Category: Salute

La tosse negli anziani, come va trattata

0000Il cambio di stagione, con i primi freddi, può essere un rischio soprattutto per anziani e bambini. Sono loro, infatti, ad avere un sistema immunitario più debole e quindi risultano più facilmente esposti a raffreddori e influenza. Non bisogna però, se le condizioni di salute generali lo consentono, costringe gli anziani in casa, ma è bene comunque, con le dovute precauzioni, farli uscire all’aria aperta almeno un’oretta al giorno, se se la sentono. Purtroppo un disturbo che colpisce le persone anziane è la tosse, ma se non vi sono complicazioni o patologie importanti non ci si deve allarmare.

Generalmente la tosse grassa è una conseguenza di un raffreddamento o di un’influenza, stiamo quindi per lo più parlando di forme virali. Abbiamo a che fare con infezioni alle vie respiratorie di cui la tosse è appunto uno dei sintomi. In realtà questa ha una sua funzione, serve per espellere eventuali particelle o elementi esterni che vengono aspirati per via aerea, quindi dalla bocca o dal naso. In questo modo il nostro organismo si libera da corpi estranei. Tuttavia, soprattutto per un anziano, la tosse può significare notti insonni e disagio, soprattutto qualora soffra di altri disturbi o dolori e quindi tossendo percepisca dolore.

Ma come si tratta la tosse negli anziani? Chiaramente in caso soffrano di particolari patologie si dovrà necessariamente consultare il loro medico curante, ma se l’anziano è in buona salute si potrà intervenire direttamente sul sintomo. La tosse grassa può essere risolta con uno sciroppo mucolitico, previo consiglio medico, ma anche con dei rimedi naturali che possono lenire il fastidio e l’irritazione della gola. Come nei bambini, è indicato utilizzare dellasoluzione fisiologica che fluidifica il muco e umidifica le pareti nasali. Per comodità si può utilizzare uno spray invece dei flaconi monouso che possono risultare più scomodi per l’anziano da posizionare nel naso per erogare la dose di soluzione fisiologica.

Se l’anziano lo tollera si può sottoporre a dei suffumigi con oli balsamici. Bastano due goccine in una pentola d’acqua bollente, si posiziona la faccia dell’anziano sul vapore che fuori esce e si copre con un asciugamano. Meglio però fare piccole sessioni di un paio di minuti intercalate da una pausa perché l’eccessivo calore o vapore potrebbero dare problemi di capogiro. Invece è consigliabile umidificare gli ambienti, soprattutto quello dove solitamente soggiorna l’anziano, in modo particolare la camera da letto nelle ore notturne.

Per un trattamento specifico e per scoprire ulteriori consigli http://www.bisolvon.it/rimedi-tosse-grassa.

Cattiva circolazione? Vediamo come porvi rimedio una volta per tutte!

0000Hai di solito le mani o i piedi freddi? Senti un formicolio continuo agli arti superiori o inferiori? Ti sembra che degli aghi ti pungono la pelle? Hai continui crampi? Questi sono tutti campanelli d’allarme che indicano problemi di cattiva circolazione!

I problemi legati alla circolazione sanguigna si manifestano soprattutto agli arti, sia superiori che inferiori.
Da cosa sono causati questi sintomi? Le cause possono essere diverse: può essere l’avanzare dell’età oppure  l’obesità, o uno stile di vita scorretto. Ancora: sedentarietà, fumo, abuso di alcool, eccesso di caffeina, troppo stress, alimentazione sbagliata o carenze nutrizionali rientrano tutti in uno scorretto stile di vita.

Ci sono diversi rimedi per la cattiva circolazione: uno di questi è sicuramente l’utilizzo di un integratore alimentare come Nedemax (link al prodotto presso un rivenditore online).Questo integratore, di origine naturale, contiene Leucocianidine, Meliloto e Bromelina.

Questi elementi hanno delle funzioni molto importanti:
– Le Leucocianidine sono degli estratti dai semi di uva Vitis-Vinifera che riesce a mantenere la normale funzione del microcircolo.
– Il Meliloto viene ricavato dalle foglie della pianta omonima, ha la funzione di migliorare la funzione linfatica. Tra le varie proprietà di questa pianta vi sono sicuramente quelle antinfiammatorie e anti edematosi.
–  La Bromelina viene estratto dal gambo dell’ananas e può essere utilizzato per molti disturbi: dai traumi sportivi, alle vene varicose, dalla tromboflebite alla dismenorrea, ferite ed ustioni.

L’uso di un integratore alimentare può aiutare, ma la cura della cattiva circolazione inizia dalle abitudini quotidiane: quindi se all’integratore viene associato un corretto stile di vita il miglioramento è alquanto possibile!

È importante quindi fare dell’attività fisica per attivare la circolazione: passeggiate, andare in bicicletta, della ginnastica aerobica che coinvolga sia le gambe che le braccia, qualsiasi attività che ti porta al movimento, basta che sia fatta con regolarità.

Se per lavoro sei obbligato a stare seduto, o in piedi fermo per molto tempo è bene programmare delle pause per poter camminare qualche minuto e riattivare la circolazione sanguigna della parte inferiore.

Oltre all’attività bisogna pensare anche all’alimentazione: il sale è tra gli alimenti meno indicati per coloro che soffrono di cattiva circolazione. Diventa poi importante introdurre cibi come verdure, carni magre, grassi sani come pesco oleosi e frutta secca. L’assunzione di cibi ricchi di vitamina C attiva la circolazione. Gli alimenti più ricchi sono: gli agrumi come il limone, l’arancia, il kiwi, il pompelmo, il melone. Anche verdura come peperoni, pomodori, cavolini di Bruxelles sono ricchi di vitamina C.
Per la circolazione sono utili i cibi piccanti, senza esagerare!

Se sei sovrappeso è importante iniziare una dieta dimagrante e perdere peso. Un ottimo rimedio naturale può essere quello dei massaggi fatti da due mani esperte che permettono l’eliminazione delle tossine, ovvero le responsabili dei problemi legati alla circolazione.

Tanti piccoli buoni propositi quindi, da seguire con costanza per migliorare la nostra circolazione sanguigna.

Vene varicose, cause e rimedi

0000Le vene varicose interessano le pareti venose in seguito ad una dilatazione patologica permanente e si manifestano come un rigonfiamento di una specifica zona interessata da varicosi laddove notiamo un andamento tortuoso delle vene, che sono molto visibili a causa della dilatazione e del colorito bluastro.

Per contrastare la diffusione delle vene varicose esistono una serie di rimedi di cui vogliamo parlarvi: dall’idroterapia ai massaggi plantari, dalla fitoterapia agli impacchi fino all’assunzione di compresse naturali. In particolare nelle stagioni calde è decisamente consigliata l’idroterapia i cui eccezionali effetti derivano proprio dalla differenza di temperatura tra l’acqua fredda in cui si immerge la parte interessata e quella corporea. Questo espediente ha lo scopo di portare i vasi sanguigni a costringersi. Per questo motivo chi è affetto da vene varicose tende a farsi una nuotata in mare nelle prime ore del mattino, quando l’acqua è ancora fredda. Accanto all’idroterapia si consigliano una serie di massaggi plantari laddove la stimolazione della pianta del piede è funzionale per riattivare la circolazione sanguigna che appare compromessa con il sopraggiungere delle vene varicose.

Inoltre l’ingrossamento delle vene può essere anche contrastato con la cosiddetta fitoterapia dato che ci sono in natura alcune piante che hanno il potere di rinvigorire le pareti venosi più fragili e deboli, donando loro una nuova e fresca linfa vitale. In particolare l’ippocastano, il biancospino e l’acerola consentono al corpo un drenaggio incisivo e vantaggioso sui gonfiori causati dalle vene varicose. Un altro rimedio naturale consiste nell’applicare alcune sostanze sulle parti interessate tramite degli impacchi di rusco o di vite rossa che oltre ad avere qualità antiinfiammatorie svolgono un’azione antiossidante davvero efficace e permanente. Per coloro che vogliono comunque provare le proprietà di queste piante si consiglia l’assunzione di compresse per via orale che possono essere prescritte come integrazione ad una cura farmacologica.

Fonte: benessere

Come combattere i dolori mestruali con rimedi naturali

0000Distrutte dai fastidiosi crampi delle mestruazioni? Con l’arrivo del ciclo si avvicinano anche idolori mestruali che tanto odiamo. Per fortuna esistono dei rimedi efficaci per combatterli e ritrovare subito il buon umore. Vediamo insieme quali sono. Come eliminare i dolori mestruali con rimedi efficaci Quante di noi donne non ha mai sofferto di dolori mestruali? E quante di noi pagherebbe oro per eliminare questo fastidioso distrurbo? Oggi parliamo dei crampi mestruali, conosciuti anche con il termine di dismenorrea, che ci colpiscono durante il ciclo mestruale e che comportano gonfiore e dolori di una certa intensità localizzati nel basso ventre. Ma cosa sono in realtà questi dolori? Sono spasmi muscolari, le cui contrazioni sono dovute alla produzione in eccesso di prostaglandine, sostanze ormonosimili prodotte dal nostro organismo. Questi dolori a volte sono così intensi da costringerci a rimanere a letto o addirittura a non uscire di casa, rubandoci del tempo a noi prezioso. Naturalmente, l’intensità del dolore varia da donna a donna e può essere causato da fattori psichici, come stress, o da patologie più gravi, come infezioni dell’utero oendometriosi. Contro questi crampi possiamo usare i farmaci, come antidolorifici analgesici, che eliminano il problema nel giro di pochi minuti, oppure possiamo combattere i dolori mestruali con rimedi naturali molto efficaci. Vediamo come:

  • fare movimento, cercando di andare a correre, iscriversi in palestra o uscire per una lunga passeggiata. È stato scientificamente provato che il movimento produce le beta endorfine, ovvero degli analgesici naturali prodotti dal nostro corpo che ci fanno sentire meno dolore e aiutano ad eliminare più in fretta l’eccesso di prostaglandine;
  • magnesio, da assumere tramite una corretta alimentazione. Grazie al giusto apporto di questo minerale essenziale per il nostro corpo, possiamo diminuire i dolori e i crampi mestruali attraverso integratori di magnesio o alimenti che lo contengono, come pane integrale, riso scuro, noci, fave, avena e fagioli;
  • tisane rilassanti che, grazie alle proprietà antispasmodiche di piante, erbe e spezie, come betulla, camomilla, calendula, zenzero e cannella, rilassano la muscolatura contratta e diffondono un senso di relax assoluto;
  • acqua, perché bere sufficiente acqua durante la giornata aiuta la circolazione sanguigna;
  • sesso. Ebbene sì, anche fare del sano sesso aiuta ad eliminare i dolori mestruali. Raggiungendo l’orgasmo, infatti, l’utero si contrae e in una volta sola riusciamo a bruciare la prostaglandina in eccesso.

Mal di Gambe come curarlo

0000Il mal di gambe è un fastidioso disturbo che interessa gli arti inferiori, ginocchia e piedi compresi, e che colpisce le persone di qualsiasi età. A volte questo dolore può derivare da stanchezzafastidi osseo-articolari, invecchiamento o cattiva circolazione, altre volte invece può dipendere da patologie neurologiche ben più gravi, come ad esempio la sclerosi multipla o la Sla. Ma cerchiamo di approfondire meglio quali possono essere le cause e i rimedi per dare sollievo alle nostre gambe e ritrovare il nostro benessere naturale.

Cause

Le cause principali del mal di gambe sono varie. Possono derivare da infortuni che determinano strappi muscolarifratture e tendinite oppure da crampi muscolari provocati dalla disidratazione o dalla mancanza del giusto apporto di sodio, potassio, magnesio e calcio nel sangue. Anche gli sforzi eccessivi dovuti all’attività fisica e le temperature troppo calde provocano dolori alle gambe così come l’uso di troppi farmaci, come i lassativi e diuretici, che fanno perdere minerali e liquidi utili al nostro organismo. Altre cause che provocano dolore alle gambe posso essere il sovrappeso, l’aterosclerosi, che blocca la circolazione arteriosa, le vene varicose, le infezioni alle ossa, le infiammazioni da artrite o la fibromialgia, ovvero il dolore cronico associato a rigidità, o la sindrome delle gambe senza riposo, che consiste in un formicolio costante e nella necessità di muovere le gambe senza sosta. Tutto ciò comporta anche difficoltà in altre abitudini quotidiane come prendere sonno in modo regolare.

Rimedi naturali

Se il dolore di gambe è strettamente collegato a delle patologie in atto, allora sarebbe bene trattarlo con antinfiammatorianticoagulantiantidolorifici e antibiotici, prima che peggiorino. Se invece si tratta di stati fisiologici, essi possono essere curati grazie a rimedi naturali che alleviano da questo fastidioso disturbo. Vediamo quali sono:

  • fare tanta attività fisica;
  • seguire una corretta alimentazione introducendo regolarmente frutta, verdure e vitamine;
  • sollevare le gambe quando si è seduti da troppo tempo;
  • bere molta acqua per riattivare la circolazione;
  • limitare l’uso del sale;
  • fare docce con getti alternati di acqua calda e fredda;
  • evitare saune e bagni turchi;
  • indossare collant comprimenti, che aiutano a migliorare la circolazione, soprattutto per chi svolge un lavoro sedentario;
  • evitare tacchi alti;
  • dormire con le gambe rialzate, con un rialzo di 10 cm sotto il materasso;
  • durante il bagno massaggiare le gambe doloranti, almeno una volta alla settimana;
  • usare olio di cocco e olio di merluzzo per alleviare i dolori alle gambe e per curare la debolezza dell’intero organismo.

Prostatite: combattila con il mirtillo rosso biologico

0000La prostatite è un disturbo caratteristico degli uomini sopra i 50 anni. La prostata, più correttamente ghiandola prostatica, può essere soggetta ad un’infiammazione dei tessuti, causando così dei disturbi più o meno gravi. È importante farsi visitare da un dottore ai primi sintomi, cercando così di iniziare il trattamento nelle fase precoce.

Cause e sintomi

Esistono in realtà quattro tipi di prostatite, elencati dalla comunità scientifica nel 1999. Ognuno di questi tipi è legato ad una causa diversa:

  • Prostatite cronica, cause ignote
  • Prostatite batterica acuta, causata da un’infezione batterica, insorge rapidamente e dura a breve
  • Prostatite batterica cronica, come la precedente, ma caratterizzata da uno sviluppo prolungato negli anni
  • Prostatite infiammatoria asintomatica, come da nome, priva di sintomi. È molto frequente quindi è difficile isolarne la causa

I sintomi delle prime tre sono simili, anche se differiscono per alcuni aspetti e ovviamente per l’intensità e la durata del periodo in cui si manifestano. Generalmente chi è affetto da prostatite accusa dolori e difficoltà nella minzione e nell’eiaculazione, ma si possono verificare anche altri disturbi, specialmente nel caso di quella acuta, legata spesso a febbre e nausea.

Il mirtillo rosso come rimedio naturale per la prostatite

Vista la frequenza con cui si presenta questo disturbo e la sua attestazione fin dall’antichità, esistono svariati metodi naturali di comprovata efficacia per affrontare la prostatite. Uno di questi è legato al mirtillo rosso, detto anche mirtillo di palude o semplicemente chiamato con il nome inglese, cranberry, visto che proviene dall’America. Ottimo da bere, si può assumere anche sottoforma di compresse, disponibili sul sito www.rodiola.it

Il mirtillo rosso forma una sorta di protezione, una specie di pellicola, depositandosi sulle pareti delle mucose della prostata, impedendo così la proliferazione di batterie e proteggendo la ghiandola dall’infezione. Questo frutto è largamente diffuso in formati differenti, tuttavia è certamente da consigliare il consumo di vero e proprio succo di mirtillo, possibilmente biologico. Ovviamente si tratta di una preferenza personale, ma per molti il mirtillo rosso ha un gusto gradevole, che ne rende più semplice il consumo in dosi adeguate.

Il succo di mirtillo rosso biologico va acquistato in erboristeria dietro consiglio di un medico competente, che sappia indicare la dose più adatta e l’effettiva utilità del rimedio.

Edoardo Savoldi e il training autogeno

training_autogenoQuando si parla di training autogeno, si fa riferimento a una tecnica di rilassamento molto potente che chiama in causa la concentrazione fisica e psicologica: introdotta in un contesto di psicoterapia o di psicologia, garantisce una resa straordinaria. Al paziente, infatti, viene messa a disposizione la possibilità di selezionare la tecnica di intervento che predilige, il che è molto importante per coloro che hanno la necessità di imparare a gestire situazioni di stress intenso o di ansia. Un ulteriore pregio di questa tecnica è che il paziente può impararla in modo tale da usarla anche da solo, sempre con finalità psicoterapeutiche.

Edoardo Savoldi è uno psicologo Piacenza specializzato in psicoterapia cognitivo comportamentale che fa spesso affidamento sul training autogeno per la gestione dello stress e dell’ansia. L’ansia, in effetti, non è altro che uno stato psichico, cosciente nella maggior parte dei casi, che si caratterizza per una sensazione di paura o di preoccupazione, di durata e di intensità variabili, connesso a uno stimolo esterno o interno, ma comunque facilmente individuabile. Si tratta di un insieme di emozioni che comprendono la preoccupazione, l’apprensione e la paura, da cui dipendono sintomi fisici come la nausea, il respiro corto, i dolori al petto, le palpitazioni o i tremori interni.

L’aiuto di un professionista come Edoardo Savoldi e il ricorso al training autogeno possono rivelarsi due strumenti di fondamentale importanza per il trattamento dell’ansia, la quale determina un’iperattività del sistema nervoso autonomo e può avere diverse componenti: si tende, infatti, a distinguere tra un’ansia di tipo comportamentale, un’ansia di tipo emotivo e un’ansia di tipo cognitivo, senza dimenticare un’ansia di tipo somatico. A proposito di quest’ultimo aspetto, il corpo – nel momento in cui si diventa ansiosi – prepara l’organismo e lo predispone in modo tale che sia pronto a far fronte a una minaccia, secondo una vera e propria reazione di emergenza: lo si nota perché la frequenza cardiaca aumenta, la pressione del sangue sale e la sudorazione cresce.

Sul piano prettamente emotivo, dall’ansia dipendono brividi e nausea, ma anche sensazioni di panico e terrore; per quel che riguarda la componente cognitiva, invece, essa implica delle attese di un pericolo incerto e diffuso, mentre sotto il profilo comportamentale si reagisce cercando di evitare quel che provoca lo stato ansioso: una vera e propria fuga. Insomma, l’ansia può prendere tante forme diverse: vale la pena di rivolgersi allo psicologo Edoardo Savoldi per riuscire a contrastarla nel modo più efficace possibile.

La massoterapia nella cura della depressione

depressioneLa depressione è uno dei disturbi più diffusi a livello mondiale. Secondo il giornale State of Mind (vedi in particolare la sezione dedicata alla depressione www.stateofmind.it/tag/depressione/) circa 340 milioni di persone soffrono di depressione, con una maggiore frequenza nelle donne tra i 30 e i 49 anni.

Proprio a causa della diffusione del disturbo depressivo nella popolazione, nel corso del tempo sono stati elaborati metodi validi di affiancamento alla terapia proposta da uno psicologo specializzato, in grado di dare numerosi benefici al paziente.

La depressione: cause e sintomi

Le cause alla base del disturbo depressivo sono tante e il loro manifestarsi dipende da numerosi fattori come:

  • fattori biologici, per cui potrebbe esserci una predisposizione genetica nell’individuo a riscontrare la malattia
  • fattori ereditari, che incidono nei pazienti con genitori che soffrono di depressione
  • fattori psicosociali, che riguardano eventi traumatici che l’individuo si trova ad affrontare

Così come le cause, anche i sintomi sono numerosi e variano per ciascun individuo.

In generale la depressione porta ad avere una scarsa autostima di sé stessi, ad una stanchezza eccessiva, una riduzione della capacità di concentrarsi, una forte tristezza e senso di colpa.

La depressione può avere diversi livelli di gravità, è bene consultare uno psicologo specializzato che potrà aiutare chi soffre di depressione a comprenderne le cause e ad intraprendere la giusta terapia per curare e prevenire la malattia (trovi maggiori dettagli sul disturbo depressivo a questo link: www.psicologopisa.net).

Per curare la depressione, oltre ad terapie specifiche caso per caso, vengono spesso impiegate attività sportive, come gli sport classici e le attività fisiche in generale, di attività di meditazione, come lo yoga e il pilates, oppure di tecniche di rilassamento, come la massoterapia.

La massoterapia si basa sull’applicazione di massaggi, la massoterapia ha benefici preventivi e riabilitativi, grazie alla capacità di ridurre la fatica e rilassare i muscoli, generando un rilassamento psicofisico, non solo del corpo quindi ma anche della mente.

La massoterapia ha effetti diretti sulla circolazione, sui muscoli, sulle terminazioni nervose periferiche e sulla pelle, ed effetti indiretti sul sistema nervoso centrale e periferico.

Le diverse tipologie di massaggio, in particolare il massaggio lento, hanno una particolare efficacia in soggetti con disturbo depressivo poiché facilitano la corretta respirazione e di conseguenza favoriscono il riposo e il sonno, oltre ad aumentare l’energia presente nel corpo e quindi a dare una maggiore carica al paziente, che solitamente viene a mancare quando si soffre di depressione.

L’utilizzo del massaggio in chiave terapeutica ha origini molto antiche che si fanno risalire all’antica Grecia. Oggi sono presenti diverse metodologie che prendono il nome dalla zona dove si sono maggiormente diffuse, parliamo del metodo tedesco, francese, svedese e spagnolo.

La massoterapia si suddivide inoltre in diverse tecniche di massaggio, quali sfioramento, frizione, impastamento e percussione.

Tutte queste tecniche hanno come fine ultimo il rilassamento fisico e mentale del corpo.

Ernie: cosa sono e come distinguerle

erniaCon il termine ernia si indica la fuoriuscita di un viscere dalla cavità che normalmente lo contiene. Con il termine viscere si intende, invece, ogni organo contenuto in una delle cavità presenti in un organismo. Nell’uomo le cavità sono tre e in particolare quella cerebrale, quella addominale e quella toracica. Di solito sono soggetti a ernia solo gli organi mobili o quelli colpiti da particolari partologie. Le ernie si distunguono in due macro categorie: ernie interne, quando lo spostamento avviene solo all’interno dell’organismo, e ernie esterne, quando, invece, diventano evidenti, perché i visceri convolti, passando attraverso una parete si dirigono vero l’esterno. Le ernie esterne sono di solito quelle addominali.

Con l’ndebolimento progressivo delle pareti muscolari e fasciali, capita che un viscere si faccia strada creando un’ernia evidente. Questo tipo di ernia, quella addominale, è la più frequente e alcuni studi stimano che circa il 6% della popolazione globale ne sia colpito. Le ernie addominali sono di diversi tipi, ma soprattutto si dividono in ernie congenite ed ernie acquisite: le prime di solito sono dovute e un blocco  dello sviluppo della parete addominale durante l’epoca embrionale e sono presenti, ovviamente, fin dalla nascita. Le seconde, invece, si sviluppano a causa di fattori diversi quali per esempio: gravidanze multiple, stipsi, lesioni traumatiche in sede addominale, obesità, alterazioni della avità addominale… L’arnia addominale più diffusa, che si trova nell’80% circa dei casi, è quella inguinale.

Un’altra ernia molto diffusa, che causa spesso, dolori prolungati alla schiena è l’ernia del disco, altrimenti conosciuta come discale. Quando si riscontrano questi sintomi è importante affidarsi a validi professionisti. Nella città di Verona ad esempio opera il Dottor Cesare Patton, specialista nel trattamento di mal di schiena ed ernia a Verona, oltre che essere un qualificato fisioterapista ed osteopata. Questa si verifica lungo la colonna vertebrale, quando, per via dell’usura o degenerazione dei dischi intervertebrali, che tendono quindi a lesionarsi o a rompersi, provocando dolore o irritazione di uno o più nervi spinali.

Le cause dell’ernia del disco non sono sempre definite, difficilmente si tratta di eventi traumatici, ma più spesso si tratta di un processo che si protrae nel tempo. Ovviamente sono stati individuati, però, alcuni fattori di rischio, tra cui si evidenziano: -il peso: il sovrappeso stressa i dischi intervertebrali, causandone il consuno -il fumo: il tabacco diminuisce l’ossigeno nel sangue e quindi i tessuti sono privati  di nutrienti vitali -l’età: con il passare del tempo i dischi corrono sempre maggiormante il rischio di ususrarsi e danneggiarsi -l’altezza: chi è molto alto può essere più soggetto a ernie del disco -il lavoro: le persone che si occupano di lavori pesanti e che stirano la colonna vertebrale, sono più soggetti a questa patologia.

Rimettersi in forma con specifici integratori per fegato

fegatoPrincipale ghiandola e organo vitale per eccellenza il fegato si trova al centro di numerosi processi biologici dai quali dipende il buon funzionamento dell’intero organismo, dunque in ultima analisi un sano stato di salute globale. Accade però frequentemente di ritrovarsi con una serie di sintomi che fanno presagire problemi di funzionalità d’organo, come difficoltà digestive, senso costante di pienezza e pesantezza addominale, gonfiore, disturbi nell’evacuazione (diarrea o stitichezza), meteorismi e flatulenza, spossatezza e difficoltà di concentrazione, frequenti mal di testa, risvegli notturni con difficoltà a prender sonno, fino all’ittero e a patologie epatiche conclamate nei casi più seri.

Un fegato appesantito e rallentato è un serio problema da prendere in considerazione. In commercio esistono numerosi prodotti appositamente formulati al fine di aiutare l’organo. Parliamo di integratori per fegato a base di preziosi estratti vegetali come ad esempio boldo, cardo mariano, crisantemo americano, tarassaco, carciofo, marrubio, crespino, rosmarino. Questi integratori per fegato non sono veri e propri farmaci, bensì integratori alimentari fonti concentrate di preziosi elementi di cui sopra dalle note azioni positive sulla ghiandola.

Un uso costante e corretto degli integratori per fegato è n grado nel tempo di ripristinare una piena funzionalità epatica, allontanando lo spettro di possibili conseguenze negative, come epatopatie vere e proprie, qualora il problema non venisse affrontato correttamente per tempo.

Agli integratori per fegato affianchiamo una corretta dieta

Accanto all’uso, decisamente positivo, degli integratori per fegato è necessario però correggere anche alcune abitudini alimentari che potrebbero ostacolare una piena ripresa o ripresentare il problema in un futuro. Parliamo di una dieta a base soprattutto di frutta (fresca e secca) e verdura di stagione possibilmente biologica in modo da limitare al minimo la presenza di pesticidi, privilegiare cereali integrali meglio se in chicchi come il riso, il farro, l’orzo, il grano saraceno, la quinoa, il bulgur; non far mancare mai in tavola semi oleosi come semi di girasole, semi di lino, semi di sesamo, semi di zucca; bere solamente della semplicissima acqua e limitare se non proprio eliminare l’uso di bevande gassate edulcorate.

Integratori per fegato, sana dieta e via cibo spazzatura

Se non vogliamo buttare al vento il lavoro fatto con una sana dieta e l’uso di specifici integratori per fegato tra l’altro, ricordiamoci che l’uso costante di cibo industriale particolarmente ricco oggigiorno di additivi chimici di sintesi come coloranti, conservanti, dolcificanti, addensanti, esaltatori di sapidità, mettono costantemente a dura prova il fegato. È proprio quest’organo infatti ad occuparsi della loro eliminazione una volta ingeriti,tentiamo dunque di evitare di ingozzarci di tale cibo spazzatura, evitiamo per quanto possibili fritture e grassi e ritorniamo a cucinarci da soli golosi e sani piatti della tradizione nostrana.