Curare l’influenza con l’omeopatia...

Quando cominciano i primi freddi, l’influenza diventa un pericoloso nemico. Si tratta di una malattia respiratoria, che ha origine virale e che cominc...

Sauna Finlandese o Sauna Infrarossi...

La ricerca del benessere, sia fisico che mentale, è sempre più una necessità dei giorni moderni, caratterizzati da ritmi frenetici e impegni pressanti...

Incontinenza urinaria: cos’è ...

Spesso può bastare uno sforzo davvero piccolo per causare la perdita di urina involontaria: una risata, un colpo di tosse, uno starnuto, ecc. Le perso...

Materassi Memory, per una sensazion...

Riuscire a riposare nel modo adeguato, con un sonno profondo e ininterrotto, senza dolori e con una piacevole sensazione di benessere al mattino, è da...

Curare l’influenza con l’omeopatia

Quando cominciano i primi freddi, l’influenza diventa un pericoloso nemico. Si tratta di una malattia respiratoria, che ha origine virale e che comincia a diffondersi con l’abbassamento delle temperature e l’elevarsi del tasso di umidità. E’ molto contagiosa perché si diffonde per via aerea, attraverso le goccioline di saliva che si disperdono nell’aria.
I sintomi influenzali sono molto precisi e tra essi c’è senza dubbio la febbre, che può presentarsi in forma lieve o elevata.
La fase acuta dura di solito tra i tre e i quattro giorni, in cui il malato soffre di brividi, raffreddore, dolori muscolari, mal di gola e, in alcuni casi, anche sintomi a carico dell’apparato gastro intestinale, quali diarrea, nausea e vomito.

La principale cura per l’influenza è il riposo, ma l’omeopatia può fornire dei validi aiuti per rimettersi in modo naturale. A tal proposito la Dottoressa Anna Artuso dello Studio Omeopatico di Verona ci illustra come curare l’influenza con l’omeopatia
I rimedi più adatti si scelgono caso per caso, a seconda del paziente e della tipologia di influenza che si è contratta, non tutti infatti sono adatti per ogni tipo di caso.
L’aconitum napellum, per esempio, è ottimo per le sindromi acute, che si manifestano improvvisamente, senza sintomi preliminari. Di solito si contraggono per via dell’esposizione al vento freddo e sono caratterizzate da un acuto aumento della temperatura, magari nelle ore serali. Il paziente in questi casi soffre anche di stati d’ansia, dovuti proprio ai sintomi così acuti e in questo il rimedio può essere di grande aiuto.

La Belladonna, invece, è perfetta per quando la temperatura è alta ed è presente una abbondante sudorazione. A questo si accompagnano la cefalea e il mal di gola: in questi casi la Belladonna è ancora più efficace.
Un altro rimedio molto utilizzato nel’’omeopatia è l’Eupatorium perfoliatum, che interviene ad alleviare i sintomi quali la febbre e il mal di gola. Aiuta anche l’umore in quanto il malato è spesso abbattuto e triste, visti i fastidi dovuti all’influenza.
La nux vomica si utilizza in pazienti che, nonostante la malattia, continuano a essere iperattivi, preoccupati per scadenze e impegni vari e faticano quindi a riposare per potersi rimettere completamente.

Se i sintomi influenzali sono vaghi e si manifestano per giorni, debilitando il paziente, ma senza mai esplodere in forma acuta, si possono utilizzare:

  • Ferrum phosphoricum: lieve febbre, dolori muscolari, astenia e inoltre otite e sintomi a carico della gola;
  • Gelsominum: spossatezza, sonnolenza, cefalea

Questi sono solo alcuni dei rimedi omeopatici per l’influenza. Vanno comunque tutti assunti a bassa diluizione e non hanno di solito una posologia definita, ma a seconda dell’andamento dei sintomi.

Sauna Finlandese o Sauna Infrarossi? Ecco come fare la scelta migliore

La ricerca del benessere, sia fisico che mentale, è sempre più una necessità dei giorni moderni, caratterizzati da ritmi frenetici e impegni pressanti. Le SPA e i centri benessere sono infatti diventati mete turistiche popolari, alla pari dei grandi parchi divertimenti o delle città d’arte.

Ma se ci si volesse dedicare a sé stessi ogni giorno, anche per pochi minuti al giorno, per ritrovare equilibrio interiore e ripristinare le funzioni vitali, allora la sauna è la scelta ottimale. Anche se i trattamenti di salute o estetici risalgono alla Grecia Antica e all’Impero Romano col Calidarium, quello più rinomato è la sauna finlandese, chiamata così perché nata in Finlandia intorno all’anno mille e patrimonio culturale dei Finlandesi e di quasi tutti i popoli nordici. In origine era una semplice buca scavata a terra, dove si ponevano delle pietre riscaldate al fuoco, ci si infilava nel buco, e si ricopriva quindi con pelli di animali o coperture in legno.

Col tempo si è evoluta, coincidendo dapprima con le abitazioni vere e proprie, e poi separandosi da queste per trovare collocazione in piccole costruzioni in legno appositamente costruite. Il principio era sempre lo stesso, pietre bollenti poste in un contenitore per innalzare la temperatura sino ai 90 – 100°, creare un ambiente caldo e asciutto, per poter sudare copiosamente. Si aggiunse poi l’usanza di versare dei mestoli d’acqua sulle pietre bollenti, per aumentare il vapore acqueo all’interno facilitare ancora di più la sudorazione. Il rituale della sauna vuole poi che dopo 10-15’ di sauna, a seconda della resistenza individuale, ci si immerga in specchi d’acqua ghiacciata o ci si tuffi nelle neve. Diffondendosi poi in tutto il resto del mondo, dove le caratteristiche geografiche dei paesi nordici non sono sempre facilmente replicabili, alla neve o allo specchio d’acqua si può preferire una bella doccia d’acqua fredda.

Ma quali sono i benefici della sauna Finlandese?

Come già detto, i trattamenti da vapore o da calore erano conosciuti anche nell’antica Grecia ed erano usati per riattivare e stimolare la circolazione sanguigna degli atleti impegnati nelle olimpiadi. Inoltre favorendo un abbondante sudorazione, la sauna finlandese aiuta l’organismo a depurarsi e a liberarsi delle tossine e dei metalli pesanti. Sono sufficienti appena quindici minuti di abbondante sudorazione in sauna per liberarsi dello stesso quantitativo di metalli pesanti che i reni filtrano in ventiquattrore. Muscoli e ossa ne beneficiano, in quanto i primi vengono facilitati nell’assorbimento dell’acido lattico, e le seconde vengono rinforzate grazie al risveglio metabolico che ottimizza i processi di calcificazione, cicatrizzazione, recupero da infortuni, traumi e distorsioni. Allevia i fastidi e i dolori di chi soffre di reumatismi o lombalgia.

La pelle poi è quella che ne beneficia di più, in quanto il calore dilata i pori, elimina lo strato di cellule morte, la fa distendere e la pulisce accuratamente in profondità. Inoltre ci sono anche degli ottimi effetti sulla cellulite andando ad incidere sulla ritenzione idrica. In ultimo, ma solo per brevità, rallenta il processo di invecchiamento grazie all’innescarsi di processi chimici interni che riduce l’azione dei radicali liberi. Nel corso del tempo, la tecnologia ha consentito però di sviluppare saune, che mantengono i benefici della sauna finlandese ma eliminano la sensazione dil caldo intenso, che può risultare insopportabile per molti. Si tratta della sauna ad infrarossi.

Le saune ad infrarossi hanno lo stesso aspetto della sauna finlandese, ma senza le pietre bollenti, che sono state sostituite da emettitori di raggi infrarossi che producono lo stesso effetto di sudorazione della sauna finlandese. Anzi, sembra che il corpo assorba una maggiore quantità di calore grazie ai raggi infrarossi, ma ad una temperatura esterna inferiore, circa 60°, e con minore umidità, quindi in un ambiente più secco. Chi l’ha provata sostiene che, essendo meno calda e meno umida della sauna finlandese, consente la permanenza all’interno anche per oltre mezzora e quindi di potersi rilassare più lungo. Inoltre, alcuni studi sembra abbiano dimostrato che la quantità di tossine e di sostanze dannose espulse è superiore di quella ottenuta con l’utilizzo della sauna tradizionale.

Incontinenza urinaria: cos’è e chi colpisce

Spesso può bastare uno sforzo davvero piccolo per causare la perdita di urina involontaria: una risata, un colpo di tosse, uno starnuto, ecc. Le persone che soffrono di incontinenza urinaria vivono un forte disagio ed imbarazzo, ma quando ciò accade occorre subito parlarne con il proprio medico per fare una diagnosi esatta.

Sono colpite di più le donne

Ad essere colpiti da incontinenza urinaria sono oltre 5 milioni di italiani, ma soprattutto le donne di tutte le età che soffrono di incontinenza da sforzo, che si manifesta quando si viene a creare un indebolimento della muscolatura del pavimento pelvico o dello sfintere uretrale, e basta uno sforzo minimo per scatenare la perdita di urina.
A colpire entrambi i sesso è l’incontinenza da urgenza, legata a una iperattività involontaria del detrusore, muscolo liscio vescicale. E’ frequente nelle persone anziane e scatena il desiderio impellente di urinare, seguito da perdita di urine,più volte al giorno e la notte.
Nell’uomo esiste la forma da rigurgito, che si verifica quando la vescica è troppo piena ed è causata spesso da un adenoma della prostata o da un tumore della prostata, che provocano un ostacolo a livello dell’uretra, impedendo il completo svuotamento della vescica. Uno dei prodotti migliori in commercio studiato per questo problema è Tena for Men.

Cause

Alcuni studi e ricerche sono arrivati alla conclusione che gravidanza e parto aumentino il rischio d’incontinenza urinaria. In tali casi, si verifica un indebolimento dei muscoli e dei legamenti del pavimento pelvico, che causa una condizione chiamata ipermobilità uretrale (l’uretra non si chiude correttamente). L’incontinenza urinaria interessa circa il 20-40% delle donne dopo il parto; il più delle volte è transitoria (scompare spontaneamente nel giro di un mese o poco più).
Può causare l’incontinenza anche il prolasso dell’utero, condizione che si verifica in circa la metà di tutte le donne che hanno partorito.

Menopausa

Durante la menopausa le donne possono soffrire di perdite di urina a causa della diminuzione dei livelli di estrogeni. Ingrossamento della ghiandola prostatica.
Gli uomini possono soffrire di incontinenza urinaria dopo i 40 anni. Uno dei motivi è il tumore alla prostata e alcuni trattamenti medici rivolti alla sua gestione sono associati al disturbo. La radioterapia, ad esempio, può danneggiare o indebolire i muscoli che controllano la minzione.
Sia nelle donne che negli uomini, l’avanzare dell’età provoca un generale indebolimento dei muscoli dello sfintere uretrale e una diminuzione della capacità della vescica.
Alcuni casi di incontinenza urinaria sono temporanei e sono causati dallo stile di vita: alcol, caffè, farmaci, qualsiasi liquido in quantità eccessive può causare una perdita del controllo della vescica. Nello specifico, per quanto riguarda i farmaci, si tratta di diuretici, estrogeni, benzodiazepine, antidepressivi e lassativi. Inoltre, alcune condizioni di salute sono associate al disturbo: diabete, ipertensione, problemi alla schiena, obesità e morbo di Alzheimer. La stitichezza e le infezioni del tratto urinario possono aumentare la necessità di urinare. Anche disturbi come la sclerosi multipla, la spina bifida, la malattia di Parkinson, l’ictus e le lesioni del midollo spinale possono interferire con la funzione nervosa della vescica.

Materassi Memory, per una sensazione di benessere dopo il riposo notturno

Riuscire a riposare nel modo adeguato, con un sonno profondo e ininterrotto, senza dolori e con una piacevole sensazione di benessere al mattino, è davvero molto importante. Solo in questo modo infatti è possibile vivere al meglio le proprie giornate, avendo a disposizione tutte le energie necessarie per affrontare gli impegni di lavoro, gli impegni familiari, lo sport, lo studio e ogni altra attività che vi piace poter intraprendere. Per riuscire ad ottenere tutto questo, i materassi Memory sono una soluzione semplicemente eccezionale.

Il memory foam è una schiuma viscoelastica che si modifica con il calore. Sdraiandosi su un materasso di questa tipologia è possibile sentirsi come avvolti in un abbraccio perchè il calore del corpo permette al materasso di modellarsi sulla base delle forme, della silhouette, del peso corporeo e ovviamente anche della posizione. In questo modo il corpo ottiene un sostegno naturale e semplicemente impeccabile e il peso viene distribuito omogeneamente, evitando l’insorgere di dolori e permettendo alla colonna vertebrale di non subire alcun danno. Non solo, ottenere un sostegno così eccezionale ed evitare pressioni eccessive nelle zone sensibili del corpo, permette anche di rendere migliore la microcircolazione del sangue, con ovvi benefici sulla salute.

Ma che cosa accade quando ci si alza dal letto? C’è la possibilità che a causa di questa caratteristica il materasso in memory foam si sformi? Assolutamente no. Il materasso infatti si trasforma con il calore del corpo, ma non appena vi alzate dal letto torna nella sua posizione originaria: si tratta quindi di un prodotto del tutto indeformabile, resistente quindi anche a lungo nel tempo.

Ci sentiamo in dovere di ricordare anche un’altra caratteristica, che ormai accomuna tutti i materassi in memory foam di nuova generazione. Sono realizzati infatti con una cellulazione aperta e con apposite tecnologie che permettono di ottenere una circolazione dell’aria impeccabile. In questo modo il materasso risulta ancora più resistente perché riesce a non rovinarsi neanche in ambienti molto umidi. Non solo, in questo modo si permette alla pelle del corpo di respirare: con una traspirazione così eccezionale si suda meno anche in estate, e il letto appare sempre davvero molto fresco e accogliente.

Oggi in commercio sono disponibili due diverse tipologie di materassi in memory foam: quelli cioè completamente realizzati con questa speciale schiuma e quelli invece che vedono la schiuma solo in superficie mentre al di sotto sono realizzati con molle insacchettate. Quest’ultima tipologia è molto economica ed è la scelta ideale nel caso di persone che hanno bisogno di un sostegno un po’ più rigido rispetto a quello che è possibile ottenere con il solo memory foam. Ci teniamo però a sottolineare che si tratta di materassi che durano un po’ meno a lungo nel tempo e che vi troverete a dover cambiare più volte quindi nel corso della vita, mentre quelli in memory sono praticamente eterni.

Che cosa state aspettando? Andate subito ad acquistare il vostro materasso in memory, acquisto che può essere fatto oggi anche online in pochi semplici click grazie agli e-commerce dedicati al riposo dove trovare anche reti e biancheria per il letto di altissima qualità.

Dentifrici: quale tipo scegliere?

Al giorno d’oggi, per avere denti sani ed un bel sorriso bisogna seguire una corretta igiene orale. Questa si riesce ad ottenere con una pulizia costante e quotidiana, abbinata all’uso di un dentifricio adatto alle proprie esigenze. Tuttavia, sono tantissimi i prodotti dentali, ed in particolare i dentifrici, disponibili sul mercato, sia nei supermercati che in farmacia. Con questa vasta e soprattutto varia offerta, risulta difficile effettuare una scelta appunto adatta alle problematiche e alle esigenze di ciascuno e soprattutto che dia benefici concreti. Andiamo ad effettuare comunque una panoramica della tipologia di dentifrici che si trovano in commercio e quali scegliere in base alle proprie esigenze, con i consigli dei professionisti di uno studio dentistico a Roma

Il prodotto specifico per ogni esigenza

Per coloro che soffrono di placca e desiderano combatterla, importante è acquistare un dentifricio contenente fluoro. Questo è un minerale che rafforza i denti, possiede un efficace azione antibatterica e previene anche il formarsi della carie. Tuttavia questo tipo di prodotto è sconsigliato per i bambini al di sotto dei sei anni, in quanto può provocare loro dei disturbi. Esistono naturalmente dentifrici specifici anti-placca, che contengono sostanze come iodio e cloruro di sodio, che aiutano a proteggere l’intero cavo orale e non solo i denti, grazie alla produzione di sostanze antibatteriche e protettive. Lo stesso discorso vale per i prodotti anti-tartaro, contenenti pirofosfati, i quali contrastano l’insorgenza del tartaro appunto, proteggendo i denti. Sul mercato, ma acquistabili solo in farmacia e dietro prescrizione medica, esistono anche dei dentifrici antisettici, che possiedono sostanze e principi attivi con azione diretta e disinfettante sui denti, in particolare clorexidina. Tuttavia, questo tipo di prodotto può essere utilizzato solo per un periodo di tempo limitato e per particolari problemi. Coloro che soffrono invece di macchie sui denti, dovute al fumo o ad altre cause, possono scegliere dentifrici sbiancanti, che contengono microsfere e sostanze detergenti, come carbonato di calcio e silicati, che favoriscono la rimozione di tali macchie. Tuttavia, anche in questo caso il loro uso non deve essere prolungato, a causa delle proprietà altamente abrasive di tali prodotti. Per quei soggetti che invece soffrono disensibilità dentale o gengivale ed in particolare al freddo, al caldo o agli acidi, sono in commercio dentifrici per gengive sensibili, che contengono sali di fluoro ed altre sostanze e che rinforzano lo smalto dei denti, creando una sorta di barriera sui loro punti più delicati e vulnerabili. Questo genere di prodotto può essere anche utilizzato direttamente sulla parte sensibile. Infine, nella scelta di un dentifricio incide anche il suo gusto. Ve ne sono di diversi, da quelli, più diffusi e gettonati, alla menta a quelli dal sapore particolare come alla cannella. Tuttavia, in questo caso, la scelta è altamente soggettiva e dipende dalle preferenze di coloro che lo dovranno utilizza

Come coltivare lo zafferano? La guida completa

Considerato da sempre come una delle spezie più preziose in assoluto, lo zafferano ha rappresentato per secoli un’importante fonte di ricchezza. Ancora oggi la spezia è richiesta in tutto il mondo perciò avviarne la coltivazione rappresenta un’occasione importante di guadagno. In passato la coltivazione dello zafferano era monopolio della stato, ma oggi le cose sono cambiate. Insomma tutti possono coltivarlo nel proprio orto, come provvederemo a spiegare prendendo spunto dalla guida di Affari Miei.

Coltivare zafferano, però, non è un’impresa da tutti anche se produrre una quantità sufficiente a cucinarsi un gustoso risotto giallo è alla portata da chiunque.

Lo zafferano è una particolare pianta che nasce da un bulbo, il crocussativus, con un fiore che risulta sterile, non producendo alcun tipo di seme. E’ il bulbo a rappresentare il punto di partenza della pianta con la nascita periodica di spate che formano, a sua volta, delle foglie filiformi di colore verde smeraldo. Il fiore che nasce ha un particolare colore viola, davvero suggestivo, in grado di rappresentare anche un originale decoro. Ed è proprio dal fiore che si ricava lo zafferano prendendo i tre filini degli stimmi.

Le caratteristiche climatiche dell’Italia si adattano alla coltivazione dello zafferano, da nord a sud. La pianta, infatti, non teme particolarmente il freddo, ma nemmeno la siccità. Anche gli sbalzi di temperatura sono innocui allo zafferano. E’ la luce, invece, ad essere necessaria per lo sviluppo della pianta grazie alla fotosintesi.

Per quanto riguarda il terreno, è importante tenere presente che lo zafferano necessita di un drenaggio costante dell’acqua. Il ristagno o la presenza di un suolo argilloso in grado di compattarsi facilmente trattenendo l’umido farebbe ammalare il bulbo in poco tempo. Il terreno deve essere, in ogni caso, sufficientemente fertile e ben curato.

Un terreno in leggera pendenza, ad esempio, è la soluzione ideale in quanto lascerebbe passare l’acqua con maggiore facilità. E’ indispensabile, inoltre, che il terreno sia lavorato sufficentemente ed in profondità in modo da prevenire marciumi in grado di mettere in pericolo la salute della pianta.

Le caratteristiche del bulbo di zafferano

Il bulbo di zafferano acquistato deve avere delle caratteristiche ben precise. Innanzitutto deve essere di buona qualità, ma soprattutto deve avere delle dimensioni ben specifiche. l diametro deve essere superiore ai due centimetri, ideale se sia oltre i tre. In genere un bulbo di diametro di tre ha un prezzo che varia tra i trenta ed i sessanta centesimi.

Una volta impiantato è necessario curare il terreno eliminando le erbacce. Un altro aspetto da tenere presente è l’irrigazione. La pianta non teme la siccità, anche se è necessario innaffiarla nei primi periodi di fioritura e nel mese in marzo quando comincia a moltiplicare i bulbi.

Per quanto riguarda la conservazione, invece, può essere sufficiente riporre la piantina in un vasetto di vetro. In queste condizioni la pianta rimane in buona salute anche per un intero anno.

La scelta del giusto Frullatore

La tecnologia si è evoluta notevolmente e ad oggi è possibile trovare sul mercato una serie di elettrodomestici in grado di facilitare il lavoro in cucina e semplificarti la vita. Il frullatore, ad esempio, è uno degli apparecchi migliori per sminuzzare e tritare frutta e verdura, e preparare piatti sfiziosi in pochissimo tempo.

Questo elettrodomestico sta avendo un notevole successo sul mercato per via delle caratteristiche innumerevoli che lo contraddistinguono, pratico e leggero e con un prezzo davvero alla portata di tutti. Per sfruttare al meglio le capacità del frullatore, è necessario conoscerne le funzioni e seguire le istruzioni per l’ uso con attenzione, prima di procedere all’acquisto di questo macchinario valutate diversi aspetti e leggete la nostra guida che può esservi di aiuto per individuare quello più adatto ai vostri bisogni.

Cosa è

Il frullatore è un piccolo elettrodomestico a forma di un cono, usato per frullare alimenti di ogni tipo e preparare il cibo ai vostri bimbi. Si tratta di un prodotto facile da usare che vi permetterà di risparmiare tempo prezioso. I tanti modelli disponibili si possono visitare su Amazon o sulla sezione Frullatori di Rotex. Un frullatore tradizionale è formato da:

  • una base solida, dove è posizionato il motore
  • una caraffa spaziosa per mettere gli ingredienti da frullare
  • lame in acciaio inox e intercambiabili, per preparare zuppe e creme o svolgere funzioni particolari come emulsionare il cibo e montare la panna
  • un pratico coperchio, per evitare che i frullati schizzino fuori dalla caraffa

Il frullatore con il motore di circa 600 watt e la capacità di circa di un litro e mezzo, è l’ideale per svolgere le operazioni più svariate, senza spendere troppo, meglio se provvisto di una pala e lame per tritare il ghiaccio. Come funziona Il funzionamento è abbastanza semplice: attivate il pulsante sul dispositivo, tenete premuto il coperchio e inserite gli alimenti da tagliare all’interno della caraffa. Nel giro di pochissimi minuti il vostro composto è pronto.

Il frullatore può avere due o tre velocità da utilizzare, a seconda delle necessità e va usato soltanto con il coperchio per offrire una maggiore sicurezza, la chiusura è a incastro e si parte da una velocità bassa, aumentando man mano a seconda di quello che state preparando. Con il vostro frullatore, potete preparare un minestrone o una purea di verdura, e magari un soffritto salutare con gli ingredienti da voi selezionati, ottimo per preparare un frappè dissetante o un buon frullato, da bere magari a colazione o metà mattinata.

I frullati sono ricchi di fibre e vitamine, utili per il funzionamento del nostro corpo, la soluzione ideale per assumere frutta e verdura che non consumiamo nel quotidiano, in maniera piacevole anche per i vostri bimbi. Tutti i modelli di frullatore, attualmente in commercio rispettano ormai standard elevati e sono in grado di soddisfare anche le richieste più difficili, esistono modelli basilari e altri più innovativi ottimi per frullare ogni tipo di ingrediente, anche i più duri e ottenere prestazioni migliori.

Spesso l’estetica o lo stile del frullatore ci porta a scegliere un modello piuttosto che un altro, è possibile trovare modelli più accessoriati e altri meno, ma questo non pregiudica affatto la qualità del loro operato, per cui la scelta finale è solo vostra e dipende soltanto dalle vostre necessità o bisogni del momento.

Flogosi: Il nuovo approccio della medicina

Cambia l’approccio della medicina alla flogosi, nome scientifico della più nota infiammazione, come ben evidenzia l’articolo dedicato proprio a questo tema dal portale AlMeglio.it.

Sono sempre più numerose, infatti, le ricerche che lasciano da parte la tendenza a trattare questa patologia come effetto di altre e la considerano, invece, una malattia a sé. Quella da cui, sempre più spesso, scaturiscono le altre. Flogosi, la parola all’esperto Con il termine flogosi si fa riferimento, utilizzando la giusta terminologia scientifica, a un’infiammazione.

Fino a oggi questo “effetto collaterale” era considerato proprio in questo modo e più che curato, spento con qualche anti-infiammatorio. Oggi, invece, stanno nascendo veri e propri dipartimenti dedicati a studiarla e curarla.

In una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Irccs Humanitas di Rozzano (MI) e docente dell’Humanitas University, ha dichiarato: “Patologie diverse fra loro come infarto, cancro, obesità, diabete, malattie neurodegenerative condividono meccanismi infiammatori.

Nell’obesità, per esempio, la sovrabbondanza di tessuto adiposo invia segnali che disorientano i macrofagi, cellule che di norma orchestrano le funzioni del grasso corporeo e che con l’eccesso di peso iniziano invece a produrre molecole pro-infiammatorie, che sono alla base delle conseguenze negative dei tanti chili di troppo, tumori compresi.

Si tratta di un’infiammazione “a combustione lenta”, di cui non è immediato riconoscere la presenza”. Attenzione al colesterolo I fattori che possono generare un’infiammazione possono essere diversi. tra i grandi nemici della salute c’è, senza dubbio, il colesterolo. Se troppo alto, infatti, il rischio di un’infiammazione generale dei vasi aumenta.

Indispensabile diventa condurre uno stile di vita sano, caratterizzato da attenzione all’attiva motoria e una dieta sana ed equilibrata. Anche i germi, come facilmente prevedibile, sono fattori capaci di generare diverse tipologie di infiammazioni.

Nella moderna società Occidentale, tra l’altro, come evidenzia Sandro Ardizzone, responsabile del reparto di gastroenterologia dell’Asst Fatebenefratelli di Milano, intervistato sempre dal Corriere della Sera: “In parte conta lo stile di vita occidentale che riduce il contatto con i germi durante l’infanzia non consentendo al sistema immunitario di svilupparsi e modulare le sue risposte in modo corretto, facilitando perciò la comparsa di reazioni infiammatorie esagerate o improprie; un ruolo lo gioca poi il microbiota, ovvero i germi che vivono nel nostro intestino.

In questo organo il contatto con elementi che arrivano dall’esterno è continuo e ciò provoca una reazione infiammatoria che di solito è controllata e localizzata; in alcune persone, per motivi non ancora chiari, la risposta diventa esagerata, cronica e quindi patologica”. Infiammazione e invecchiamento L’infiammazione, soprattutto quella intestinale, può diventare – se trascurata – cronica. Questo elemento, oltre a generare costantemente problemi, porta negli anziani anche all’aumento della mortalità in particolare, negli over 65 si registra una crescita della flogosi accompagnata a una più elevata mortalità.

Secondo i ricercatori della McMaster University la causa sarebbe da ricercare nel ruolo svolto dalla flora batterica intestinale.

L’esperimento condotto su alcuni topi, infatti, ha dimostrato che squilibri nella composizione del microbiota, quando si accompagnano all’avanzare dell’età, rendono l’intestino più permeabile, favorendo il progredire dell’infiammazione e minando la buona funzionalità del sistema immunitario. In questo modo l’organismo diventa più fragile e meno autoimmune.

Creme solari: tutto quello che dovete sapere

Quando si decide di trascorrere una vacanza al mare, ma non solo, anche quando si va in montagna, è importante proteggere la pelle dai dannosi raggi solari. Molti si lasciano travolgere dalla frenesia da tintarella, ma i danni che si rischiano vanno ben oltre gli eritemi e le scottature. Per questo motivo, è importante scegliere una crema solare indicata per la propria pelle. In questa breve guida capirai come scegliere la migliore crema solare più adatta alla tua pelle

Raggi solari e protezione

Le radiazioni solari possono essere di diverso tipo, ma quelle più pericolose per noi e la nostra pelle sono i raggi UVA e UVB. I primi sono quelli che penetrano in profondità, raggiungendo il derma, e fanno in modo che si sviluppi la melanina e quindi l’abbronzatura. Si tratta però di raggi che possono danneggiare la pelle, non nell’immediato, ma anche dopo anni. I raggi UVB invece sono quelli responsabili delle scottature e degli eritemi solari. I raggi UVB sono più pericolosi di quelli UVA, nonostante siano importanti anche per lo sviluppo di Vitamina D. Per proteggersi dai danni causati dai raggi solari è quindi importante utilizzare una crema solare, scegliendola in base alla capacità di offrire una schermo, più o meno potente, per la nostra pelle. Questa protezione è indicata dalla sigla SPF, ovvero Fattore di Protezione Solare.

Come capire qual è la SPF giusta per la propria pelle

La SPF indicata sulla confezione di una crema solare è un numero, che va da 6 a 50+ e fa riferimento alla capacità di un prodotto di schermare o bloccare i raggi del sole. Solitamente questi numeri vengono calcolati in base alla quantità di tempo necessaria per produrre una scottatura sulla pelle, senza filtro. Però bisogna comunque considerare che si tratta di numeri indicativi, che possono essere influenzati da vari fattori ambientali, come l’ora del giorno o la zona geografica. Quindi quando scegliete una crema solare individuate il SPF migliore per voi, in base alle vostre caratteristiche fisiche, e ricordatevi di “rinfrescare” spesso la pelle con la crema, una volta ogni ora. Non scegliete un SPF inferiore a 15, anche se avete una carnagione olivastra. Solitamente quello consigliato per chi si avvicina per la prima volta alla spiaggia è il 30. La protezione media, che assorbe circa il 97% dei raggi solari, è quella che va da 15 a 30. Il SPF 50+ è invece da preferire per i bambini, o le persone che hanno una pelle molto delicata.

Come si applica una crema solare

Una volta scelta la crema solare che preferite, agitate il contenitore e spalmatela su tutto il corpo. Indicativamente, lo strato non dovrebbe essere troppo sottile, perché si rischia di ridurre la capacità del filtro solare. Inoltre, ci sono alcune zone più delicate, ed esposte di altre. Su queste è importante rinnovare l’applicazione più volte, durante il tempo di esposizione. Queste zone più esposte, e sensibili, sono il naso, le orecchie e i piedi. Infine la crema solare va spalmata circa una mezz’ora prima dell’esposizione, sulla pelle ben asciutta. Speriamo che questo articolo vi possa essere utile per evitare scottature in spiaggia.

La casa ecologica: alla scoperta dei canvas quadri e della biancheria biologica

Sono sempre più numerose le persone che desiderano riuscire a creare una casa che sia quanto più ecologica possibile, una casa che in questo modo diventa sostenibile e amica dell’ambiente in cui viviamo, una casa che in questo modo diventa amica anche della nostra stessa salute. Sì, perché circondarsi di mobili e tessuti che sono naturali al cento per cento permette di non stare a contatto con sostanze potenzialmente dannose, aggressive, pericolose. Ormai tutti sanno quali sono i mobili che devono essere scelti per poter dare vita ad una casa di questo tipo: deve trattarsi infatti di mobili realizzati in materiali naturali al cento per cento come il legno e il bambù, che non siano stati trattati con alcuna sostanza chimica e i cui pezzi non siano stati attaccati con colle.

Anche le vernici, sia quelle utilizzate per i mobili e i complementi di arredo che quelle utilizzate per le pareti della casa, devono assolutamente essere atossiche ed ecologiche. Ma per quanto riguarda i tessuti? Forse non tutti lo sanno, ma oggi in commercio sono disponibili tessuti biologici al cento per cento: si tratta di tessuti naturali che non sono in possesso di fibre sintetiche e che non sono stati trattati anche in questo caso con sostanze chimiche. Si tratta di tessuti come il canvas o la tela, il cotone biologico, la iuta, perfetti per dare vita ad una biancheria per la casa davvero meravigliosa, ecologica, amica della pelle, amica dei bambini e dei nostri amici a quattro zampe, talmente tanto resistente che è impossibile che si rovini con il passare del tempo e che lavaggio dopo lavaggio riesce a restare sempre impeccabile.

Con alcuni di questi tessuti è possibile dare vita anche a complementi di arredo davvero meravigliosi. Prendiamo ad esempio i canvas quadri, perfetti per dare vita a delle pareti ecologiche, decorate in modo impeccabile, capaci di personalizzare l’ambiente e di raccontare qualcosa quindi di voi. I canvas quadri sono infatti delle tele canvas montate su un semplice telaio in legno. Si tratta del complemento di arredo perfetto per le case arredate in stile moderno perché questi quadri sono privi di cornice e riescono in questo modo a creare quel minimalismo che tutti coloro che amano lo stile moderno ricercano. Oggi poi ne sono disponibili delle versioni perfette per gli ambienti moderni come, ad esempio, i quadri in stile pop art, quelli astratti, quelli con meravigliose figure geometriche.

Per la scelta dei canvas quadri migliori per la vostra abitazione, vi consigliamo caldamente di navigare sul catalogo dell’e-commerce Duzzle. Questo shopping online è dedicato ai migliori pezzi di arredamento di design e qui troverete quindi delle tele semplicemente perfette per la vostra casa. Senza dimenticare poi che i prezzi su Duzzle sono davvero concorrenziali! Grazie ai canvas quadri, alla biancheria biologica, ai mobili ecologici e a tutti gli altri piccoli accorgimenti di cui vi abbiamo appena parlato, la vostra casa sarà davvero green e salutare, un luogo in cui sarà bello rifugiarsi dopo essere stati per molte ore nel traffico, nel caos cittadino, nell’inquinamento, una vera e propria oasi di pace e di relax. E dopotutto non è proprio questo che una casa dovrebbe essere?