Archive for: luglio 2013

Fimosi serrata e non serrata

logoLa fimosi è una malattia che interessa la zona del prepuzio maschile, se si è affetti da questa patologia si hanno difficoltà a scoprire, del tutto o parzialmente, la zona del glande, questo disturbo può manifestarsi sempre, quindi anche quando il pene è rilassato e questo è il caso più grave oppure può presentarsi solo se il pene in erezione, in questa situazione si può intervenire in vari modi per risolvere il problema.

La fimosi oltre ad essere congenita (presente dalla nascita) o acquisita (caso in cui la fimosi compare in età adulta) può essere anche serrata o non serrata, vediamo meglio di cosa stiamo parlando:

– fimosi serrata: in questo caso il glande non riesce mai ad essere scoperto totalmente, ne in posizione rilassata ne in erezione, la cura di questo tipo di malattia è complessa, si può iniziare applicando delle pomate a base di cortisone, il loro effetto è lenitivo e curativo e nei casi più lievi si riesce a guarire senza dover ricorrere alla pratica chirurgica, l’unico rischio è quello di una ricaduta perché in questo caso la malattia può ripresentarsi. Nei casi più complessi, invece, si consiglia un intervento chirurgico di circoncisione, con questa pratica di rimozione del prepuzio si risolve definitivamente il problema e si evita anche la possibilità che si formi un cancro al pene, possibile conseguenza di una fimosi non curata;

– fimosi non serrata: questa forma della malattia si manifesta quando risulta impossibile scoprire il glande solo se c’è una erezione, se insieme a tale patologia il paziente ha anche il frenulo breve si interviene prima su questo sintomo e successivamente si inizia a curare la fimosi. La malattia può manifestarsi in modo doloroso se si tenta di scoprire con forza il glande, questa pratica è altamente sconsigliata, bisogna rivolgersi ad uno specialista che indicherà, in base alla gravità della patologia, qual è il modo adatto di intervenire. In questi casi viene spesso praticata una postectomia, questa consiste nella rimozione di una parte del prepuzio e in molti casi si riesce a risolvere il problema anche se, con il passare degli anni, la fimosi potrebbe ripresentarsi, quindi, nel caso in cui non si riesca a curare il paziente con antibiotici e pomate, la scelta più giusta si rivela quella di ricorrere alla circoncisione e risolvere definitivamente il problema.

Cosa significa avere un valore di creatinina alta?

logoUn valore di creatinina più alto rispetto al normale può rivelarsi un indicatore importante di una disfunzione renale. Scopriamo meglio cosa comporta la creatinina alta e cosa è possibile fare per limitarla

Cos’è la creatinina?

Partiamo dalla creatina, un aminoacido che nel nostro organismo svolge la funzione di energetico in caso di sforzo fisico o attività sportiva, agendo sul tessuto muscolare.

Il processo metabolisco della creatina produce una sostanza di scarto, la creatinina, che viene sintetizzata dal sangue e, in seguito, rimossa attraverso le urine dopo esser stata filtrata dai reni.

Dunque, possiamo definire la creatinina un prodotto di rifiuto e uno scarto metabolico. Ma non solo. Il suo passaggio attraverso i reni si rivela fondamentale per evidenziare la presenza di problematiche renali, calcolandone le anomalie rispetto al valore medio.

Considerando che la massa muscolare di un individuo non si modifichi da un giorno all’altro, il livello della creatinina nel sangue può ipotizzarsi regolare, mentre i reni in stato di salute riescono a mantenere il valore della sostanza in un range costante.

La creatininemia

Per misurare il livello di creatina nel sangue è sufficiente eseguire gli esami del sangue che vengono normalmente prescritti di routine dal medico di base. Un solo prelievo è sufficiente.

È altresì possibile misurare il livello di creatitina nelle urine.

Come? Sono necessari due diversi campioni di urine, raccolti in 24 ore, solitamente presto al mattino. I normo-valori della creatinina urinaria si attestano sui 0,8 g per 24 ore, ma dipendono dalla massa muscolare del soggetto.

La creatinina alta

Se il rene non è in salute, l’effetto che ne consegue è un valore anomalo della creatinina: la creatinina alta.

In uno stato di normalità, il livello medio di creatinina nel sangue è di 0,6-1,2 milligrammi (mg) per decilitro (dl) nell’uomo adulto e da 0,5 a 1,1 milligrammi per decilitro nella donna adulta.

Valori al di sopra di questa media, possono essere significativi nell’evidenziare problemi e disfunzioni renaliche che altrimenti potrebbero non dare particolari sintomi.

La creatinina alta può essere sinonimo di insufficienza renale, diabete, infezioni, ipertiroidismo, miastenia, dermatomiosite, scompensi cardiaci, traumi muscolari ed eccessi nelle attività sportive.

Per riportare il valore di creatinina su livelli normali è possibile intervenire in diverse maniere, a seconda dell’entità del problema, attraverso una dieta povera di proteine, zuccheri e grassi e aiutando i reni con terapie di tipo farmacologico.

I benefici dell’allenamento sul tapis roulant

logoMovimento fisico e sport sono senza dubbio due toccasana per la salute e per il benessere per questo è importante dedicare almeno alcuni minuti durante la giornata a delle attività che rimettano in moto il nostro organismo, in particolare quando il lavoro è sedentario. Correre sul tapis roulant ha dei vantaggi evidenti sia dal punto di vista dell’attività sportiva che dal punto di vista del tempo e della praticità.

Il tapis roulant infatti consente di svolgere diverse attività relative alla deambulazione dalla corsa alla marcia senza trascurare la possibilità di regolare su di noi e sul nostro allenamento le varie sedute. Ad esempio possiamo scegliere di dedicarci alla camminata veloce semplicemente impostando velocità e tempo di allenamento così come possiamo dedicarci alla camminata in salita per aumentare la nostra capacità respiratoria e concentrare gli effetti dell’allenamento in determinate parti del corpo. In definitiva il tapis roulant ci consente di scegliere di volta in volta come e quando allenarci permettendo quindi a chiunque di elaborare un suo programma di allenamento al quale dedicarsi nel momento più adatto. Uno strumento così versatile consente anche di allenarsi in totale relax ascoltando musica o guardando programmi televisivi, insomma facendo ciò che più ci piace unendo così sia il divertimento che lo sport.

Il secondo vantaggio del tapis roulant è che permette di allenarsi quando e dove si vuole senza dover sottostare ai capricci del tempo atmosferico e senza bisogno di particolari attrezzature. Sia che ci si rechi all’interno di una palestra per utilizzare questo strumento sia che si decida per un investimento casalingo il tapis roulant consente di allenarsi sempre in estate come in inverno senza alcun limite di tempo. E’ comunque importante avere delle calzature adatte alla corsa o alla camminata.

Creme antirughe, per pelle giovanile ad ogni età

logoLe creme antirughe rallentano il formarsi di quelle sottili, antiestetiche, piegature che si sviluppano nella parte superficiale della nostra pelle soprattutto sul viso. Si possono formare per vari motivi, come ad esempio alla insufficienza di collagene, ma anche una insufficienza di elastina, la proteina a cui si deve la morbidezza della pelle, può avere un ruolo decisivo.

Esse cominciano a mostrarsi normalmente nella donna dopo i 25 anni di età, mentre nel maschio tra i 25 e i 30 anni. Ovviamente è anche possibile che compiano in maniera precoce, magari per cause esterne come il fumo, una esposizione solare eccessiva, ma anche l’inquinamento può favorirne la comparsa. Ecco perché è importante l’utilizzo di creme antirughe, proprio per poter prendersi cura al meglio della nostra pelle e quindi poter scongiurare un invecchiamento precoce e di conseguenza il formarsi delle rughe.

Esse compiono un’azione distensiva sulla ruga e ridonano sia al volto sia al collo una carnagione rivitalizzata senza grinze e cedimenti. Già dalle prime applicazioni si possono constatare i primi benefici e questo eccellente risultato è garantito dalla forza dei componenti come i polipeptidi e l’acido ialuronico che impediscono la degenerazione di collagene ed elastina.

Le peculiarità di una buona crema idonea si possono riconoscere in una crema che sia semplice da applicare e idonea per tutti i giorni, sia alla mattina sia alla sera. Inoltre deve essere a bassissimo tenore di oli con combinazioni di aminoacidi e con formulazione innovativa e mirata, allo scopo di intervenire a livello topico al fine di ridurre il corrugamento dei muscoli facciali, diretti colpevoli dell’apparizione delle rughe d’espressione.

Fondamentale che essa sia molto concentrata e morbida e questo per combattere la profondità delle rughe e aiutare la distensione e prevenzione dei segni d’espressione marcati, spronando la sintesi del collagene, sostanza importantissima per conservare la cute giovanile. Visita il sito www.piazzabenessere.com e acquista online le migliori creme antirughe e scopri i trattamenti naturali contro l’invecchiamento della pelle.

Prodotti professionali per capelli anche on-line

logoFare shopping online oggi risulta essere sempre più conveniente, soprattutto se si vogliono acquistare prodotti sicuri a prezzi decisamente molto competitivi. Ecco che nascono tanti negozi dove acquistare prodotti per lui e per lei che riguardano la bellezza, come i prodotti professionali per capelli. Questo è senza dubbio un modo per abbattere i costi del parrucchiere ed avere una messa impiega ed un taglio sempre perfetto ogni giorno e per ogni occasione. Non c’è nulla di più esaltante che uscire di casa ogni giorno perfettamente in ordine, anche con i capelli perfettamente curati e nutriti.

Ecco quindi una vasta possibilità di scelta fra i migliori prodotti professionali per capelli, come quelli usati dal vostro parrucchiere di fiducia, specifici per ogni esigenza. Non dimentichiamoci infatti che i capelli hanno un bisogno continuo di cure e di trattamenti: dai capelli aridi, ai capelli secchi e sfibrati, ai capelli grassi senza dimenticare la sensibilità del cuoio capelluto e dei continui lavaggi. Spesso poi manca proprio il tempo per andare dal parrucchiere ogni settimana e per questo è importante acquistare prodotti professionali per capelli. E se avete capelli sfibrati, rovinati, spenti, questo è il momento per acquistare online i vostri prodotti.

Pensiamo ad esempio all’estate, al sole, al mare, è proprio in questo periodo che i nostri capelli hanno bisogno di una cura maggiore, ricordate che i capelli vanno curati sia prima che dopo l’esposizione solare, proteggendoli non solo dai raggi UV, ma anche dalla salsedine e acqua di mare. Ecco perchè è importante scegliere i prodotti che meglio sono inclini alla vostra testa e meglio si adeguano al vostro cuoio capelluto. Ma anche il freddo e l’umidità sono nemici dei capelli, li rendono crespi e sfibrati, per questo occorre acquistare maschere ristrutturanti per capelli, dei balsami e shampoo professionali per una cura e una durata come quella del vostro parrucchiere di fiducia!

Pulizia dei denti con lo spazzolino elettrico

logoReperti storici hanno documentato come primi spazzolini da denti, bastoncini, ramoscelli o radici da masticare.

Il primo dentifricio consisteva di sale strofinato con una pannocchia di mais.

Da allora la storia ha fatto il suo corso e l’evoluzione, la sua parte, ed ecco a noi disponibile l’indispensabile spazzolino elettrico!

Questo strumento è stato perfezionato fino a divenire indispensabile nella corretta igiene dentale quotidiana.

Questo dispositivo può rimuovere più efficacemente dello spazzolino manuale, la placca e residui di cibo che rimangono tra i denti, prevenendo il rischio di carie e altre infezioni gengivali. Il funzionamento prevede oscillazioni e movimenti molto più veloci di quanto sia possibile in uno spazzolino classico, rimuovendo la placca anche nelle zone difficili da raggiungere. Da sottolineare che l’uso di questo spazzolino è alla portata dei bambini i quali sono maggiormente stimolati a pulirsi i denti con questo strumento, il quale non gli richiede particolare impegno o fatica. I modelli pensati per i bambini, di solito sono colorati o disegnati e molto facili da maneggiare così da invogliare fin da subito i più piccoli a una corretta igiene orale.

La tipologia di spazzolini elettrici, è pressoché infinita, ma in sintesi questo strumento è composto di setole che roteano e vibrano (o oscillano) a una determinata frequenza e di un motore alimentato a batterie che trasmette il movimento. Sono generalmente consigliati anche dai principali studi dentistici e dentisti italiani nelle principali città italiane, come studi e dentisti Torino, Verona, Roma, Bari etc.. Probabilmente in qualsiasi studio dentistico italiano vi potrebbero consigliare vivamente l’utilizzo dello spazzolino elettronico, in quanto in meno tempo, si riesce ad effettuare una pulizia migliore.

Alcuni di essi, sono muniti di confort aggiuntivi (che aggiungono prezzo all’apparecchio stesso) come il sensore di pressione il quale per mezzo di un segnalatore specifico indicherà un’eccessiva pressione di spazzolamento. La maggior parte sono attrezzati di un timer, molto utile per segnalare il tempo ed evitare un lavoro frettoloso.

Parte della categoria dello spazzolino elettrico è l’idropulsore. Si tratta di un congegno che produce un forte getto d’acqua, capace di rimuovere efficacemente cibo e depositi di placca altrimenti irraggiungibili. Di particolare utilità quando si è portatori di protesi dentali, apparecchi e capsule.

Il costo di questo spazzolino, è diventato col tempo sempre più alla portata di chiunque, con l’aumento della diffusione dello stesso, diminuisce il prezzo fino ad arrivare a costare 10-15 euro circa.

Il migliore amico dello spazzolino elettrico, resta il dentifricio che deve essere correttamente scelto in base alle necessità individuali e deve contenere il fluoro.

In ogni caso una corretta igiene orale non sostituirà mai completamente una periodica detartrasi che va fatta per eliminare ogni traccia di placca e tartaro con l’utilizzo di ultrasuoni, ma senza dubbio permetterà di dare ai nostri denti una lunga e sana vita.

Fotovoltaico e automobile elettrica: prospettive parallele

logoSino a qualche anno addietro, ogni programma di una diffusa introduzione di automobili elettriche sarebbe stato fuori luogo, non soltanto perché lo stato dell’arte dei veicoli elettrici non era sufficientemente avanzato, ma sopratutto perché l’energia elettrica era (ed è tuttora) scarseggiante nei periodi di picco della domanda. In una situazione di carenza, un ricorso massiccio all’energia elettrica per i trasporti non era ragionevole. Tuttavia, i recenti progressi del fotovoltaico ripropongono l’auto elettrica in una nuova prospettiva.

Oggi infatti si verifica una confluenza di eventi che potrebbe aprire la via a soluzioni nuove.

Le circostanze che giustificano previsioni ottimistiche sono:

– una diffusa consapevolezza che i combustibili fossili non sono inesauribili e che il costo del loro approvvigionamento pesa drammaticamente sulla bilancia dei pagamenti;

– la possibilità tecnica di uno sviluppo massiccio del fotovoltaico;

– lo sviluppo di una nuova generazione di batterie di accumulatori per trazione che consentiranno di diminuire i costi dei veicoli elettrici e di aumentarne l’autonomia;

– la considerazione che il settore trasporti consuma una frazione importante del petrolio importato;

– il fatto che nei Paesi industrializzati il parco auto si rinnova ogni 10 anni circa.

Ovviamente, non si propone di montare fotocelle sulle automobili. Ma, la maggior parte dei proprietari di case monofamigliari può installare un impianto fotovoltaico sufficiente per caricare periodicamente la batteria di un veicolo elettrico, oltre che soddisfare il normale fabbisogno per la gestione della casa.

Con l’energia di 1 kWh, un’auto elettrica può percorrere mediamente 4,5 km. Perciò con 15 kWh – la quantità di energia consumata giornalmente da una tipica casa monofamigliare – la suddetta auto elettrica percorre circa 4,5 X 15 = 67 km. Questa distanza è quella normalmente percorsa ogni giorno su tragitti suburbani e corrisponde a circa 2000 km/mese e 24.000 km/anno. Così, un collettore fotovoltaico da 30 m2 fornirebbe in un anno energia sufficiente per far percorrere ad un’auto elettrica 24.000 km: il costo annuale dell’energia per un’auto elettrica sarebbe equivalente al costo annuale della bolletta elettrica.

Va però tenuto presente che le auto elettriche funzionano ad accumulatori elettrici i quali costano. Lo stato dell’arte nel settore accumulatori è in rapido progresso.

Veicoli elettrici sono ora in uso in molti Paesi ed hanno dimostrato la loro affidabilità. In Inghilterra per es. molti furgoni funzionano ad elettricità. Negli S.V. è in corso di svolgimento un programma di sviluppo di veicoli elettrici e sono in circolazione 4000 auto elettriche, delle quali circa 1000 furono costruite nel 1980. Secondo le previsioni del DOE, alla fine del secolo negli S.V. vi saranno 8 – 9 milioni di veicoli elettrici.

È possibile convertire auto a benzina in auto elettriche, ma non sarebbe conveniente. L’auto elettrica sarà un veicolo completamente nuovo. La batteria di accumulatori sarà collocata in basso, sull’asse di figura del veicolo, in modo da abbassare il baricentro del veicolo stesso con effetti benefici sulla stabilità. Il motore elettrico a corrente continua sarà sistemato anteriormente, oppure sull’asse posteriore. Le auto elettriche avranno probabilmente freni rigenerativi, con un volano che assorbe energia quando l’auto rallenta e la restituisce quando il veicolo accelera. Questo riduce il carico sulla batteria e ne prolunga la durata. Il volano sarà alloggiato in una camera a vuoto per eliminare l’attrito dell’aria.

Sostanzialmente, l’auto elettrica è più semplice di quella a benzina e dovrebbe essere anche più affidabile. Il motore elettrico, che sarà reversibile, è caratterizzato da una forte coppia a tutte le velocità. Si può impiegare un semplice ingranaggio di riduzione del numero di giri e non sarà necessaria una trasmissione. L’utente non dovrà più preoccuparsi di organi quali lo starter, il filtro dell’olio, il carburatore, il cambio, le candele, il radiatore, la pompa dell’acqua, la pompa del combustibile, il distributore, la marmitta, il radiatore, il tubo di scarico e dei vari dispositivi antiinquinamento che oggi concorrono ad accrescere la complicazione dell’auto moderna.

L’auto elettrica è idealmente adatta all’uso urbano e suburbano: non soltanto non produce inquinamento atmosferico ma per il funzionamento nel traffico consuma meno energia dell’auto a benzina. Quando l’auto elettrica si arresta nel traffico, il motore non continua a girare in folle; semplicemente non gira. Il veicolo elettrico accelera facilmente dopo una fermata e funziona in modo efficiente alle basse e bassissime velocità, come pure alle velocità da autostrada. D’inverno, il riscaldamento del compartimento passeggeri può essere assicurato da una piccola unità ad alcol; in estate il raffrescamento si può ottenere mediante un compressore che funziona grazie alla batteria di accumulatori.

Le batterie di prima generazione saranno al piombo, del tipo ad acido solforico; queste possono essere ripetutamente scaricate al 20% della carica totale e ricaricate notte tempo oppure durante le soste lunghe nei parcheggi. La batteria al piombo/acido limita l’autonomia del veicolo a pieno carico a circa 150 km, in relazione anche al carico trasportato e al tipo di terreno.

Nuove batterie in corso di sviluppo, come quelle al litio e al solfuro di sodio entro pochi anni potranno raddoppiare l’autonomia del veicolo elettrico.

L’auto elettrica oggi si presenta interessante come seconda macchina per impiego urbano. Con l’aumentare (inevitabile) del prezzo della benzina, l’auto elettrica sarà usata sempre più frequentemente, relegando l’impiego di quella a benzina a casi di emergenza.

In combinazione con il fotovoltaico l’auto elettrica dovrebbe costituire un sistema di trasporto quasi «a prova di inflazione ». Con l’aumentare del rendimento del fotovoltaico diminuirà il costo unitario dell’energia motrice, al contrario di guanto avviene con i costi dei combustibili fossili. L’esteso impiego dell’auto elettrica ridurrà il consumo dei combustibili fossili e non sarà necessario costruire nuove centrali nucleari, mentre nelle città si eliminerà la maggior fonte di inquinamento. Questo si tradurrà in un meccanismo di « feed back» positivo: diminuendo lo smog nelle città l’aria diventa più trasparente ed i sistemi fotovoltaici diventano più efficienti.

Indiscutibile poi il vantaggio dell’automobile elettrica per quanto concerne l’inquinamento acustico, che oggi affligge i grandi centri urbani.

Il costo della adozione dell’auto elettrica dovrebbe essere basso.

L’80% delle automobili viene demolito entro il decimo anno di vita; il parco totale di camion e autobus ha una vita media di circa 7 anni. Sostituire le auto a benzina, quando sono logore, con auto elettriche è senza dubbio il modo più efficace per alleggerire la nostra dipendenza dal petrolio straniero. Il costo della trasformazione si identifica con la spesa della ricerca dedicata allo sviluppo del nuovo veicolo.

Attualmente l’industria automobilistica mondiale è impegnata a progettare automobili più piccole, più efficienti dal punto di vista consumo, e inevitabilmente più costose. Ciò che nessuno osa dire è che i motori a benzina più efficienti non segneranno la fine dei nostri crucci. Anche se, a parità di consumo di benzina, il chilometraggio dell’auto raddoppiasse con l’avvento dei nuovi modelli (ipotesi molto ottimistica alla quale nessuno crede), nel frattempo il costo della benzina sarà almeno raddoppiato e non avremo guadagnato nulla. Poiché il numero di auto sulle strade aumenta incessantemente, il consumo di combustibili fossili non diminuirà, né cambieranno in misura significativa i problemi di polluzione. In effetti, è venuto il momento di considerare seriamente la conversione delle auto tradizionali in veicoli elettrici.

In circostanze normali, l’energia elettrica fornita dalla rete di una centrale, richiede il consumo di una quantità tripla di energia fossile. In tali condizioni l’automobile elettrica non rappresenterebbe un uso appropriato dell’energia primaria e favorirebbe la tendenza a costruire nuove centrali. Ma se l’incremento di energia necessaria viene prodotto dal fotovoltaico, il quadro cambia completamente ed il futuro appare promettente. Le due tecnologie – fotovoltaico e veicoli elettrici – dovrebbero essere sviluppate contemporaneamente.

Edilizia al naturale con l’utilizzo di rocce: realizzazione di vialetti in porfido

logoSe si è da poco terminato di seminare il giardino e si vuole dar un tocco di stile in più alla casa, si può pensare di costruire un bellissimo vialetto con mattonelle irregolari di porfido, al fine di creare un passaggio che sia funzionale e bello da vedere.

Bisogna innanzitutto scegliere la posizione e il design che avrà il vialetto, meglio se con qualche curva e con mattonelle irregolari, che daranno uno stile antico al vostro sentiero. Poi bisogna creare lo spazio nel terreno per le mattonelle, e qui la situazione si complica quindi meglio seguire qualche consiglio. Tutto ciò che serve è un normalissimo coltello da cucina, meglio se robusto e che in seguito si possa buttare via.

Si inizia posizionando le mattonelle lungo il percorso che è stato ideato, per capire se l’effetto finale è di gradimento o no, cambiando magari la posizione di qualche mattonella per ottenere un design migliore. Un passaggio fondamentale è quello di non lasciare le pietre troppo sul prato se non si è sicuri della posizione, perché si potrebbero formare degli avvallamenti sul prato che risultano poi difficili da sistemare. Una volta che si è scelta la posizione ideale di tutte la mattonelle di porfido, si possono lasciare “riposare” per alcune ore così da formare appunto il buco dove si andrà a scavare. Una volta che il segno è ben marcato si inizia a segare il manto erboso con il coltello, per 8 centimetri di profondità, creando un alloggio perfetto per le pietre. Una volta finito si inserisce la mattonella nel buco creato pocanzi, operando poi col coltello sulle piccole imperfezioni al fine di rendere il tutto perfetto. Se si vogliono chiudere tutte le fessure che si andranno inevitabilmente a creare tra la terra e la pietre, si può utilizzare della terra concimata che con l’andare degli anni si coprirà d’era e non sarà più visibile.

Chiaramente il lavoro non risulterà perfetto come se fosse stato eseguito da un team di specialisti, qualche mattonella potrebbe non essere stabile o ballare quando ci si passa sopra, ma sarà di sicuro soddisfacente agli occhi di tutti e darà il tocco personale del creatore al giardino. Infine per ovviare al problema sopracitato si può rimuovere la mattonella di porfido ed aggiungere o togliere terra a seconda di quanto e dove si muove la lastra.

Tinteggiare casa con le vernici naturali

logoPossiamo compiere un gesto ecosostenibile anche quando intraprendiamo operazioni come il dipingere i muri della nostra abitazione. Il gesto a favore della natura si compie ricorrendo a vernici naturali o di origine biologica, in sostituzione delle classiche vernici chimiche. Queste ultime infatti sono sensibilmente inquinanti, ma possono possedere anche un elevato livello di tossicità per quanto riguarda la nostra salute.

Le pitture e le vernici naturali risolvono completamente questo problema, riuscendo nel contempo a soddisfare tutte le esigenze e i requisiti necessari per una buona tinteggiatura, e per ottenere delle pareti vive e colorate. La varietà e la scelta in termini di colori disponibili non è da meno: il mercato infatti mette a disposizione un’ampia gamma di colorazioni e relative sfumature. Il tutto senza impattare negativamente sull’ambiente e sulla nostra salute.

Ma andiamo a delineare nello specifico tutti i vantaggi che derivano dall’uso delle pitture naturali.

Tralasciando quelli appena citati, uno dei vantaggi principali consiste nel fatto che queste pitture sono inodori e non costringono quindi l’impresa di ristrutturazioni a dover a areare gli ambienti prima di permettere l’abitabilità dei locali. Hanno delle performance uguali rispetto alle “sorellastre” di tipo chimico, in alcuni casi anche superiori. Inoltre, per quanto riguarda i materiali trattati, favoriscono sensibilmente la traspirazione. Come detto prima inoltre sono costituite da sostanze innocue e non nocive oppure tossiche.

Qual è il modo per distinguere una vernice di tipo naturale da una vernice di tipo chimico?

L’unione europea ha pensato bene di contraddistinguere le vernici naturali con un marchio denominato ECOLABEL, ad ogni modo il miglior consiglio che si possa dare in tal senso è sicuramente quello di leggere con attenzione l’etichetta riportata sul prodotto che si sta per acquistare.

Addirittura è possibile affidarsi al fai-da-te, e produrre in tutta autonomia e a casa propria una vernice naturale con pochi passaggi e pochi ingredienti. Tra i materiali e ingredienti più utilizzati per realizzare ciò, abbiamo l’argilla e il latte. Questi ingredienti, ovviamente insieme a molti altri, vanno trattati e mescolati insieme in modo tale da ottenere un impasto di una certa consistenza che poi può essere conservato in frigo per due giorni. In questo modo è possibile rendere un’attività tradizionalmente inquinante, in un’attività che rispetta l’ambiente e quindi sicuramente più responsabile.

Ecosostenibilità: quando l’elettrodomestico si guasta, è sempre un caso o esiste l’obsolescenza programmata?

Negli ultimi anni circola un termine non ancora conosciuto dai più, ma che se fosse ben conosciuto potrebbe dare una visione un po’ diversa della società commerciale nella quale noi tutti viviamo.

Il termine è Obsolescenza Programmata; dietro questo termine all’apparenza altisonante c’è un concetto molto più semplice. Ovvero, sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo) che alcune ditte costruttrici di elettrodomestici creino appositamente i loro prodotti prevedendo, per così dire, un “tempo di rottura” programmato. Questo non riguarda solo gli elettrodomestici ma anche altri prodotti elettrici.

Ad alcuni sarà successo di incappare nella “coincidenza” (coincidenza?) di avere un elettrodomestico in garanzia, in genere per due anni, e poco dopo i due anni di garanzia “casualmente” si rompe.

Così si prende il telefono e si chiama il tecnico dell’assistenza per la riparazione… o lo si porta a riparare e la risposta quasi consueta è che “costa meno comperarne uno nuovo piuttosto che ripararlo”.

Pura coincidenza, sfortuna o magari qualcos’altro?logo

In base alle indagini di due esperti europei (tedeschi) sembrerebbe una mossa pianificata. Costoro hanno passato al vaglio un tot di prodotti comuni (più di 20), tra questi le stampanti a getto d’inchiostro, lavatrici, spazzolini da denti con batteria, e non solo prodotti elettrici ma anche prodotti d’abbigliamento come scarpe o giacconi ad uso invernale. Secondo questi due esperti , le aziende nella creazione dei loro articoli, userebbero materiali difettosi intenzionalmente, all’ovvio scopo di far comperare di più i clienti.

Questa affermazione potrebbe apparire scandalistica od offensiva, ma se guardiamo ai tempi consumistici e cinici in cui viviamo potrebbe essere un’affermazione non per forza campata per aria. Basti pensare alle volte in cui, andando per fare riparare un elettrodomestico con problemi o malfunzionamenti, ci si sente rispondere che non ci sono più i pezzi di ricambio, oppure bisogna farli arrivare dalla parte opposta del globo con tempistiche di arrivo indefinibili… o che questi pezzi costano quasi quanto l’elettrodomestico nuovo.

Ancora una volta sfortuna o coincidenza?

Purtroppo la risposta sicura al 100% a queste domande non è ancora disponibile.

Ad ogni modo, in alcuni paesi europei, stanno venendo intraprese azioni atte a tutelare consumatori contro questa pratica dannosa.

Sarà un caso anche questo? Noi consumatori speriamo vivamente di no!