inizio del ciclo mestruale.

Alcune donne notano leggere tracce di sangue l0 o 12 giorni dopo la fecondazione. Queste non sono da considerare autentiche mestruazioni e la gravidanza va fatta risalire alla data dell’ultima vera mestruazione.

Se il risultato è negativo e le mestruazioni non si manifestano dopo pochi giorni, ripetete il test.

Può darsi che il concepimento si sia verificato più tardi di quanto risulta dai vostri calcoli e che al momento del primo test la percentuale di ormone nelle urine non fosse sufficiente a segnalare la gravidanza. Se le vostre mestruazioni sono irregolari o molto distanziate, le possibilità di un responso sbagliato aumentano. Nel caso di forse un concepimento su dieci, l’uovo fertilizzato non riesce a insediarsi nell’utero. In questo caso, un test di gravidanza vi darà un risultato positivo, ma un altro test effettuato alcuni giorni dopo darà un risultato negativo. Alcuni prodotti raccomandano di attendere sempre da tre a cinque giorni prima di ripetere il test.
A questo scopo, molte confezioni contengono due preparati chimici, in previsione della ripetizione dell’ esame.

Se andate dal medico vi farà fare un test di gravidanza e vi sottoporrà a una visita vaginale. Dopo aver infilato un guanto di gomma, il medico introdurrà due dita nella vagina il più profondamente possibile, mentre con l’altra mano premerà l’addome sul punto esatto dove si trova la parte superiore dell’utero. Se sono passate sei settimane dal primo giorno dell’ultima mestruazione, egli sentirà che l’utero è più morbido e che si è anche leggermente ingrossato. Il collo dell’utero o cervice, che protende nella vagina, è avvertito come più compatto della parte inferiore dell’utero e ha una consistenza paragona bile a quella della punta del naso. Questo mutamento interno è conosciuto sotto il nome di “segno di Hegar”. La visita può risultare poco piacevole ma non è dolorosa.

Quando il medico introduce le dita, espirate a lungo e lentamente con la bocca, e continuate a respirare il più lentamente possibile.