Archive for: dicembre 2013

Arredamento e la casa ecologica

logoPer centinaia di anni l’uomo ha sempre vissuto a stretto contatto con la natura. La maggior parte dei suoi ritmi di vita quotidiana erano scanditi dalla terra, dall’acqua, dall’aria e quindi trascorsi prevalentemente all’aperto: per lui la casa rappresentava soltanto un rifugio e un luogo di riposo dove trovava riparo dal maltempo, Oggi. invece. l’uomo trascorre la sua vita quasi esclusivamente all’interno della casa, o dell’ufficio, o addirittura dell’automobile.

Su 24 ore, almeno 18 le passa all’interno di un luogo chiuso. È cambiato profondamente anche il concetto di casa, che non rappresenta più soltanto il rifugio protettivo, ma il luogo dove si espletano attività quotidiane sia pratiche sia affettive; la casa è anche lo spazio dove alimentarsi, rilassarsi, giocare e avere, per esempio attraverso il telefono, il maggior numero di rapporti sociali con l’esterno.

Fino ad appena 300, forse 400 anni, fa la casa, sia all’esterno sia all’interno, “nasceva” dalla natura. Tutti i materiali erano quelli reperibili in luogo ed erano certamente i più adatti alle condizioni climatiche di quella zona. Anche gli interni erano di origine naturale: i mobili in legno naturale massiccio, bambù, vimini, i tappeti in fibre vegetali, le tende e i tessuti vari, compresi i vestiti, in lana, lino, cotone o canapa.

Il risultato globale era una costruzione che si adattava all’ambiente inserendosi armoniosamente in esso. La casa di oggi, invece, non va più di pari passo con la natura ed è ben lontana dalla costruzione ecologica del passato.

I materiali naturali sono stati sostituiti da quelli fomiti dalla chimica e dalla tecnologia: le case sono costruite principalmente in cemento, acciaio e vetro; i materiali isolanti sono di origine sintetica; le superfici interne sono trattate con colle, vernici e lacche chimiche, e persino i mobili, le imbottiture e i tessuti derivano da prodotti di sintesi.

A tutto questo si aggiungono i prodotti chimici che ogni giorno adoperiamo nell’abitazione per pulirla, lucidarla e mantenerla.

Emerge allora la preoccupazione che molti problemi respiratori, allergici. mal di testa, insonnie, stanchezza, irritabilità o altri disturbi, di cui non si è mai individuata la causa. siano legati alla nostra casa “ammalata”. Fortunatamente sta cambiando il concetto stesso di salute, che non è più solo rappresentato dall’assenza di malattie, ma da uno stato di benessere completo che coinvolge tutte le sue componenti psico-fisiche. Lo studio del rapporto casa-uomo, quindi, rappresenta un nuovo modello di ricerca per un abitare più ecologico e umano, per un ripristino dell’equilibrio tra abitazione e natura assecondando i veri bisogni della persona. Il tipo di abitazione, i materiali che la compongono, la disposizione degli ambienti, il tipo di arredamento, l’illuminazione, i colori, gli oggetti e gli apparecchi al suo interno, nonché le nostre abitudini domestiche, possono influire in senso positivo o negativo sulla casa e dunque sulla nostra salute. Per quanto riguarda la salute in casa sono elementi da considerare tanto quelli che possono essere determinati ad esempio dal fenomeno dell’umidità di risalita sulla murature di casa.

Se il vestiario si può considerare la ‘seconda’ pelle, la casa può essere definita la nostra “terza” pelle.

Il suo compito, come la cute e i tessuti che rivestono il corpo, è di proteggere e nello stesso tempo garantire la salubrità della persona. E la nostra casa, in pratica, deve essere come un guscio che ci completa: un “organismo vivente” che ci assicuri comfort e salute.

La “casa della meraviglie” non è il nome di una favola o quello di una storia fantastica, bensì è il titolo di un nuovo capitolo della storia dell’architettura. Un nuovo e moderno filone di studi architettonici che sta progettando una casa ecologica, una casa intelligente che offrirà protezione e comfort sempre più moderni senza recare danno alla salute di chi la abita o all’ambiente che la circonda.

La bioarchitettura, o “biologia del costruire”, nata nel centro Europa, non si pone l’obiettivo di inventare nuovi sistemi di costruzione, ma di riscoprire e recuperare modelli semplici e naturali. Non è una rinuncia alle conquiste della nostra generazione. bensì un costruire secondo natura a misura d’uomo, tramite la riconversione e l’adeguamento dei modi produttivi. Quindi qualità dell’architettura come qualità di vita, semplice nell’impianto ma articolata nei particolari.

La casa non può essere soltanto comoda; lo spazio abitativo dovrebbe rassicurare. proteggere, esprimere e offrire rutto ciò di cui una persona ha bisogno: è il momento in cui l’uomo si ritrova. Non deve procurare ansie e timori: nella casa l’uomo esprime la propria personalità. Arredare la casa vuol dire creare l’ambiente nel quale ci si possa identificare. La forma degli oggetti condiziona e favorisce certi comportamenti: per esempio un tavolo rotondo tende ad accelerare la conoscenza tra le persone così come anche le piastrelle per la casa colorate.

La casa ecologica non deve essere esposta agli agenti atmosferici, né può sorgere su un terreno umido, o dove la radioattività naturale sia superiore alla media, o in zone dove ci sono grossi campi magnetici terrestri.

La casa è paragonabile a un organismo vivente: i muri respirano e traspirano (da lì anche in processo di umidità di risalita e muffe); in inverno deve preservare il calore e in estate disperderlo. A queste esigenze rispondono la forma globale della struttura, la disposizione delle stanze e soprattutto la scelta dei materiali, sia interni sia esterni, che devono essere il più possibile naturali

Una casa confortevole si deve adattare alla natura: la collocazione e I’orientamento sono fondamentali per questo, perché vogliono trarre dal sole il massimo beneficio: una casa ben situata non spreca energia.

I criteri per la progettazione della casa solare si rifanno al modo in cui il sole riscalda il pianeta: il calore viene irradiato; la superficie terrestre lo trattiene e poi lo assorbe: i venti, prodotti anch’essi dall’energia solare, lo fanno girare. Su questi principi naturali si basa la costruzione di una casa solare: dopo essere stata riscaldata, grazie ai materiali isolanti trattiene il calore, che a sua volta gira nella casa raggiungendo tutte le stanze.

In un sistema bioarchitettonico vengono aggiunti i pannelli solari, che assorbono il calore e lo immagazzinano in serbatoi d’acqua. Il calore, tramite le tubature e i condotti, viene distribuito con l’aiuto di ventole in tutta la casa. Grazie ai pannelli solari si può fornire durante l’estate ben il 90% dell’acqua calda necessaria alla famiglia e il 60% durante l’inverno. Spesso le abitazioni che fanno uso di questi sistemi recuperano anche l’acqua piovana da un pozzo collocato nel giardino.

La stipsi è una malattia o un avvertimento del nostro corpo?

logoRecenti statistiche effettuate da importanti Università italiane su un consistente campione di uomini e donne italiane hanno messo in luce che la stipsi (chiamata anche stitichezza) è una delle problematiche di salute più ricorrente nella popolazione attiva italiana.
In particolare è emerso che almeno il 50 % del campione intervistato soffre o ha sofferto almeno 1 volta n vita sua di stipsi. Il numero diminuisce (si parla di una persona su cinquanta cioè il 2%) se parliamo di stipsi cronica e quindi episodi particolarmente ricorrenti.

Vediamo ora in dettaglio di analizzare la problematica (io non la chiamerei né malattia né patologia) della stipsi. Ci sono varie modalità con la quale questo disagio si presenta: si possono ridurre sia le volte che andiamo in bagno sia la consistenza delle feci stesse.
La medicina classica o tradizionale cerca di eliminare la problematica ricorrendo ai lassativi. Il classico gatto che si morde la coda: il lassativo crea irritazione alle pareti dell’intestino e si deve ricorrere a nuovi e più potenti lassativi per avere una giusta espulsione.

Proviamo a considerare la stipsi invece un avvertimento del nostro corpo e quindi della natura stessa. Il nostro corpo con la stipsi ci dice che qualcosa non funziona, che qualcosa in noi non va. Che quello che stiamo mangiando non viene ben recepito dal nostro intestino: quest’ultimo non riesce a espellere completamente gli scarti e le tossine di quello che abbiamo mangiato.
Tiriamo le conclusioni facendo un semplice paragone: prendere lassativi e continuare a seguire una dieta alimentare scorretta è come prendere un’aspirina per il mal di testa e continuare a sbattere la testa contro il muro! Potrete prendere quante aspirine volete ma vi terrete il mal di testa fino a quando non smetterete di mettere in atto gesti inconsulti.

In poche parole per eliminare la stipsi o la maggioranza dei sintomi è sufficiente cambiare alimentazione: no alle diete iperproteiche e si a frutta e verdura. Introducete alimenti grezzi e quindi non raffinati dall’uomo come orzo, farro e cereali integrali. Abbondate con l’acqua ed eliminata i liquidi artificialmente zuccherati. In quanto si riesce a risolvere la stipsi? In due giorni se si seguono abitudini alimentari corrette. Magia: no, è la natura!