Archive for: novembre 2017

Sbiancare i denti: come facevano le nostre nonne?

Sbiancare i denti non è facile, ma oggi ci sono tantissimi prodotti per sbiancare i denti, in grado di migliorare l’aspetto dei denti. In passato, non era così. Le nostre nonne, però, avevano trovato altri metodi per ottenere denti bianchi e perfetti. Si tratta di gesti semplici e veloci, da usare nelle emergenze.

Il modo più semplice e più diffuso è usare il bicarbonato. Questo è un prodotto già conosciuto dal 1600. Le nostre nonne non lo usavano solo per sbiancare i denti, ma anche per rendere la pelle più liscia e allontanare le imperfezioni e i rossori. In più, in caso di raffreddore, o semplicemente per migliorare la digestione, il bicarbonato era consigliato come primo rimedio.

Per avere denti più bianchi, devi prendere un cucchiaio di bicarbonato e mischiarlo con pochissima acqua in un bicchiere. Ora, ti basta usare una quantità minima di questa soluzione sullo spazzolino e strofinare bene i denti. In questo modo, il bicarbonato agisce al posto del dentifricio e ti fa ottenere denti sani e bianchissimi. La soluzione può essere usata tutti i giorni e non solo come manovra di emergenza.

Molti dentifrici hanno già il bicarbonato al loro interno, anche se in minima concentrazione: si tratta dei prodotti sbiancanti ora sul mercato.

Il consiglio è di usare il bicarbonato alternando l’uso con quello del dentifricio tradizionale. Alla fine, per una bocca più sana e pulita, è necessario completare con il colluttorio. Il sistema è sicuro e collaudato.

Permette di evitare anche prodotti che lasciano il tempo che trovano: gli sbiancanti, infatti, spesso colorano semplicemente di bianco i denti, lasciando i problemi nascosti, ma non risolti. Il bicarbonato, invece, stimola il bianco naturale dei denti e ti permette di perdere diverse gradazioni nel tempo. Insomma, se ami il fai da te e hai già il bicarbonato in cucina, per il benessere dei tuoi denti vale la pena di usarlo almeno una volta al giorno, in sostituzione al normale dentifricio.

Non ti resta che provare questo rimedio della nonna e tenere a portata il bicarbonato anche in caso di dermatite e di problemi digestivi.

Se hai delle allergie al bicarbonato, il consiglio è di non usarlo: si tratta dell’unica controindicazione, dovuta al fatto che solo negli ultimi tempi sono aumentati i casi di intolleranze e di allergie su particolari alimenti.

Sbiancare i denti, quindi, è solo una questione di bicarbonato e di abitudine. Ricorda di non mettere troppa acqua quando diluisci il bicarbonato e di creare solo la soluzione sufficiente per lavare bene i denti: non potrai conservarla dopo. Prova l’effetto del bicarbonato sui tuoi denti e noterai subito la differenza sul colore dello smalto. Ricorda di fare regolarmente visita al dentista, per risolvere qualsiasi problema dei denti.

Abbigliamento biologico: ecco perché sceglierlo

I settori merceologici che si stanno adeguando ai requisiti si sostenibilità e ecologicità richiesti da un pubblico sempre più attento al proprio impatto sull’ambiente, sono sempre di . Cibo, trasporti, prodotti cosmetici, alberghi ed ora anche vestiario. L’azienda AlgoNatural che si occupa di abbigliamento biologico per bambini ed adulti ci spiegherà tutti i buoni motivi per passare alla moda al naturale.

Scegliere l’abbigliamento biologico significa mettersi addosso capi realizzati attraverso materiali e procedure rispettose dell’ambiente e dell’econsistema naturale. La maggior parte dei tessuti che indossiamo, specie quelli in cotone vengono realizzati attraverso lo sfruttamento di coltivazioni intensive in cui viene fatto larghissimo uso di pesticidi e sostanze chimiche. L’abbigliamento biologico invece ci permette di rispettare l’ambiente e contemporaneamente indossare un tessuto “salubre” e delicato sulla nostra pelle. Questo come capite, è particolarmente interessante se pensiamo alla delicata pelle dei più piccoli. L’abbigliamento naturale è inoltre altamente traspirante e a livello di design non ha nulla da invidiare alle produzioni “di massa”.

Quando si parla di fibre naturali per l’abbigliamento biologico parliamo di cotone organico, canapa, bamboo e pura lana vergine. L’ecologicità di questi materiali è garantita da un severo sistema di certificazioni internazionali, tra le quali la più conosciuta forse è la certificazione GOTS che garantisce l’ecologicità del cotone naturale.

Non solo fibre vegetali

Nel mondo dell’abbigliamento biologico, oltre ai capi in fibre naturali rientrano anche quei prodotti ottenuti da un attento e tecnologico processo di riciclo di materiali inerti. Negli ultimi anni per esempio stanno avendo un certo successo i capi ottenuti dal riciclo delle bottiglie di plastica recuperate dalla superficie degli oceani. Lo sapete che il “tappeto” di bottiglie che galleggia nell’oceano atlantico è di fatto considerato il sesto continente?

Maggiore resistenza

In un mondo di obsolescenza programmata anche il vestiario sembra fatto per avere una scadenza. L’abbigliamento biologico invece, grazie all’utilizzo di fibre altamente naturali, è estremamente resistente e grazie ad una produzione non massiva si rivela molto più rifinito dei capi prodotti in serie.

Biologico = etico

Qualcuno di voi si ricorderà della tragedia del Rana Plaza in cui morirono oltre 1000 persone. Un edificio fatiscente in cui migliaia di operai sotto pagati lavoravano in condizioni precarie per produrre i capi riconducibili a marchi come C&A, Benetton e Disney. Un evento tragico come quello del Rana Plaza ha posto l’attenzione sui “costi umani” della moda low cost. L’abbigliamento biologico per contro si propone l’obiettivo di garantire condizioni di lavoro e salari etici a tutti i lavoratori coinvolti nella produzione dei capi, dalla coltivazione delle materie prime fino al confezionamento del prodotto finito.

Estrazione dei denti del giudizio, rischi e sintomi

L’estrazione dei denti del giudizio è ormai considerata un’operazione di routine, questo però non vuol dire che sia un’operazione poco rischiosa, anzi, è una delle operazioni con più lunga convalescenza.

I denti del giudizio, deovono il loro nome al fatto che spuntano, generalmente, in tarda età. Si inizia a parlare di eruzione dei denti del giudizio tra i 20 e i 40 anni, per questo motivo spesso rischiano di compromettere l’architettura dentale, ormai stabile, e necessitano di essere estratti.

Per i più fortunati, invece, può capitare che questi ultimi denti non si presentino proprio, rimanendo per sempre inglobati nella gengiva.

Perchè vanno estratti

Ci sono diversi casi in cui è necessaria l’estrazione dei denti del giudizio o di uno solo dei quattro.

Andiamo a vedere quali sono:

  • Asse di crescita storto, ovvero quando il dente nasce per orizzontale o per obliquo. In questo caso, è consigliabile un’estrazione piuttosto che untentativo di correzione
  • Carie: a causa della loro posizione arretrata, i denti del giudizio sono i più difficili da pulire quindi sono soggetti a gravi casi di carie, che possono compromettere anche i nervi o denti vicini.

In questo caso si consiglia u’estrazione immediata

  • Quando si sta per mettere l’apparecchio, se è necessario recuperare dello spazio

Ovviamente, l’estrazione è veramente neccessario solamente all’estremo di questi casi, altrimenti basta tenere la disfunzione sotto controllo.

Rischi d’estrazione e sintomi post operazione

Anche se ormai, viene considerata un’operazione piuttosto semplice, l’estrazione dei denti del giudizio porta con se i suoi rischi, che non sono da poco.

Quello più comune è la perdita di sensibilità del nervo alveolare, causata dall’anesetesia locale. Questa dinamica, chiamata parestesia, potrebbe risultare molto antipaca, sebbene, per fortuna, non sia delle più frequenti. Infatti non solo si rischia di perdere la percezione del sapore, ma anche delle involontarie perdite di saliva.

Per quanto riguarda i sintomi post operazione, i più generali sono dei fastidiosi accessi, con conseguente gonfiore delle guance e un forte dolore alle gengive.

Questi sintomi si curano tramite sciacqui con acqua ossigenata e disinfettante per evitare pus e infezioni di vario genere.

Per i primi tempi, inotre, è del tutto sconsigliato mangiare cibi difficili da masticare, piccanti o troppo speziati.

Sono dannosi per la salute i gel per ricostruire le unghie?

Negli ultimi anni il gel per la ricostruzione delle unghie и diventato davvero molto popolare, arrivando a essere, oggi, probabilmente uno dei trattamenti di nail art piщ richiesti in assoluto. Proprio per questo, quindi, и molto importante capire se sia dannoso o meno per la nostra salute. Se и vero, infatti, che una manicure curata e adatta a ogni circostanza и un passepartout essenziale sia nel lavoro che nella vita privata, d’altro canto, и fondamentale essere sicuri che si tratti di prodotti non nocivi e certificati. Capiamo, quindi, se il gel per la ricostruzione delle unghie puт avere degli effetti collaterali e in quali casi.

Innanzitutto c’и da dire che il gel se utilizzato troppo a lungo puт causare delle reazioni, le unghie e la pelle, infatti, possono sensibilizzarsi a questo prodotto e ai suoi componenti. Per questo, per non correre inutili rischi per la nostra salute, sarа bene scegliere sempre prodotti al top presenti sul mercato, che non contengano sostanze “proibite” o comunque dannose per noi. Attenzione anche a come viene rimosso il gel, perchй spesso и la fresatura e non il prodotto stesso a danneggiare l’unghia. Ogni quattro mesi, poi, sarа meglio fare una pausa dalla ricostruzione, cosм da permettere all’unghia naturale di “respirare” un pт. Il gel per la ricostruzione potrebbe, infatti, indebolire le unghie giа tendenzialmente fragili che si sfaldano con facilitа.

Consigli per la cura delle unghie

Occhio anche agli ingredienti che sono contenuti nel gel per la ricostruzione, i piщ moderni sono privi di siliconi e componenti tossici e per questo quando parliamo di prodotti di alta qualitа i rischi per la nostra salute sono pressochй inesistenti. Al contrario, spesso, la ricostruzione и consigliata a chi soffre di onicomicosi o onicofagia, perchй lo strato artificiale sopra l’unghia la protegge in modo sicuro da rotture e dall’istinto di mangiarla. Un altro consiglio importante и di idratare l’unghia con trattamenti ad hoc nel periodo di sospensione dalla ricostruzione in gel.

Tra i numerosi vantaggi della ricostruzione in gel, troviamo in primis la manicure pressochй perfetta per almeno tre settimane, una maggiore resistenza che viene data proprio alle unghie naturali e la pochissima manutenzione che occorre per conservarla fino al nuovo trattamento.

Concludendo non si puт dire, onestamente, con assoluta certezza se il gel faccia male o meno, anzi, al contrario, spesso и piщ problematico il modo in cui si lavora l’unghia per la ricostruzione che il prodotto stesso. La cosa piщ importante и vedere sempre come reagiscono le unghie, se si indeboliscono, se invece il gel (come puт capitare spesso) riesce a proteggerle maggiormente da rotture e sfaldamenti e rivolgersi sempre ai professionisti del settore.