Il caffè fa bene alla salute

Il caffè rientra sicuramente nella lista delle bevande più consumate al mondo, che si tratti di caffè amaro, allungato con l’aggiunta di latte, caffè corretto, caffè americano o caffè ristretto. L’utilizzo del caffè è diventato ormai quotidiano, un rito al mattino durante la prima colazione, persino come spezza-fame mattutino, assunto più volte nel pomeriggio in alcune circostanze, per completare il ciclo alla sera, in seguito all’ultimo pasto della giornata. Ma bere il caffè fa bene alla salute? Sicuramente un regola che vale per tutti gli alimenti è quella di non eccedere mai con nessuna delle sostanze in grado di arrecare danni, a lungo andare, al proprio organismo.

Un ricerca scientifica, testata e confermata, ha analizzato i presunti danni di questo “non alimento” rivelando i possibili effetti collaterali di un uso costante di caffè. I sostenitori della bevanda tuttavia attribuiscono al caffè una serie di effetti benefici, tra cui:

  • Uno stato di veglia in grado di ridurre sonno e stanchezza.
  • Stimolazione mentale.
  • Stimolazione del miocardio nella sua funzione contrattile con conseguente aumento della gittata cardiaca.
  • Azione diuretica.
  • Stimolazione della secrezione gastrica.
  • Stimolazione del sistema nervoso centrale.
  • Azione ritardante della fatica muscolare durante l’attività sportiva.

In alcuni rari casi è possibile che il caffè, consumato in eccesso e in modo costante, sia responsabile di tutta una serie di problematiche per la salute dell’organismo.

EFFETTI COLLATERALI DEL CAFFE’ E DOSI GIORNALIERE CONSIGLIATE

Non tutti sanno che, oltre al contenuto della caffeina, la bevanda è in grado di contenere anche una serie di tossine generalmente ignorate. Il caffè in sé non possiede inoltre niente di “alimentare”, limitandosi ad essere una tipica lavorazione industriale. Una tazzina di caffè contiene circa 2 calorie, contenenti oltre 200 sostanze tossiche, spesso o del tutto ignorate dai consumatori abituali tra cui: teofillina e teobromina, betamina e tannino.

La caffeina contenuta al suo interno, anche in piccole dosi, può rappresentare una fonte di disturbi per i soggetti cardiopatici, ai soggetti nevrotici, a quelli che soffrono di affaticamento muscolare, ai soggetti arteriosclerotici e a quelli che soffrono di patologie renali. La caffeina può nuocere anche in caso di ulcere, gastriti, colite, stipsi, alle donne in stato di gravidanza. La sensazione dell’energia rilasciata dalla sostanza è in realtà una “falsa energia” che richiede uno sforzo fisico maggiore, dimostrato anche da ampie ricerche condotte sugli animali e sulle piante. I tannini presenti all’interno del caffè possono inoltre provocare ritardi nello sviluppo della crescita, inibendo diverse interazioni metaboliche, aumentando la secrezione gastrica.

Ogni qualvolta che consumiamo del caffè introduciamo quindi delle sostanze potenzialmente tossiche, generalmente superiori alle quantità di tossine contenute in un frutto tossico ma non letale.

La quantità di caffeina da non superare, al fine di escludere i potenziali effetti tossici per l’organismo, è di 300 mg giornalieri per i soggetti adulti, mentre ai bambini viene fortemente sconsigliata l’assunzione di tale bevanda, con un limite di caffeina massimo intorno ai 100 mg. Il limite dei valori della caffeina possono essere raggiunti anche bevendo 10 lattine di Coca Cola, contenente la sostanza, oppure 8 tazze di cioccolata calda.